Previeni la diffusione

Per proteggersi dalle malattie anche gravi trasmesse dalle punture delle zanzare e dei pappataci è necessario contrastare la proliferazione di questi insetti con alcune semplici azioni.

Evita ristagni d’acqua

Alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi. Un sottovaso, un tombino, un secchio, sono tutti luoghi ideali per lo sviluppo delle larve di zanzara. Perciò si deve evitare ogni ristagno d’acqua rimuovendo tutti gli oggetti che possono contenere acqua anche solo occasionalmente. I pappataci prediligono i luoghi umidi e ombreggiati. Per contrastarne lo sviluppo evitare gli accumuli di sfalci d’erba e di materiali organici.

Usa periodicamente i prodotti larvicidi

  • Quando non è possibile evitare ristagni di acqua (come nei pozzetti stradali, nelle caditoie, nei tombini, ecc.) si deve ricorrere ai prodotti larvicidi. Questi devono essere utilizzati da aprile a novembre con cadenza periodica, secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.
  • I prodotti larvicidi sono facilmente reperibili in commercio, nei negozi specializzati o nelle farmacie.
  • Non usare il rame come larvicida, ha scarsa efficacia.

 

Ricorda questi semplici accorgimenti

  • elimina i sottovasi e dove non è possibile evita il ristagno d’acqua al loro interno
  • pulisci accuratamente i tombini e coprili con una rete zanzariera evitando che si intasi dopo le piogge
  • rimuovi sempre gli sfalci d’erba e tieni il giardino pulito
  • non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto
  • controlla periodicamente le grondaie mantenendole pulite e non ostruite
  • tieni pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introduci pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre
  • svuota settimanalmente e tieni puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l’acqua degli animali domestici
  • non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino pieni d’acqua
  • copri le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana

fonte Regione Emilia Romagna