Museo Civico di Allumiere

Un'avventura nata dalle ricerche di Adolfo Klitsche De la Grange
Nel 1868 la Reverenda Camera Apostolica incarica l'Ingegnere Adolfo Klitsche Dev la Grange , di nobile famiglia alsaziana, cugino del celebre archeologo Orazio Marucchi, di ricercare nuove vene di allume nel territorio di Allumiere per dare nuovo impulso all'attivitą mineraria.
Tra il 1879 e il 1888, durante le ricerche geologiche finalizzate al suo incarico, Adolfo Klitsche De la Grange,ha la fortuna di recuperare molte sepolture, e il famoso " ripostiglio" dell'etą del bronzo di Coste del Marano.
Tra il 1936 e il 1938 le ricerche archeologiche sul territorio , vengono riprese da Salvatore Bastianelli , che seguendo le indicazioni del Klitsche individua nuove tombe dell'etą del bronzo.
Nel 1956 , in localitą Colle di Mezzo durante lavori di bonifica, vengono rinvenute occasionalmente alcune sepolture di epoca etrusca. Questa importante scoperta e il recupero dei materiali , convincono L'Amministrazione Comunale, anche su sollecitazione del Dott. Odoardo Toti , a deliberare l'istituzione di un Antiquarium Civico , che trova la sua temporanea collocazione nella sala del piano Nobile del Palazzo Camerale.Nel 1957 altri rinvenimenti archeologici rendono necessario un ampliamento, richiesto, anche dalla Soprintendenza alle Antichitą dell'Etruria Meridionale come condizione per ottenere il riconoscimento ufficiale. Pertano vengono allestite due sale al piano terra e il ministero della Pubblica istruzione fa giungere il suo beneplacito. Tale riconoscimento nel 1962 comporta un ulteriore ampliamento e l'allestimento di una terza sala.Nel frattempo le ricerche sul territorio accrescono le raccolte. Nel 1966 L'Antiquarium, acquisisce, in occasione del VI Congresso Internazionale di Scienze Preistoriche e Protostoriche, il titolo di Museo Civico, intitolato ad Adolfo Klitsche de la Grange. Le ricerche archeologiche per conto della Soprintendenza , nelle aree degli abitati protostorici di Monte Rovello e dell?Elceto, permettono di arricchire il museo di importanti documentazioni sulla vita domestica e sull'economia dell'etą del bronzo finale. Nel 1971 , si da avvio alla costruzione di una sezione naturalistica, scelta fondamentale per la caratterizzazione espositiva attuale. Si allestisce, quindi, una prima esposizione di minerali e fossili , finalizzata a mettere in evidenza il condizionamento esercitato dalle risorse ambientali e minerarie, nella scelta topografica degli insediamenti preistorici. Si fa sempre pił forte l'esigenza di porre in evidenza tutti gli aspetti ambientali di tutto il comprensorio geografico e quindi anche le caratteristiche floro faunistiche, idrogeologiche e minerarie del territorio racchiuso tra dal fiume Mignone, il distretto del Sasso e il mare. Da questo momento, il museo si caratterizza come Centro per la documentazione del Patrimonio Preistorico e Naturalistico del territorio tolfetano-cerite. Nel 1979, viene realizzata a cura del WWF lazio la sezione naturalistica, progettata con criteri prevalentemente didattici ed innovativi per dar maggioe risalto alla fauna e flora del territorio.
Nel 1991 viene progettato un nuovo allestimento secondo i canoni della pił moderna museografia, completato nei primi anni del 2000. L'attuale percorso in ordine cronologico, si propone di illustrare le trasformazioni geoambientali del comprensorio dei Monti della Tolfa dalla preistoria all'etą moderna, tramite una ricca documentazione archeologica, faunistica, floreale, paleontologica e mineraralogica, con particolare riguardo al tema dello sfruttamento delle risorse minerarie .