FAQ ATTIVITA’ ECONOMICHE E PRODUTTIVE:

1. Quali sono i criteri e i parametri entro i quali definire i fabbisogni relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno nei confronti delle attività economiche e produttive (art. 25, comma 2, lett. c) D. Lgs. 1/2018)?

L’art. 3, comma 3, dell’OCDPC individua i seguenti criteri e massimali relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale:

  • per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive sulla base di apposita relazione tecnica contenente la descrizione delle spese a tal fine necessarie, nel limite massimo di euro 20.000,00.

2. Quali sono le condizioni, i requisiti e le finalità del contributo alle attività economiche e produttive?

Il contributo ad operatori economici può essere riconosciuto nel limite massimo di € 20.000,00.
Non possono essere accolte istanze prodotte dal titolare dell’attività economica produttiva, agricola o zootecnica, condotte in assenza delle autorizzazioni, dei visti e dei permessi previsti dalle vigenti norme in materia.
E’ condizione indispensabile la sussistenza del nesso di causalità (vedi FAQ dedicata).
Il contributo deve essere funzionale alla immediata ripresa delle attività economiche e produttive. Pertanto il contributo può essere finalizzato a:

  • riparazione dei locali o parti di esso (elementi strutturali);
  • oneri di noleggio di strutture prefabbricate o affitto di locali idonei per la ripresa dell’attività economica e produttiva;
  • ripristino dei macchinari e delle attrezzature danneggiate;
  • acquisto di scorte di materie prime semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e non più utilizzabili.

3. Nesso di causalità.

Tra il danno alla base della richiesta dei privati e gli eventi meteorologici in argomento è fondamentale che sussista un nesso diretto di causalità con l’evento emergenziale verificatosi nei giorni 29 e 30 ottobre. Pertanto, saranno prese in considerazione solamente le spese derivanti da danni subiti nell’immediatezza dell’emergenza, che siano, secondo i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità, riconducibili come conseguenza diretta agli eventi calamitosi di cui sopra.

4. I beneficiari del contributo come dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa?

In caso di ammissione al contributo, la struttura Commissariale fisserà le procedure attraverso le quali i beneficiari dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa, ad esempio lo smaltimento dei materiali o attrezzature sostituiti, nonché i controlli finalizzati a verificare la veridicità delle dichiarazioni.

5. Nel caso vi siano delle polizze assicurative a copertura dei danni subiti, il contributo è riconosciuto?

I contributi sono riconosciuti solo nella parte eventualmente non coperta da polizze assicurative e, nel caso di ulteriori eventuali misure che potranno essere riconosciute ai sensi dell’articolo 25, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1, possono costituire anticipazioni sulle medesime, nonché su eventuali future provvidenze a qualunque titolo previste. In questo senso, sarà fondamentale che i richiedenti rappresentino, sul modulo B2 la totale entità del danno, a prescindere dai massimali sopra indicati.

 

FAQ DANNI A PRIVATI:

1. Quali sono i criteri e i parametri entro i quali definire i fabbisogni relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione (art. 25, comma 2, lett. c) D. Lgs. 1/2018)?

L’art. 3, comma 3, dell’OCDPC individua i seguenti criteri e massimali relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale:

  • per attivare le prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto sociale nei confronti dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti compromessa, a causa degli eventi in rassegna, nella sua integrità funzionale, nel limite massimo di euro 5.000,00;

2. Come si possono censire i fabbisogni previsti dal Piano B?

Al fine di censire i fabbisogni in argomento, è stata predisposta la scheda individuale di cui agli allegati B1  che i privati interessati dovranno compilare e consegnare ai Comuni che, in tal modo, determineranno il fabbisogno complessivo.

In questa fase di ricognizione, non è necessaria una attività istruttoria o di verifica sulle dichiarazioni dei privati, trattandosi di adempimento finalizzato a stimare il fabbisogno complessivo di risorse.

3. Quali sono gli interventi che i privati possono denunciare con riferimento ai danni subiti dall’ abitazione principale, abituale e continuativa?

Il contributo a privati nel limite massimo di € 5.000,00 si intende finalizzato a consentire quelle piccole riparazioni che consentono di restituire all’abitazione principale il regime di funzionalità ante evento.

Non possono essere accolte richieste inerenti fabbricati realizzati in tutto o in parte in violazione delle vigenti  disposizioni urbanistiche ed edilizie, ovvero in difformità delle stesse.

Non possono, altresì, essere presentate richieste inerenti le aree esterne al fabbricato o sue pertinenze.

I suddetti interventi possono riguardare anche dotazioni ed impianti che siano risultati compromessi dagli eventi meteorologici oggetto del presente provvedimento e che siano funzionali a garantire l’ordinaria e necessaria fruibilità dell’abitazione (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono esclusi elettrodomestici quali televisori o impianti stereo, elementi di arredo non fondamentali, elementi decorativi interni ed esterni, ecc.).

4. Nesso di causalità.

Tra il danno alla base della richiesta dei privati e gli eventi meteorologici in argomento è fondamentale che sussista un nesso diretto di causalità con l’evento emergenziale verificatosi nei giorni 29 e 30 ottobre. Pertanto, saranno prese in considerazione solamente le spese  derivanti da danni subiti nell’immediatezza dell’emergenza, che siano, secondo i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità, riconducibili come conseguenza diretta agli eventi calamitosi di cui sopra.

5. I beneficiari del contributo come dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa?

In caso di ammissione al contributo, la struttura Commissariale fisserà le procedure attraverso le quali i beneficiari dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa, ad esempio lo smaltimento dei materiali o attrezzature sostituiti, nonché i controlli finalizzati a verificare la veridicità delle dichiarazioni.

6. Nel caso vi siano delle polizze assicurative a copertura dei danni subiti, il contributo è riconosciuto?

I contributi sono riconosciuti solo nella parte eventualmente non coperta da polizze assicurative e, nel caso di ulteriori eventuali misure che potranno essere riconosciute ai sensi dell’articolo 25, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1, possono costituire anticipazioni sulle medesime, nonché su eventuali future provvidenze a qualunque titolo previste. In questo senso, sarà fondamentale che i richiedenti rappresentino, sul modulo B1 la totale entità del danno, a prescindere dai massimali sopra indicati.

 

FAQ PIANO A – PRIMA EMERGENZA:

1. Quali sono le tipologie di spesa che possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A)?

 Le tipologie di spesa che possono rientrare nel Piano degli Interventi sono le seguenti:

  • spese sostenute ai sensi della lettera a) dell’articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 1/2018, ovvero:
  1. noleggio o fornitura di beni diretti all’allestimento di aree/strutture temporanee di accoglienza della popolazione colpita dall’evento calamitoso quali tende, brandine, container, apparecchiature per cottura cibi, apparecchiature per riscaldamento locali, gruppi elettrogeni;
  2. alloggio in strutture ricettive quali alberghi, strutture pubbliche e private, per quella parte di popolazione che, a causa dell’evento calamitoso, è stata costretta ad abbandonare la propria abitazione;
  3. oneri conseguenti al riconoscimento del contributo autonoma sistemazione (C.A.S.) di cui all’art. 5 dell’OCDPC;
  4. oneri relativi alle spese funerarie delle vittime degli eventi calamitosi che i familiari possono richiedere ai comuni di residenza delle vittime stesse;
  5. fornitura di beni diretti al soccorso ed all’assistenza della popolazione quali scorte alimentari, coperte, indumenti, materiale per pulizia e sanificazione ambienti e prodotti farmaceutici;
  6. servizio straordinario di assistenza e soccorso sanitario;
  7. noleggio o fornitura di mezzi d’opera necessari per prestare soccorso quali idrovore, pompe, mezzi meccanici e gruppi elettrogeni;
  8. fornitura di carburante per i mezzi direttamente coinvolti nelle attività emergenziali;
  9. fornitura di attrezzature, di beni di consumo, di dispositivi di protezione individuale e di strumenti da lavoro strettamente necessari nella fase di prima emergenza alla popolazione quali guanti, sacchi, caschi, transenne, cartelloni e sistemi di allertamento;
  10. estensione dei contratti di servizi già in essere ovvero nuova stipula, relativi ad attività dirette all’assistenza, al soccorso ed alla tutela della popolazione. Detta voce di spesa dovrà essere riferita unicamente alle esigenze eccedenti rispetto a quelle già previste dalle attività e dai contratti già in essere presso gli Enti territoriali.
  • spese sostenute ai sensi della lettera b) dell’articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 1/2018, ovvero:
  • lavori, servizi e forniture, aventi carattere di estrema urgenza, che hanno avuto concreto avvio immediatamente a seguito del verificarsi della calamità naturale da parte degli Enti locali e dei Soggetti gestori dei servizi a rete e della viabilità, al fine di:
  1. ridurre situazioni di rischio imminenti e disagi per la popolazione, connessi ad interruzioni forzate di servizi pubblici essenziali quali viabilità, acquedotti, fognature, linee elettriche e gas, previa verifica che il ripristino delle reti non sia incluso tra gli obblighi posti in capo al concessionario e pertanto, non soggetti ad oneri a carico della contabilità;
  2. rimuovere la presenza di rifiuti, macerie, materiale vegetale o alluvionale, cui occorre porre rimedio senza alcun indugio;
  3. garantire la continuità amministrativa dei servizi essenziali erogati dagli Enti locali ed Amministrazioni pubbliche.

2. Le spese sostenute riconducibili al Piano degli Interventi (Piano A) quando devono essere state sostenute? Cosa si intende per nesso di causalità?

Le spese che possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi devono essere riferite con stretto nesso di causalità all’evento emergenziale verificatosi nei giorni 29 e 30 ottobre. Saranno prese in considerazione solamente le spese che, sostenute nell’immediatezza dell’emergenza, siano – secondo i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità – riconducibili, come conseguenza diretta, agli eventi calamitosi di cui sopra. Saranno oggetto di riconoscimento anche le spese che, ancorché non sostenute, abbiano la finalità di realizzare le esigenze proprie delle attività riconducibili al Piano A.

3. Gli affidamenti di lavori, servizi e forniture disposti secondo le procedure di somma urgenza possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A)?

Gli affidamenti di lavori, servizi e forniture disposti secondo le procedure della “somma urgenza”, disciplinate dall’articolo 163 “Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile” del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A) purché le circostanze di “somma urgenza” nonché le motivazioni che hanno reso necessario ricorrere a detta procedura, siano strettamente connesse all’evento calamitoso oggetto della richiesta di deliberazione dello stato di emergenza, in quanto a causa di tale evento si è reso indispensabile avviare senza indugio determinate misure, limitate esclusivamente alla rimozione delle circostanze pregiudizievoli. Tali circostanze e motivazioni dovranno essere riportate nel relativo verbale di somma urgenza, redatto secondo quanto disciplinato dal citato articolo 163 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 e s.m.i. ovvero nel provvedimento di autorizzazione all’esecuzione di tali misure adottato dall’amministrazione appaltante.

4. Per la redazione del Piano degli Interventi (Piano A), occorre presentare la documentazione relativa ad ogni intervento effettuato?

In fase di redazione del Piano degli Interventi (Piano A) non è necessario trasmettere la documentazione relativa ad ogni singolo intervento effettuato dalle Amministrazioni e riconducibile all’evento emergenziale. Le Amministrazioni dovranno trasmettere al Commissario Delegato, esclusivamente i Moduli A e A.1 nei quali dovrà esservi una ricognizione delle spese sostenute. Tali spese dovranno essere perfettamente coincidenti con quelle riportate negli atti amministrativi che le Amministrazioni dovranno successivamente produrre al fine di rendicontare le spese e ottenere il trasferimento delle risorse.

5. A cosa serve il Modulo A?

Il modulo A è il modulo mediante il quale l’Amministrazione trasmette la ricognizione dei fabbisogni ai sensi dell’articolo 1, comma 3 della O.C.D.P.C. 558/2018.

Tale modulo è costituito da singole schede di intervento, descrittive di ciascuna attività svolta e le amministrazioni dovranno compilare tante schede di intervento per quante sono le singole voci di spesa.

6. Con riferimento al modulo A, nel caso di forme di assistenza alla popolazione, quante schede si devono compilare?

Nel caso relativo a forme di assistenza alla popolazione, sarà sufficiente compilare un’unica scheda intervento che alla voce “ESIGENZA” rechi le diverse ordinanze di sgombero e indichi le diverse strutture di alloggio individuate, con la spesa complessiva.

7. Con riferimento al modulo A, per le spese relative al Contributo Autonoma Sistemazione, quante schede si devono compilare?

Per le spese relative al Contributo Autonoma Sistemazione, sarà sufficiente compilare un’unica scheda intervento che riepiloghi il numero complessivo dei beneficiari ed una quantificazione, sulla base dei criteri di cui all’art. 5 dell’OCDPC n.558/2018, che tenga conto anche dei tempi di rientro dei beneficiari nelle loro abitazioni.

8. A cosa serve il Modulo A.1?

Il modulo A.1 costituisce un riepilogo delle schede intervento redatte sul modulo A, oltre a permettere l’acquisizione di ulteriori dettagli. Il file editabile è scaricabile dalla sezione “Modulistica”.

9. Quali sono i soggetti competenti a trasmettere il Modulo A e A.1?

Le Amministrazioni interessate, che hanno sostenuto spese per interventi causalmente connessi agli eventi calamitosi del 29 e 30 ottobre, sono i soli soggetti autorizzati a trasmette i Moduli A e A.1.

10. Entro quale data bisogna trasmettere i trasmette i Moduli A e A.1?

Le amministrazioni interessate devono trasmettere i moduli entro e non oltre il 30.11.2018.

11. Come bisogna trasmettere i Moduli A e A.1?

I moduli, debitamente compilati e sottoscritti dal legale rappresentante, dovranno essere inviati al seguente indirizzo pec: emergenzaottobre2018@regione.lazio.legalmail.it

 

Per segnalare eventuali dubbi o quesiti è possibile inviare una mail a commissariodelegato558@regione.lazio.it

 

FAQ PIANO B – NOTE PER LE AMMINISTRAZIONI:

1. Quali sono le tipologie di spesa che possono essere ricomprese nel Piano B?

Le spese che possono rientrare nel Piano B sono quelle relative agli eventuali ulteriori richieste riconducibili al piano A) e per le quali non siano stati sufficienti i 3 milioni di primo stanziamento nonché gli interventi riconducibili all’art. 25, comma 2, lett. c) e d) del D. Lgs. 1/2018 e, segnatamente:

  1. attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dall’evento, per fronteggiare le più urgenti necessità ( 25, comma 2, lett. c) D. Lgs. 1/2018);
  2. realizzazione di interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, strettamente connesso all’evento e finalizzati prioritariamente alla tutela della pubblica e privata incolumità, in coerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti ( 25, comma 2, lett. d) D. Lgs. 1/2018).

2. Quali sono i criteri e i parametri entro i quali definire i fabbisogni relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive (art. 25, comma 2, lett. c) D. Lgs. 1/2018)?

L’art. 3, comma 3, dell’OCDPC individua i seguenti criteri e massimali relativi alle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale:

  1. per attivare le prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto sociale nei confronti dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti compromessa, a causa degli eventi in rassegna, nella sua integrità funzionale, nel limite massimo di euro 5.000,00;
  2. per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive sulla base di apposita relazione tecnica contenente la descrizione delle spese a tal fine necessarie, nel limite massimo di euro 20.000,00.

3. Come si possono censire i fabbisogni previsti dal Piano B?

Al fine di censire i fabbisogni in argomento, è stata predisposta la scheda individuale di cui agli allegati B1 e B2 che i privati interessati dovranno compilare e consegnare ai Comuni che, in tal modo, determineranno il fabbisogno complessivo.

In questa fase di ricognizione, non è necessaria una attività istruttoria o di verifica sulle dichiarazioni dei privati, trattandosi di adempimento finalizzato a stimare il fabbisogno complessivo di risorse.

4. Quali sono gli interventi che i privati possono denunciare con riferimento ai danni subiti dall’ abitazione principale, abituale e continuativa?

Il contributo a privati nel limite massimo di € 5.000,00 si intende finalizzato a consentire quelle piccole riparazioni che consentono di restituire all’abitazione principale il regime di funzionalità ante evento.

Non possono essere accolte richieste inerenti fabbricati realizzati in tutto o in parte in violazione delle vigenti  disposizioni urbanistiche ed edilizie, ovvero in difformità delle stesse.

Non possono, altresì, essere presentate richieste inerenti le aree esterne al fabbricato o sue pertinenze.

I suddetti interventi possono riguardare anche dotazioni ed impianti che siano risultati compromessi dagli eventi meteorologici oggetto del presente provvedimento e che siano funzionali a garantire l’ordinaria e necessaria fruibilità dell’abitazione (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono esclusi elettrodomestici quali televisori o impianti stereo, elementi di arredo non fondamentali, elementi decorativi interni ed esterni, ecc.).

5. Nesso di causalità.

Tra il danno alla base della richiesta dei privati e gli eventi meteorologici in argomento è fondamentale che sussista un nesso diretto di causalità con l’evento emergenziale verificatosi nei giorni 29 e 30 ottobre. Pertanto, saranno prese in considerazione solamente le spese  derivanti da danni subiti nell’immediatezza dell’emergenza, che siano, secondo i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità, riconducibili come conseguenza diretta agli eventi calamitosi di cui sopra.

6. I beneficiari del contributo come dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa?

 In caso di ammissione al contributo, la struttura Commissariale fisserà le procedure attraverso le quali i beneficiari dovranno dimostrare l’effettiva esecuzione della spesa, ad esempio lo smaltimento dei materiali o attrezzature sostituiti, nonché i controlli finalizzati a verificare la veridicità delle dichiarazioni.

7. Nel caso vi siano delle polizze assicurative a copertura dei danni subiti, il contributo è riconosciuto?

 I contributi sono riconosciuti solo nella parte eventualmente non coperta da polizze assicurative e, nel caso di ulteriori eventuali misure che potranno essere riconosciute ai sensi dell’articolo 25, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1, possono costituire anticipazioni sulle medesime, nonché su eventuali future provvidenze a qualunque titolo previste. In questo senso, sarà fondamentale che i richiedenti rappresentino, sui moduli B1 e B2 la totale entità del danno, a prescindere dai massimali sopra indicati.

8. I Comuni cosa devono trasmettere ai fini della predisposizione del Piano B?

 Ai fini della predisposizione del Piano B, i Comuni devono trasmettere esclusivamente un riepilogo delle istanze ricevute suddiviso per tipologia e conforme al prospetto B.3, rinvenibile nella sezione “Modulistica”.

9. Quali sono gli interventi per la riduzione del rischio residuo di cui all’art. 25, comma 2, lett. d) riconducibili nel Piano B?

 Gli interventi riconducibili nel Piano B di cui all’art. 25, comma 2, lett. d) sono quei lavori, ritenuti urgenti in quanto diretti alla riduzione del rischio residuo, rigorosamente derivante dall’evento calamitoso, che non rivestono il carattere della “somma urgenza” di cui all’articolo 25, comma 2, lettera b), del Codice, descritta in precedenza e riconducibile al Piano A, ma che si rendono comunque necessari ed urgenti per la tutela della pubblica e privata incolumità.

 10. Gli interventi per la riduzione del rischio residuo di cui all’art. 25, comma 2, lett. d) possono essere differiti rispetto all’evento calamitoso del 29 e 30 Ottobre 2018?

Gli interventi possono essere differiti e la necessità di differirne nel tempo l’esecuzione, sia pure da avviare in tempi ristretti, comunque entro la vigenza dello stato di emergenza, può dipendere anche dall’opportunità e dalla necessità di eseguire adeguate verifiche ed approfondimenti tecnici al fine di meglio identificare le opere più idonee, ovvero anche dalla necessità di garantire la copertura finanziaria delle lavorazioni proposte.

Tali interventi potranno costituire completamenti delle prime lavorazioni avviate in attuazione del Piano A, ovvero interventi ritenuti necessari per contrastare determinate situazioni di criticità e ricondurre le condizioni di vita delle popolazioni colpite ad un livello minimo accettabile.

 11. Quanto dura lo stato di emergenza?

 Stante quanto disciplinato dall’articolo 24, comma 3, del Codice, lo stato di emergenza non può superare i 12 mesi, prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi. Per tali motivazioni, gli interventi diretti a fronteggiare il contesto critico, oltre ad essere connessi con l’evento calamitoso, devono avere una durata temporale coerente con il superamento del contesto critico e presentare un cronoprogramma di attuazione che preveda l’avvio dei lavori entro la scadenza dello stato di emergenza.

12. Nell’ambito degli interventi per la riduzione del rischio residuo di cui all’art. 25, comma 2, lett. d) rientrano solo gli interventi strutturali?

 Ove adeguatamente motivati, nell’ambito della tipologia di cui al presente paragrafo, potranno essere inseriti anche interventi non strutturali che prevedano, ad esempio, l’esecuzione di attività di studi, indagini e monitoraggio di complesse situazioni di dissesto idrogeologico o pericolosità idraulica e di altre situazioni di criticità dirette comunque ad una mitigazione del rischio residuo esistente.

Per tali interventi che rivestono un particolare rilievo in termini di riduzione del rischio residuo, al fine di avvalorare la coerenza degli stessi interventi con l’evento emergenziale ed il livello di utilità ed urgenza delle lavorazioni proposte ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità, è necessario che il relativo fabbisogno sia esplicitato attraverso il prospetto riportato nella scheda C rinvenibile nell’area “Modulistica”.

13. Quali sono gli interventi che non possono rientrare nella tipologia di interventi per la riduzione del rischio residuo di cui all’art. 25, comma 2, lett. d)?

 Non possono rientrare nella tipologia di interventi di che trattasi:

  • la ristrutturazione o il ripristino di strutture pubbliche o private, fatta eccezione per quelle sedi di attività strategiche o essenziali, quali municipi, scuole, ospedali, per le quali non siano rinvenibili ulteriori idonee sedi alternative;
  • le opere costruite in violazione delle norme urbanistiche ed edilizie, o di tutela paesaggistico – ambientale, senza che sia intervenuta alcuna sanatoria da parte degli Enti competenti.

 14. Entro quale data bisogna trasmettere i Moduli B.3 e C?

 Le amministrazioni interessate devono trasmettere i moduli sopra indicati entro e non oltre il 11.12.2018.

15. Entro quale data bisogna trasmettere i Moduli B.1 e B.2?

 In questa fase ricognitiva, le amministrazioni interessate dovranno acquisire e conservare i moduli B.1 e B.2 ricevuti, fino alla comunicazione da parte del Commissario Delegato di ulteriori indicazioni.

16. Come bisogna trasmettere i Moduli B.3 e C?

 I moduli, debitamente compilati e sottoscritti dal legale rappresentante, dovranno essere inviati dalle amministrazioni interessate al seguente indirizzo pec: emergenzaottobre2018@regione.lazio.legalmail.it