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Vivai per l'ingegneria naturalistica

Una corretta scelta del materiale vegetale da utilizzare nell'ambito delle opere di ingegneria naturalistica costituisce la premessa fondamentale per la buona riuscita degli interventi.

E' da sottolineare che la selezione del materiale vegetale deve privilegiare, nell'ambito delle specie idonee, le provenienze locali cioè quelle di massima adattabilità ecologica per le caratteristiche pedologiche e climatiche dell'area.

Sulla base di queste considerazioni è stata avviata l'attività di due vivai nel territorio laziale: il vivaio del Parco dei Monti Aurunci ed il vivaio del Consorzio di bonifica della Maremma Etrusca.

L'attività è finalizzata alla produzione di piantine per rimboschimento, recuperi ambientali, opere di ingegneria naturalistica, forestazione urbana e ambientale e viene svolta a tutela della biodiversità, producendo tutte le piantine a partire da sementi o da talee rigorosamente raccolte nel territorio circostante.

Il vivaio del Parco regionale dei Monti Aurunci

Il Vivaio è stato istituito nel 2000 con l'intento di conservare e tutelare il patrimonio genetico delle specie più interessanti tra le millenovecento che compongono la flora dei Monti Aurunci e per recuperare le aree degradate e dissestate del territorio del Parco con le tecniche di ingegneria naturalistica.

I finanziamenti sono stati erogati dal Ministero dell’Ambiente e dall'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio nell'ambito del "Programma Triennale di Tutela Ambientale 1994/96".

Attualmente sono riprodotte sessanta specie arbustive e arboree. Tutte le fasi di raccolta, lavorazione e semina sono svolte dal personale del Parco.

Il vivaio del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca

Il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca da alcuni anni sta lavorando all'impianto ed alla gestione di un vivaio per la produzione di specie autoctone, presso il quale le imprese ed il Consorzio stesso possono approvvigionarsi della componente vegetale per la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica nei lavori di difesa del suolo.

Nel 2008 il Consorzio ha riqualificato una area di propria pertinenza e ristrutturato due serre in loc. Vigna Anna (strada provinciale Lupo Cerrino) nel comune di Tarquinia (VT) ed ha iniziato la produzione.

E' stata stipulata una prima convenzione, per il triennio 2011-13, tra la Regione Lazio, il Consorzio di Bonifica e la Facoltà di Agraria Dipartimento Dafne, dell'Università della Tuscia per incaricare un ricercatore dell'Università del coordinamento, della supervisione e dell'indirizzo scientifico del vivaio, al fine di supportare i tecnici del Consorzio nella gestione ed organizzazione delle operazioni

Sono state reperite e censite circa quaranta specie vegetali autoctone poi avviate alla riproduzione mediante seme o talea. I propagoli sono stati raccolti in cenosi naturali (macchia mediterranea, bosco di latifoglie, vegetazione ripariale), nel territorio dei comuni di Tarquinia, Tuscania e Viterbo.

A seguito della necessità di ulteriori approfondimenti tecnici scientifici e di formazione specifica per i tecnici del Consorzio, gestori del vivaio, si è ritenuto utile stipulare una seconda convenzione per il biennio 2014-15.

Dopo una prima fase di verifica, sono state utilizzate piante riprodotte in vivaio per alcuni degli interventi di manutenzione e sistemazione idraulica realizzati dal Consorzio di Bonifica.

Le attività previste dalla nuova convenzione si sono concluse a dicembre 2015.

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Parco regionale dei Monti Aurunci