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RISCHIO SISMICO

Il rischio sismico si definisce come l'insieme dei possibili effetti che un terremoto di riferimento può produrre in un determinato intervallo di tempo, in una determinata area, in relazione alla sua probabilità di accadimento ed al relativo grado di intensità.

La determinazione del rischio è legata a tre fattori principali: la pericolosità, l'esposizione e la vulnerabilità.

La normativa vigente da competenza alle regioni sulla classificazione sismica del proprio territorio.

Al fine di mitigare il rischio sismico, lo Stato con apposite Ordinanze, a cura del Dipartimento Protezione Civile Nazionale, finanzia interventi strutturali (su edifici strategici e su edifici privati) e non strutturali (Microzonazione sismica e Condizioni Limite per l’Emergenza)

La Microzonazione Sismica, cioè la suddivisione dettagliata del territorio in base al comportamento dei terreni durante un evento sismico e l’individuazione dei possibili effetti indotti dallo scuotimento, è uno strumento di prevenzione e riduzione del rischio sismico particolarmente efficace se realizzato e applicato in fase di pianificazione urbanistica. Costituisce, quindi, un supporto fondamentale agli strumenti di pianificazione urbanistica comunale (previsionali e attuativi) per indirizzare le scelte urbanistiche verso quelle aree a minore pericolosità sismica.

Nella Regione Lazio, ai sensi della DGR n. 545/10, la Microzonazione Sismica è obbligatoria, per il Livello 1 su tutto il territorio comunale, per il Livello 2 per tutti i Piani Urbanistici Attuativi, mentre per il Livello 3 sulle zone suscettibili di instabilità, per gli Edifici Strategici o Rilevanti, sulle aree che a seguito del Livello 2 richiedono il Livello superiore.

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