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EMERGENZA CIMICE ASIATICA NEL LAZIO

02/10/2019 - La cimice asiatica è un insetto polifago di origine cinese, già presente in alcune regioni del Nord-Italia tra cui Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. L’organismo nocivo al momento non è regolamentato dalla normativa fitosanitaria vigente. In Italia si sono già registrati attacchi a carico di frutti di albicocco, ciliegio, fico, kiwi, melo, melograno, nocciolo, noce, pero, pesco, susino e vite. Tra le ortive danneggiate si registrano pomodoro, fagiolo, peperone e zucca.

1. PRIMO RITROVAMENTO DEL PARASSITA IN LAZIO

La cimice asiatica è stata rilevata nel Lazio per la prima volta nel novembre 2017 in ambiente urbano in alcuni giardini privati di Roma. Questo primo ritrovamento del parassita sul territorio laziale è stato comunicato alla Commissione Europea ed ha costituito un alert sulla possibile diffusione dell’insetto in ambiente agricolo. Il Servizio Fitosanitario ha ritenuto pertanto necessario organizzare sin da febbraio 2019 incontri formativi rivolti sia al personale ispettivo sia ai tecnici delle associazioni dei produttori e degli ordini professionali.

2. ATTUALE DIFFUSIONE DEL PARASSITA NEL LAZIO

A partire dalla tarda estate di quest’anno, gli ispettori e gli agenti fitosanitari, nell’ambito delle attività di sorveglianza del territorio regionale, hanno rilevato la presenza della cimice in alcuni impianti di kiwi della provincia di Latina.

Per la definizione dell’areale di infestazione, il Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio ha avviato un monitoraggio generale, a partire dai siti in cui è stata segnalata la cimice verso le aree limitrofe, interessate dalla presenza di impianti di fruttiferi e colture sensibili all’attacco dell’insetto. Negli impianti di kiwi, segnalati come infestati, si sta stimando anche l’entità del danno sui frutti.

3. INTERVENTI PROGRAMMATI DALLA REGIONE LAZIO PER IL CONTRASTO ALLA DIFFUSIONE DEL PARASSITA

3.1. Interventi in aree produttive

Alla luce dei nuovi sviluppi in ambito scientifico e della esperienza accumulata dalle Regioni interessate dall’infestazione sin dal 2015, il Comitato fitosanitario Nazionale, organo di coordinamento dei Servizi Fitosanitari Regionali, sta predisponendo un “Piano di azione nazionale per il contrasto della Cimice asiatica”. In particolare, per quanto riguarda gli strumenti operativi a disposizione, sono in corso di valutazione le tecniche di:

- difesa chimica;

- reti antinsetto;

- trappole e dissuasori;

- altri mezzi e suggerimenti.

Tra i sistemi di contrasto alla diffusione del parassita, la Regione Lazio propone di valutare sistemi integrati, quali ad esempio l’attract & kill, anche detto sistema dissuasore, che sfrutta l’impiego, in aree esterne alle colture da proteggere, di feromoni di aggregazione in grado di riunire in un'area di alcuni metri quadrati un notevole numero di esemplari di questa specie che viene poi trattato con un insetticida autorizzato.

Oltre che l’impiego di diffusori di feromoni di aggregazione, potrebbero essere impiegate delle specie vegetali particolarmente appetibili all’insetto (soia o girasole) che, appositamente messe a coltura in aree esterne alle piantagioni da difendere, potrebbero essere trattate con insetticida autorizzato allorquando risultassero infestate dalla cimice.

3.2. Interventi in aree non produttive

Con l’approssimarsi della stagione fredda, la cimice asiatica smette di nutrirsi e si ripara in zone asciutte e protette (abitazioni, magazzini, capannoni ecc.). Grazie all’esistenza di feromoni di aggregazione, sostanze che determinano inter-attrazione tra gli individui di entrambi i sessi, tendono a svernare in gruppi anche molto consistenti.

Nel periodo autunnale, quindi, è possibile rinvenire le cimici anche in aree non interessate da colture i cui frutto sono appetiti all’insetto, dal momento che le forme adulte svernanti smettono di nutrirsi.

È necessario sottolineare l’importanza della gestione dell’infestazione anche in questo periodo e in queste aree, sia per limitare il disagio procurato dalla cimice alle persone sia per cercare di abbattere in parte la popolazione dell’insetto, riducendo così il potenziale infestante nella primavera successiva.

In questi casi i Comuni, dove possibile, possono ricorrere a trattamenti con insetticidi autorizzati.

In ambiente domestico possono essere impiegati sistemi a basso rischio per la salute umana e degli animali domestici, quali ad esempio il ghiaccio spray, attrezzature aspira-tutto con successivo annegamento in acqua saponata. Validi potrebbero essere i dispositivi pulitori con getto a vapore ad elevata gradazione termica.

In primavera (aprile-maggio), gli adulti sopravvissuti all’inverno abbandonano i ripari, spostandosi sulla vegetazione per nutrirsi e riprodursi. Durante questi spostamenti, le cimici potrebbero essere nuovamente avvistate riparate sotto tettoie, terrazzi e balconi delle abitazioni, nei magazzini e nei capannoni. Anche in questo caso è consigliabile, oltreché utile, trattare, raccogliere ed eliminare il maggior numero di individui.

3.3. Attività tecnico - scientifiche a livello regionale

Considerato che l’uso di prodotti chimici non è risolutivo e tenuto conto che il CREA ha avviato un progetto di ricerca sugli antagonisti naturali autoctoni, il Servizio Fitosanitario individuerà presso gli impianti infestati le ovature di cimice da sottoporre a verifica per l’eventuale presenza di antagonisti oofagi in grado di contrastare lo sviluppo della popolazione infestante.

A riguardo va specificato che l’attività di ricerca condotta dal CREA sugli antagonisti naturali autoctoni affianca un’altra attività di indagine relativa alla verifica dell’efficacia di due antagonisti alloctoni di origine asiatica (Trissolcus japonicus e Trissolcus mistukurii) per i quali, al momento, vige un divieto di immissione in natura se non autorizzato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo quanto definito dal DPR 357/1997, così come modificato dal DPR 102/2019.

3.4. Tavolo tecnico-scientifico nazionale di coordinamento

Il Servizio Fitosanitario Nazionale (SFN) intende istituire un tavolo nazionale nel quale SFN ed Enti di ricerca possano condividere velocemente gli esiti di ricerche e sperimentazioni a livello regionale, nazionale ed internazionale, nonché definire le procedure amministrative idonee per rendere utilizzabili, nel più breve tempo possibile, i risultati delle sperimentazioni.

3.5. Comunicazione

La comunicazione riveste un’importanza cruciale nel quadro delle azioni future, che dovranno essere precedute e accompagnate da una serie di azioni comunicative, preventivamente condivise a tutti i livelli, dirette a Istituzioni, cittadini, imprese pubbliche e private, agricoltori, rappresentanti del mondo produttivo, ambientale e della società civile.

La disinformazione sul fenomeno e la diffusione di fake news produce gravi danni al comparto in termini economici, perché non consente che agli agricoltori arrivino informazioni corrette e complete sulla situazione.

L’obiettivo della comunicazione è portare a conoscenza di tutti la gravità della presenza della Cimice, il rischio della sua diffusione, degli aspetti tecnici di tale infestazione, per illustrare le azioni che possono essere messe in atto. Con il contributo di tutti.

Sarà cura del Servizio Fitosanitario Regionale aggiornare costantemente tutti i soggetti della filiera ortofrutta interessati alla problematica con produzione di documenti, informazioni poste sul sito web e con incontri mirati nelle zone di coltivazione delle specie maggiormente vulnerabili.

 

 PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SI RIMANDA AL SEGUENTE LINK : CIMICE ASIATICA