Il Piano Socio Assistenziale Regionale, coordinato con quello sanitario, è lo strumento di programmazione e pianificazione attraverso cui la Regione determina i criteri di programmazione degli interventi e dei servizi socio-assistenziali.
Il piano socio assistenziale ha efficacia vincolante per tutti gli interventi di settore nell'ambito regionale, ha una validità triennale e viene approvato dalla Giunta che ne valuta anche l'efficacia, attraverso una verifica annuale del piano per accertarne la regolare e puntuale attuazione da parte degli enti competenti. La fase di verifica dei costi sostenuti e dei risultati perseguiti costituisce il presupposto per gli eventuali aggiornamenti annuali per assicurare una maggiore rispondenza della programmazione regionale ai bisogni sociali presenti sul territorio di riferimento.
La Regione uniforma al piano la propria attività legislativa, regolamentare ed amministrativa nel settore socio-assistenziale, nonché la propria azione di indirizzo, di coordinamento e di controllo nei confronti degli enti locali e delle aziende unità sanitarie locali. Ai contenuti del piano devono uniformarsi quindi le province, la città metropolitana, i comuni, singoli o associati, e le comunità montane interessate nell'esercizio delle funzioni socio-assistenziali di loro competenza, nonché tutti gli altri enti ed organizzazioni, pubblici e privati, operanti nel settore socio-assistenziale a livello regionale.
Il primo Piano Socio Assistenziale della Regione Lazio, è stato approvato con D.G.R. n. 591 del 1/12/1999. Nelle more di approvazione del nuovo piano socio-assistenziale la legge regionale 4/2006 all'art. 118, ha stabilito che la Giunta Regionale possa provvedere con propria deliberazione all'attribuzione delle risorse finanziarie. Le deliberazioni di riferimento al riguardo sono: