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    assessore ravera
    LIDIA RAVERA
    Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili
    Il primo progetto del cantiere cultura è pagare i conti. Banalmente. Prioritariamente.

    Gestire del denaro pubblico per il bene comune  è una responsabilità enorme.

    Ho sempre creduto e sostenuto che la società civile, questa garbata astrazione che rimanda a donne e uomini benedetti da una vita normale, deve partecipare alla politica. Gestire poteri. Governare territori. Misurarsi con la vischiosità del reale, con la lingua opaca della burocrazia. E venirne fuori, con progetti chiari, condivisibili. Da comunicare.

    Ci proverò, ci sto già provando.

    Penso che devi trattare il "bene culturale" come  se fosse un cosa tua, se una cosa è tua, te  ne prendi cura. La valorizzi, la vivi, la mostri con orgoglio. Non la svendi. Non la trascuri. Non la lasci cadere a pezzi.

    Principi astratti? Il secondo progetto del cantiere cultura è concretizzarli.

    In questi pochi mesi, grazie alla collaborazione del Presidente e dell'assessore allo sviluppo economico Guido Fabiani e dell'assessora al Bilancio Alessandra Sartore, sono state – come si suol dire – trovate le risorse per digitalizzare le sale cinematografiche del Lazio, altrimenti a rischio chiusura. È stata scongiurata la cancellazione della stagione estiva  messa a repentaglio da quasi due milioni e mezzo di debiti. Da Rieti, a Vulci, sono stati previsti arte, spettacolo e cultura con la massima diffusione possibile: da giovani attori attrici e performer e danzatori e registi che invaderanno pacificamente e creativamente il territorio per una settimana di spettacoli dal vivo, a concerti, teatro per i bambini, campus di musica classica...

    Abbiamo realizzato un evento a Villa Adriana, come promessa di ripresa: Vinicio Capossela, con il suo nuovo spettacolo in anteprima "Il carnevale degli animali". L’estate prossima il FestiVAl Internazionale interrotto dal 2012 sarà di nuovo in scena.

    Stiamo per ri-finanziare le biblioteche e i piccoli musei e archivi, anch'essi a rischio disastro per mancanza di fondi.

    È quasi pronta una nuova legge sullo Spettacolo dal vivo, quella che ho trovato era una "legge ponte" vecchia di 35 anni. Così la nuova legge sul cinema, che rispecchia criteri di snellimento, apertura, sostegno ai più deboli, a chi si muove fuori dal mercato, puntualità nell'erogazione, efficienza e trasparenza.

    (facile dirlo? Si può anche farlo)

    Alla delega alla cultura si accompagna quella alle politiche giovanili. Lontano da me considerarlo un impegno minore. Una regione che non investe nei suoi giovani è senza futuro. Voglio costruire opportunità concrete per giovani donne e giovani uomini. Ridistribuire occasioni di sviluppo culturale, economico e sociale per promuovere i talenti in maniera democratica. I migliori talenti, non i soliti noti.

    Alla fine della primavera è stato pubblicato il Bando per il sostegno alle Comunità Giovanili. Il primo di una serie, spero lunga. È già in cantiere il Bando delle idee che sarà presentato in autunno. Prima dell’estate sarà inaugurata la nuova Officina dell’Arte e dei Mestieri di Canino che in questi mesi abbiamo accompagnato al traguardo finale. Altre ne seguiranno prima della fine dell’anno. È solo l’inizio.

    Poi verrà tutto il resto: finanziamenti mirati al fare, senza condizionamenti. Anagrafe dei gruppi spontanei, spazio e possibilità di misurarsi con il reale, incentivare la creatività diffusa, offrendo occasioni. Bandi cristallini. Decentramento e sostegno alle province, ai paesi. Valorizzazione, finalmente, della cultura. Come piacere, come diritto, come bene comune.
    assessore ravera
    LIDIA RAVERA
    Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili
    Scrittrice, giornalista italiana ha pubblicato 29 libri, per lo più romanzi, e collaborato a 66 sceneggiature per il cinema e per alcune serie televisive della RAI.

    Dopo gli studi, compiuti al liceo classico Vincenzo Gioberti, raggiunge la notorietà nel 1976 con il romanzo 'Porci con le ali', scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice (con lo pseudonimo di "Antonia").

    In seguito scrive diversi romanzi e saggi. 'Le seduzioni dell'inverno' è stato finalista al Premio Strega 2008. L'ultimo, pubblicato con Bompiani, è 'Piangi Pure'.

    Collabora con Micromega e Il Fatto Quotidiano.

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    LIDIA RAVERA
    Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili
    Segreteria Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili
    Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145
    Tel. 0651684908

    Mail: cultura@regione.lazio.it 

    Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili
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    Mail: lravera@regione.lazio.it
     

    Anniversario della liberazione di Roma

    fosse ardeatine
    04/06/2015 - A Forte Bravetta, in dieci ettari di natura lussureggiante, nella riserva protetta della Valle dei Casali, sono state uccise decine e decine di persone. Durante il fascismo qui venivano eseguiti gli assassini di Stato, venivano ammazzati, non giustiziati, perché non c'era nulla di giusto in quelle esecuzioni, gli uomini migliori, più coraggiosi, più generosi, della generazione che ha patito il fascismo e la guerra, l'occupazione tedesca, il nazismo.

    La meglio gioventù del secolo scorso.

    Qui è stato ucciso Don Giuseppe Morosini. Torturato e condannato a morte per la sua attività fra i partigiani, di cui era assistente spirituale.

    Don Morosini, mentre puntavano le armi contro di lui, qui, in questo luogo, poco più di 70 anni fa, disse “Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

    Narra la leggenda che dieci sui dodici componenti del plotone di esecuzione spararono in aria. Lo uccisero i colpi dei due peggiori. Lo finì il capomanipolo. L'ufficiale.

    Era il 3 aprile 1944.

    Quando Roma fu liberata, questo luogo, il magnifico giardino che stiamo calpestando, fu teatro di altre esecuzioni.

    Con una rabbia e una volontà di vendetta che possiamo capire, furono uccisi qui 5 criminali di guerra. Fra loro l'ex questore di Roma Caruso, responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine e il tenente colonnello Kappler.

    111 esseri umani uccisi fra il 1932 e il 1945.

    Fra loro una donna, Laura D'Oriano, 30 anni.

    Avrebbe potuto essere un cimitero degli innocenti, un giardino dell'odio.

    E' diventato, invece, per fortuna, un monumento alla memoria.

    Dell'orrore, certo.

    Ma anche dell'eroismo.

    Non era facile essere fedeli al proprio ideale di libertà, alla propria voglia di democrazia, quando questa fedeltà, che doveva essere attiva, perché democrazia e libertà andavano conquistate, non semplicemente difese, quando questa fedeltà la pagavi con la persecuzione, spesso con la tua stessa vita.

    Toccava essere estremisti della generosità e dell'altruismo.

    Ce la faremmo oggi, presi come siamo da noi stessi, ad accettare il rischio di perdere quel bene unico e irripetibile che è la tua gioventù, la tua esistenza?

    Pensiamoci.

    Pensiamo al prezzo che è stato pagato dai nostri padri, dai nostri nonni, per costruire la società in cui siamo nati e cresciuti. Pensiamoci quando ci pare di essere stanchi di tutto, anche di andare a votare.

    Pensiamo a quanto è costata la democrazia.

    Vedete... secondo me è importante celebrare la liberazione di Roma proprio qui, in questo Eden insanguinato proprio perché ci costringe a pensare. A pensare con il cuore, non soltanto con la testa.

    Non tutte le celebrazioni lo consentono.

    E invece pensare è necessario, è necessario assumere su di noi la responsabilità di mantenere e migliorare, quello che hanno conquistato per noi, quello che noi abbiamo goduto e loro non hanno neanche potuto vedere.

    E' un’eredità pesante, il ricordo dei morti di Via Labranca, dei fucilati di Forte Bravetta, dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

    Ci obbliga, ci impegna, a mantenere viva la consapevolezza, la pietà.

    Ma anche, o forse soprattutto, la gratitudine.
     

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