1. Quali sono le tipologie di spesa che possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A)?

 Le tipologie di spesa che possono rientrare nel Piano degli Interventi sono le seguenti:

  • spese sostenute ai sensi della lettera a) dell’articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 1/2018, ovvero:
  1. noleggio o fornitura di beni diretti all’allestimento di aree/strutture temporanee di accoglienza della popolazione colpita dall’evento calamitoso quali tende, brandine, container, apparecchiature per cottura cibi, apparecchiature per riscaldamento locali, gruppi elettrogeni;
  2. alloggio in strutture ricettive quali alberghi, strutture pubbliche e private, per quella parte di popolazione che, a causa dell’evento calamitoso, è stata costretta ad abbandonare la propria abitazione;
  3. oneri conseguenti al riconoscimento del contributo autonoma sistemazione (C.A.S.) di cui all’art. 5 dell’OCDPC;
  4. oneri relativi alle spese funerarie delle vittime degli eventi calamitosi che i familiari possono richiedere ai comuni di residenza delle vittime stesse;
  5. fornitura di beni diretti al soccorso ed all’assistenza della popolazione quali scorte alimentari, coperte, indumenti, materiale per pulizia e sanificazione ambienti e prodotti farmaceutici;
  6. servizio straordinario di assistenza e soccorso sanitario;
  7. noleggio o fornitura di mezzi d’opera necessari per prestare soccorso quali idrovore, pompe, mezzi meccanici e gruppi elettrogeni;
  8. fornitura di carburante per i mezzi direttamente coinvolti nelle attività emergenziali;
  9. fornitura di attrezzature, di beni di consumo, di dispositivi di protezione individuale e di strumenti da lavoro strettamente necessari nella fase di prima emergenza alla popolazione quali guanti, sacchi, caschi, transenne, cartelloni e sistemi di allertamento;
  10. estensione dei contratti di servizi già in essere ovvero nuova stipula, relativi ad attività dirette all’assistenza, al soccorso ed alla tutela della popolazione. Detta voce di spesa dovrà essere riferita unicamente alle esigenze eccedenti rispetto a quelle già previste dalle attività e dai contratti già in essere presso gli Enti territoriali.
  • spese sostenute ai sensi della lettera b) dell’articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 1/2018, ovvero:
  • lavori, servizi e forniture, aventi carattere di estrema urgenza, che hanno avuto concreto avvio immediatamente a seguito del verificarsi della calamità naturale da parte degli Enti locali e dei Soggetti gestori dei servizi a rete e della viabilità, al fine di:
  1. ridurre situazioni di rischio imminenti e disagi per la popolazione, connessi ad interruzioni forzate di servizi pubblici essenziali quali viabilità, acquedotti, fognature, linee elettriche e gas, previa verifica che il ripristino delle reti non sia incluso tra gli obblighi posti in capo al concessionario e pertanto, non soggetti ad oneri a carico della contabilità;
  2. rimuovere la presenza di rifiuti, macerie, materiale vegetale o alluvionale, cui occorre porre rimedio senza alcun indugio;
  3. garantire la continuità amministrativa dei servizi essenziali erogati dagli Enti locali ed Amministrazioni pubbliche.

2. Le spese sostenute riconducibili al Piano degli Interventi (Piano A) quando devono essere state sostenute? Cosa si intende per nesso di causalità?

Le spese che possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi devono essere riferite con stretto nesso di causalità all’evento emergenziale verificatosi nei giorni 29 e 30 ottobre. Saranno prese in considerazione solamente le spese che, sostenute nell’immediatezza dell’emergenza, siano – secondo i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità – riconducibili, come conseguenza diretta, agli eventi calamitosi di cui sopra. Saranno oggetto di riconoscimento anche le spese che, ancorché non sostenute, abbiano la finalità di realizzare le esigenze proprie delle attività riconducibili al Piano A.

3. Gli affidamenti di lavori, servizi e forniture disposti secondo le procedure di somma urgenza possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A)?

Gli affidamenti di lavori, servizi e forniture disposti secondo le procedure della “somma urgenza”, disciplinate dall’articolo 163 “Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile” del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 possono essere ricomprese nel Piano degli Interventi (Piano A) purché le circostanze di “somma urgenza” nonché le motivazioni che hanno reso necessario ricorrere a detta procedura, siano strettamente connesse all’evento calamitoso oggetto della richiesta di deliberazione dello stato di emergenza, in quanto a causa di tale evento si è reso indispensabile avviare senza indugio determinate misure, limitate esclusivamente alla rimozione delle circostanze pregiudizievoli. Tali circostanze e motivazioni dovranno essere riportate nel relativo verbale di somma urgenza, redatto secondo quanto disciplinato dal citato articolo 163 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 e s.m.i. ovvero nel provvedimento di autorizzazione all’esecuzione di tali misure adottato dall’amministrazione appaltante.

4. Per la redazione del Piano degli Interventi (Piano A), occorre presentare la documentazione relativa ad ogni intervento effettuato?

In fase di redazione del Piano degli Interventi (Piano A) non è necessario trasmettere la documentazione relativa ad ogni singolo intervento effettuato dalle Amministrazioni e riconducibile all’evento emergenziale. Le Amministrazioni dovranno trasmettere al Commissario Delegato, esclusivamente i Moduli A e A.1 nei quali dovrà esservi una ricognizione delle spese sostenute. Tali spese dovranno essere perfettamente coincidenti con quelle riportate negli atti amministrativi che le Amministrazioni dovranno successivamente produrre al fine di rendicontare le spese e ottenere il trasferimento delle risorse.

5. A cosa serve il Modulo A?

Il modulo A è il modulo mediante il quale l’Amministrazione trasmette la ricognizione dei fabbisogni ai sensi dell’articolo 1, comma 3 della O.C.D.P.C. 558/2018.

Tale modulo è costituito da singole schede di intervento, descrittive di ciascuna attività svolta e le amministrazioni dovranno compilare tante schede di intervento per quante sono le singole voci di spesa.

6. Con riferimento al modulo A, nel caso di forme di assistenza alla popolazione, quante schede si devono compilare?

Nel caso relativo a forme di assistenza alla popolazione, sarà sufficiente compilare un’unica scheda intervento che alla voce “ESIGENZA” rechi le diverse ordinanze di sgombero e indichi le diverse strutture di alloggio individuate, con la spesa complessiva.

7. Con riferimento al modulo A, per le spese relative al Contributo Autonoma Sistemazione, quante schede si devono compilare?

Per le spese relative al Contributo Autonoma Sistemazione, sarà sufficiente compilare un’unica scheda intervento che riepiloghi il numero complessivo dei beneficiari ed una quantificazione, sulla base dei criteri di cui all’art. 5 dell’OCDPC n.558/2018, che tenga conto anche dei tempi di rientro dei beneficiari nelle loro abitazioni.

8. A cosa serve il Modulo A.1?

Il modulo A.1 costituisce un riepilogo delle schede intervento redatte sul modulo A, oltre a permettere l’acquisizione di ulteriori dettagli. Il file editabile è scaricabile dalla sezione “Modulistica”.

9. Quali sono i soggetti competenti a trasmettere il Modulo A e A.1?

Le Amministrazioni interessate, che hanno sostenuto spese per interventi causalmente connessi agli eventi calamitosi del 29 e 30 ottobre, sono i soli soggetti autorizzati a trasmette i Moduli A e A.1.

10. Entro quale data bisogna trasmettere i trasmette i Moduli A e A.1?

Le amministrazioni interessate devono trasmettere i moduli entro e non oltre il 30.11.2018.

11. Come bisogna trasmettere i Moduli A e A.1?

I moduli, debitamente compilati e sottoscritti dal legale rappresentante, dovranno essere inviati al seguente indirizzo pec: emergenzaottobre2018@regione.lazio.legalmail.it

 

Per segnalare eventuali dubbi o quesiti è possibile inviare una mail a commissariodelegato558@regione.lazio.it