Sportello d'ascolto

All’interno del Piano Triennale di Azioni Positive 2015-2017è prevista l’attivazione di un “Servizio d’ascolto per la prevenzione del mobbing e delle discriminazioni” con l’obiettivo di istituire, in favore del personale dipendente regionale, un servizio d’ascolto per la prevenzione del mobbing e delle discriminazioni al fine di raccogliere le problematiche e orientare il personale per individuare e risolvere i disagi lavorativi, favorire il benessere organizzativo e superare eventuali discriminazioni subite.

Con determinazione n. G08571 del 27/7/2016 della Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi è stato approvato uno schema di convenzione tra la Regione Lazio e la ASL Roma 2 per l’attivazione di un “Servizio d’ascolto regionale per le problematiche legate al disagio lavorativo”.
Tale convenzione ha previsto  l’attivazione dello sportello di ascolto, in via sperimentale per la durata di 6 mesi  a titolo gratuito, con la presenza di un dirigente psicologo per due ore pomeridiane alla settimana.

La funzione svolta dall’esperto è quella di “accogliere i lavoratori in un clima riservato, presso la sede della Regione Lazio di Via Rosa Raimondi Garibaldi 7, aiutarli ad analizzare e chiarire la vicenda presentata, offrire loro orientamento, sostegno e confronto per trovare in modo condiviso soluzioni personali per superare la situazione di disagio” ma lo psicologo “non potrà impegnarsi in alcuna attività di soluzione organizzativa della vicenda presentata”. 
 
L’attività dello sportello è iniziata nel settembre 2016 e, attraverso 2 proroghe, proseguirà, con le stesse modalità, fino al 31/12/2017. 

Dalla relazione intermedia presentata dallo psicologo dello sportello si evince che da settembre 2016 a febbraio 2017 si sono rivolte allo sportello 14 persone, di cui 12 donne e 2 uomini e sono stati effettuati 27 colloqui. Le problematiche riferite riguardano varie aree: scarsa o assente motivazione del lavoro svolto, percorsi di carriera bloccati, percezione di inutilità del lavoro svolto, mancato supporto del lavoratore da parte del dirigente, richieste “inadeguate” ai lavoratori, difficoltà di conciliazione casa-lavoro.

Lo psicologo segnala che “tutti avevano consapevolezza del limite dello sportello, nel fornire ascolto e supporto. Forse questa consapevolezza può essere uno dei fattori della scarsità di richieste allo Sportello” e suggerisce “di adottare un codice di condotta contro le molestie e per il benessere sul lavoro, con la nomina di un “consigliere di fiducia” che svolga compiti di accertamento e intervento per trovare soluzioni alle situazioni presentate”. 
 
Concludendo, pur risultando l’attivazione del servizio un primo passo importante nella direzione del superamento del disagio lavorativo, le limitate funzioni attribuite allo Sportello non consentono ancora di utilizzarlo come uno strumento efficace per la prevenzione del mobbing e delle discriminazioni. La nomina di un Consigliere di fiducia e la definizione di modalità di lavoro congiunto sul tema della prevenzione del mobbing e delle discriminazioni tra la Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi (e le Aree competenti), CUG, Consigliera di Parità e OIV, consentirebbe un approccio più efficace per il benessere del personale e per il clima organizzativo dell’Amministrazione regionale.