di MARIAGRAZIA PONTORNO

Realizzazione a cura di: Fondazione Mondo Digitale

Rivodutri (RI): Faggio di S. Francesco

Il luogo individuato per realizzare il progetto è il percorso che conduce al Faggio di Rivodutri, in provincia di Rieti, da poco entrato nel registro degli alberi monumentali e storica meta di pellegrinaggio. La leggenda narra infatti che il faggio si modificò geneticamente per proteggere Francesco durante un temporale e che il santo lasciò una impronta sulla roccia lì accanto, ancora oggi venerata.

Proprio nel sentiero che porta al Faggio Mariagrazia Pontorno posizionerà tre sculture in bronzo, realizzate con i ragazzi del territorio e immaginate come simboliche protesi delle radici dell’albero sacro, snodandosi lungo la strada in funzione anche di sedute per i pellegrini in cammino.

Relazione descrittiva del progetto

Il Faggio:

Il Faggio di Rivodutri è stato di recente censito tra gli alberi monumentali “per valore legato all’età, forma, portamento e storico culturale e religioso”. L’albero è meta di pellegrinaggio e confidente muto di dolore e speranze, come dimostrano i rosari lasciati dai devoti che ondeggiano appesi ai rami. A favorire tale magnifica e incredibile proiezione contribuisce di certo la forma contorta, dovuta a una rara mutazione genetica.

Radici:

Le radici dell’abero di faggio sono tra le più belle in natura: del tutto simili ai rami appaiono come un prolungamento degli stessi, lisci come la corteccia senza soluzione di continuità-

Proposta:

Le opere proposte da Mariagrazia Pontorno sono tre sculture in bronzo che richiamano le radici del faggio, mimetizzandosi nella passeggiata, l’unico elemento che permetterà di distinguerli dalla vegetazione circostante sarà una finitura dorata, rimando all’evento straordinario e alla preziosità di cui nella tradizione storico artistica si ammanta il sacro. Come se le radici della pianta percorressero in maniera sotterranea l’intera via del pellegrino e a tratti emergessero per confermargli che la strada intrapresa è quella giusta.  Le radici si adageranno sulle naturali curve di terreno e rocce del sentiero, assumendo pure una forma ergonomica, che offre a chi vorrà fermarsi il conforto del riposo e la possibilità di contemplare il paesaggio, funzione tra l’altro esplicata anche dallo stesso Faggio, tra i cui rami i pellegrini trovano pace e ristoro. Orientate verso il Faggio, le sculture rappresentano delle tappe che preannunciano la meta, come delle epifanie che lasciano intuire senza svelare; sono frammenti contorti e morbidi dell’albero da cui derivano e a cui tendono. Le opere si integrano nel paesaggio, partecipandone con rispetto, con l’intento di accogliere il pellegrino ed essere parte della sua esperienza.  Così come il Faggio si è piegato al Santo, così la scultura si pone al servizio di chi compie con fatica e umiltà un cammino: il bronzo si modella e si plasma accogliendo l’uomo, attraverso il vero e unico miracolo, la capacità di immaginare che ciò sia possibile.

Mariagrazia Pontorno: mariagraziapontorno@gmail.com

Eventi:

Artista

Mariagrazia Pontorno è nata a Catania nel 1978. Vive e lavora a Roma. Dal 2004 insegna Progettazione Multimediale presso le Accademie di Belle Arti.

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