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PRESENTATO AL PUBBLICO IL NUOVO TESTO UNICO REGIONALE PER L’ARTIGIANATO

L'invito alla presentazione del nuovo Tua

Tra le novità: la semplificazione normativa, la riduzione dei tempi e degli oneri amministrativi delle imprese, il sostegno per innovazione e ricambio generazionale, la figura del maestro artigiano e il rilancio delle botteghe scuola. In arrivo fondi per circa 12 milioni di euro

13/02/2015 - Sostenere le imprese artigiane, semplificare le procedure amministrative e promuovere l’innovazione nel settore, mettendo a disposizione da subito risorse per il settore. Questi i punti chiave del nuovo Testo Unico regionale per l’Artigianato, approvato il 4 febbraio scorso dal Consiglio Regionale del Lazio al termine di un percorso partecipato e condiviso con le associazioni di categoria e i cui contenuti sono stati illustrati oggi, al Pio Sodalizio dei Piceni, in piazza San Salvatore in Lauro, a Roma, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività produttive, Guido Fabiani.

Presenti all'iniziativa anche il presidente di Confartigianato Imprese Lazio, Zsolt Keszi, il presidente della Cna Lazio, Danilo Martorelli, il coordinatore della Casartigiani Lazio, Angelo Fornari, il vicepresidente della Cciaa di Roma, Lorenzo Tagliavanti, e il presidente della Commissione Consiliare Regionale Artigianato e Commercio, Mario Ciarla.

Due gli obiettivi principali del nuovo testo:
  1. riconoscere il valore economico, occupazionale e sociale dell’artigianato nel contesto socio-economico del Lazio e sostenere la nascita e il consolidamento delle imprese;
  2. realizzare un forte processo di semplificazione e delegificazione e di snellimento delle pratiche burocratiche, riducendo così i costi  e gli oneri finanziari per la Regione e per gli artigiani e impostando una politica di sistema coadiuvata da apposite risorse regionali ed europee.
Le principali misure:

La Legge prevede diverse misure a favore delle imprese artigiane che vengono qui riassunte a partire dalla suddivisione nei due obiettivi generali sopra ricordati:

Obiettivo 1: Riconoscere il valore economico e sociale dell’artigianato laziale

a)  La legge contiene disposizioni puntuali a favore delle imprese artigiane singole e associate:

i)      agevolazioni alla ristrutturazione di immobili per uso aziendale, all’acquisto di macchinari e di attrezzature, all’adeguamento dei locali, alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro;

ii)     valorizzazione dei progetti di ricerca, di sperimentazione tecnica e di innovazione tecnologica; la norma, infatti si prefigge l’obiettivo di sostenere anche l’artigianato più innovativo, riconoscendo anche le metodologie di lavoro collegate alle nuove tecnologie, all’e-commerce, alle Information Technology, ecc. e sostenendo l’artigianato digitale dei giovani makers.

iii)    sostegno all’occupazione e incentivi al ricambio generazionale.

b) La legge indica poi la necessità di sostenere l’artigianato artistico e tradizionale attraverso iniziative promozionali che illustrino l’evoluzione, le tecniche produttive e il valore culturale del settore, sostenendone la capacità di espansione competitiva nei mercati internazionali adatti a consumatori attenti alla qualità delle materie prime e del prodotto finale. La nuova norma, inoltre, promuove l’attenzione all’artigianato eco-sostenibile e contempla la possibilità della condivisione degli spazi di lavoro (coworking);

c)  La legge introduce poi la figura del maestro artigiano (attribuita dalla Commissione Regionale per l’Artigianato al titolare della bottega scuola), al fine di garantire la trasmissione delle conoscenze e degli antichi mestieri e la formazione dei giovani artigiani. Il provvedimento vuole poi valorizzare le botteghe scuola, considerate come uno dei principali strumenti per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, tra studenti e maestri in possesso di quelle tecniche tipiche di lavorazione che vanno via via scomparendo.

Obiettivo 2: semplificazione, delegificazione e snellimento delle pratiche burocratiche e impostazione di una nuova politica di sistema coadiuvata da apposite risorse

a)  La legge recepisce le novità legislative nazionali attraverso l’adeguamento dei procedimenti di iscrizione, modifica e cancellazione dagli albi provinciali delle imprese artigiane alla Comunicazione Unica.

b) La legge prevede una riduzione degli oneri amministrativi per l’imprenditore che, con una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti tramite la procedura telematica, otterrà l’iscrizione immediata all’albo delle imprese artigiane contestualmente all’avvio dell’attività;

c)  Il testo ridefinisce il ruolo della CRA, ampliando le funzioni, riducendo i componenti da 13 a 8 e prevedendo misure contro i possibili conflitti di interesse (obbligo di astensione dal voto per i componenti operanti nel medesimo settore interessato all’adozione del provvedimento).

d) La legge prevede la soppressione delle Commissioni Provinciali per l’artigianato (CPA), con attribuzione delle relative funzioni a personale regionale, provvedimento che consentirà una rilevante riduzione dei costi, anche per i costi della tenuta degli albi regionali.

e)  La legge abolisce l’Osservatorio per l’Artigianato e snellisce le procedure di adozione dei Piani per l’artigianato, con la previsione dell’eliminazione del vincolo delle proposte da parte delle Province e con l’introduzione di un iter semplificato per l’approvazione di specifici piani di intervento;

f)   Il testo prevede la delegificazione della disciplina del settore, in particolare con la previsione dell’adozione di un nuovo regolamento (che la Giunta ha intenzione di approvare entro maggio) che definirà la disciplina sui settori tutelati. A questo proposito, oltre a quelli già previsti dalla normativa  attuale (legno, cuoio, metalli comuni, metalli pregiati, fotografia, decorazioni, strumenti musicali, tessitura, vetro, ceramica) la Giunta intende proporre il riconoscimento dei settori: restauro, artigianato digitale, materiali riciclati e settori innovativi (di natura tecnologica, organizzativa, gestionale e commerciale, relativa al processo o al prodotto).

g)  La Legge prevede, poi, l’istituzione del “Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale”, destinato ad incentivare la nascita e il consolidamento delle imprese artigiane. Alla dotazione del fondo concorrono parte degli impieghi del nuovo Fondo Regionale per le PMI previsto dall’articolo 4 della Legge 10/2013 e altre risorse, allocate presso Lazio Innova.

Il tutto per un valore di circa 12 milioni di euro complessivi. Si prevede che queste risorse siano così ripartite:

i.  2 milioni per servizi in favore dell’artigianato (voucher per progetti di formazione, internazionalizzazione, ricerca e innovazione tecnologica);

ii. 10 milioni per acquisto e ristrutturazione di immobili a uso aziendale; acquisto di nuove attrezzature e macchinari; sostegno al ricambio generazionale; sostegno all’artigianato artistico, riconoscimento dei maestri artigiani e avvio delle botteghe scuola; sostegno alla nascita di imprese; internazionalizzazione. Questi 10 milioni sono previsti per metà a fondo perduto e per metà sotto forma di finanziamenti agevolati

Al fine di rendere attivi il più velocemente possibile i 12 milioni di euro del Fondo la Giunta intende approvare entro 120 giorni, previo parere e contributo di idee della Commissione Consiliare Attività Produttive, il Piano di intervento straordinario (previsto all’articolo 28 della legge).

Per completezza, giova ricordare che le imprese artigiane, oltre che a questo Fondo, possono accedere anche ad altre risorse regionali ed europee:
  • 30 milioni per le Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate;
  • 20 milioni per e-commerce e manifattura digitale;
  • 15 milioni per favorire le reti d’impresa per le attività economica su strada;
  • 3 milioni destinati al fondo rotativo per le botteghe storiche.
 

La Regione, con questo testo, ha voluto valorizzare e promuovere il ruolo economico, sociale e culturale dell'artigianato, con un metodo partecipato e condiviso – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani, illustrando i contenuti del nuovo Testo Unico – le imprese artigiane hanno vissuto la crisi con tutto il resto delle componenti economiche. Abbiamo registrato una diminuzione del numero delle imprese, ma l’artigianato rimane comunque un settore assolutamente strategico, perché rappresenta il 6,5% del valore aggiunto regionale e conta oltre 100mila addetti. L'impresa artigiana ha, inoltre, un valore culturale, perché è insediata nel territorio e ne determina l’identità.

Questa legge – ha concluso Fabianisarà uno strumento di semplificazione nel settore; inoltre abbiamo stabilito tempi certi perché si perfezionino le procedure e stanziamo risorse specifiche: 12 milioni di euro.