Sei in: Home \ ambiente \ rischio sismico \ rischio sismico \ microzonazione sismica livello 1

Microzonazione sismica livello 1

Il livello 1 di Microzonazione Sismica – MS1 ha per obiettivo l’individuazione delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (MOPS), rappresentandole su un’apposita cartografia del territorio comunale. Nel 2008 a cura del Dipartimento Protezione Civile - DPC, è stato pubblicato il volume “Indirizzi e criteri per la Microzonazione SISMICA - ICMS” che costituisce il testo di riferimento per l’attuazione delle norme sull’argomento.

Lo Studio di MS1 è obbligatorio e propedeutico per tutti i comuni della Regione Lazio che predispongono nuovi strumenti urbanistici generali e/o loro varianti generali dalla data di pubblicazione della D.G.R.L. 545 ovvero 26 novembre 2010. Lo studio dovrà essere redatto su tutto il territorio dell’Unità Amministrativa Sismica (UAS), fatto salve le aree di cui al Cap. 7 della D.G.R. Lazio n. 545/10.

Gli studi di MS1 sono di fondamentale importanza nella pianificazione al fine di: 
  •  orientare la scelta di aree per nuovi insediamenti 
  • definire gli interventi ammissibili in una data area 
  •  programmare le indagini e i livelli di approfondimento 
  •  stabilire orientamenti e modalità di intervento nelle aree urbanizzate 
  •  definire priorità di intervento.
PUBBLICAZIONE delle MS di LIVELLO 1 VALIDATE DAL SERVIZIO GEOLOGICO E SISMICO REGIONALE
Il Servizio Geologico e Sismico Regionale pubblica sul proprio sito, per la visione e il Download, le Carte delle MOPS delle MS1 validate (in formato pdf). Dall'elenco, di seguito indicato, è possibile scaricare la Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (MOPS) per ciascuna UAS già validata:

Elenco dei Comuni (UAS) con studi di MS1 validati dalla Regione Lazio

La data indicata corrisponde alla data di validazione dalla quale entrano in vigore gli obblighi dettati dalla D.G.R.L. 545/10.

Si evidenzia che la numerazione dei Municipi del comune di Roma presente sul sito della Regione Lazio fa riferimento alla precedente numerazione che vedeva una suddivisione del territorio comunale in 20 Municipi a fronte degli attuali 15 .

RACCOMANDAZIONI PER LA REDAZIONE DEGLI STUDI DI MS1

Negli anni sono state rilasciate dal DPC varie edizioni degli standard informatici da utilizzare per la rappresentazione dei dati. Attualmente (marzo 2017) è in vigore la versione n. 4.0 degli standard di rappresentazione e archiviazione informatica degli Studi di MS, pubblicata a cura della Commissione Tecnica per la Microzonazione Sismica del Dipartimento Protezione Civile. Tutti gli studi attualmente in fase di redazione, anche se non redatti ai sensi dell’art. 11 Legge n. 77/2009, dovranno essere realizzati con quest’ultima versione degli standard.

Qualora il contributo sia erogato per la realizzazione dello studio di MS1 e dell’Analisi della Condizione Limite all’Emergenza, si evidenzia che l’istruttoria potrà procedere solo quando tutti gli elaborati previsti per MS1 e CLE saranno consegnati.

Si riportano di seguito alcuni chiarimenti sulle domande più ricorrenti formulate dai professionisti.

AREE PAI

Le aree classificate nei PAI, dalle varie Autorità di Bacino, come  R4, R3, P4, P3 e tutte le altre aree le cui norme tecniche prevedono il divieto di edificabilità (esempio: per Autorità dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno sono inedificabili anche le aree classificate RPa e APa), dovranno essere obbligatoriamente rappresentate nella carta geologico-tecnica e considerate aree di attenzione per frana (ZAFR) nella carta delle MOPS. Il censimento dei dissesti dovrà, inoltre, essere effettuato sia in campagna sia tramite ricerca bibliografica, tenendo conto dei dati del progetto IFFI, dei dati presenti negli studi geologici commissionati dai Comuni per gli strumenti urbanistici e di eventuali altri studi effettuati sul territorio. In fase di redazione della carta delle MOPS si dovrà verificare la coerenza dei dati provenienti dalle diverse fonti considerate e laddove sorgano incongruità sarà necessario pervenire ad una sintesi, seguendo un ordine gerarchico tra le fonti in relazione al loro grado di dettaglio.

INDAGINI MINIME

Le indagini minime da eseguire per la redazione di uno studio di MS di livello 1 sono indicate nella D.G.R.L. 535/12 alla tabella 1 del capitolo 2. Tuttavia nei casi in cui siano presenti poche indagini pregresse e/o quando ci siano forti incertezze sulla ricostruzione del modello geologico, è necessario effettuare nuove indagini geofisiche soprattutto di rumore ambientale (HVSR). La regione si riserva di valutare la congruità del numero e del tipo di indagini con la complessità del modello geologico.

BEDROCK SISMICO E AMPLIFICAZIONE TOPOGRAFICA

Nel volume “Indirizzi e criteri per la Microzonazione Sismica” sono indicate come zone suscettibili di amplificazione topografica tutti i versanti con acclività > 15°, a prescindere dal valore di velocità di Vs e dalla composizione litologica.

La Regione Lazio con la D.G.R. n. 490/2011, in deroga agli ICMS e in accordo con le NTC 2008 , autorizza a includere tra le Zone Stabili nella carta delle MOPS, redatta per il livello 1 di MS, tutte le aree in cui il modello geologico del sottosuolo sia rappresentato da un substrato rigido affiorante entro i 3 m dal p.c., non degradato, con Vs > 700 m/s, senza fenomeni di instabilità presenti e un’acclività ≤ di 30°.

Faglie Attive e Capaci - FAC

Per quanto riguarda la rappresentazione delle faglie attive e capaci negli Studi di MS di Livello 1, fintanto che la Regione Lazio non recepirà le Indicazioni riportate nelle “Linee Guida per la Gestione del Territorio in aree interessate da Faglie Attive e Capaci” emanate dal DPC, si dovrà fare riferimento a quanto riportato nel Catalogo ITHACA dell’ISPRA. Il geologo incaricato dello studio può indicare anche altre faglie che a suo giudizio siano da considerarsi attive e/o capaci. Si evidenzia che, come indicato nella Tabella 5  della D.G.R.L. 545/10, per le faglie attive e capaci deve essere introdotta una fascia, di 30 mt per lato a partire dalla faglia, dove sono escluse nuove previsioni di insediamento o infrastrutture.

Liquefazione

Per quanto riguarda le aree indiziate di pericolo di liquefazione negli Studi di MS di Livello 1 il geologo incaricato dello studio dovrà individuare quelle aree per le quali non sia verificato almeno uno dei cinque punti indicati nella D.G.R.L. 545/10 al Capitolo 4. Se tutte e cinque le condizioni indicate non sono verificate occorre valutare con più attenzione alcuni fattori quali: profondità della falda, accelerazione massima attesa in condizioni di free-field e le caratteristiche granulometriche delle litologie presenti. In alcuni casi potrebbero essere necessarie ulteriori indagini e la regione si riserva di valutare la congruità del numero e del tipo di indagini con la pericolosità geologica dell’area.

 

CONTATTI



Direzione Regionale Lavori Pubblici, Stazione Unica Appalti, Risorse Idriche e Difesa del Suolo

Area Tutela del Territorio

Via Capitan Bavastro, 108 - 00154 Roma