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DALLA REGIONE LAZIO 30 MILIONI IN 4 AVVISI PUBBLICI PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE

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Presentati a Roma durante l’evento “La ricerca per il Lazio del futuro”. Obiettivo: contrastare gli effetti provocati dal coronavirus e integrare le eccellenze dell’università e del mondo della ricerca del Lazio con l’economia del territorio. I 30 milioni per i quattro bandi si aggiungono ai 5 stanziati a marzo a favore della ricerca per il vaccino contro il Covid-19 (come da Protocollo cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per 3 milioni di euro)

23/07/2020 - Quattro bandi regionali da complessivi 30 milioni di euro per ricerca, innovazione e start-up, al fine di contrastare le conseguenze dell’emergenza Covid-19 e, nel contempo, di orientare il modello di sviluppo del Lazio ancor più nettamente verso l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la sostenibilità. Sono stati presentati oggi ai rappresentanti delle istituzioni, delle università, delle associazioni e degli organismi di ricerca nella sede della Regione Lazio durante l’evento “La ricerca per il Lazio del futuro”.

Presenti all’appuntamento, assieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e gli assessori regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, e al Lavoro e Nuovi Diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino.

Lo scopo dei quattro bandi è duplice: da una parte si vuole sostenere il mondo della ricerca, aiutandone l’integrazione con la realtà delle imprese e permettendo la diffusione di nuovi procedimenti e prodotti in modo da portare l’innovazione fino al livello dei consumatori, rendendola percepibile e fruibile da tutti. Dall’altra invece si vuole rafforzare la lotta contro la diffusione del coronavirus, in modo da contribuire a contrastarne il più rapidamente possibile gli effetti.

Questo il dettaglio dei quattro avvisi:
  • Il primo, “Progetti di Gruppi di Ricerca 2020”, è destinato a Organismi di ricerca e diffusione della conoscenza (università e centri di ricerca) con sede nel Lazio che presentino progetti singolarmente o in aggregazione tra loro, ha una dotazione da 20 milioni di euro (fondi Por-Fesr 2014-2020 e fondi regionali) e come scopo la realizzazione di programmi di ricerca e sviluppo di potenziale interesse delle imprese del Lazio nel quadro della Smart Specialisation Strategy (S3) regionale, valorizzando l’eccellenza del capitale umano rappresentato dai ricercatori del Lazio. Ciascun progetto sarà finanziato al 100%, per un importo massimo di 150mila euro. Obiettivo finale: arrivare a finanziare fino a 140 gruppi di ricerca, per un totale di oltre 560 ricercatori laziali beneficiati. Il formulario per la partecipazione al bando si potrà compilare in modalità telematica sulla piattaforma Gecoweb a partire dal 30 settembre.
  • Il secondo avviso, “Emergenza coronavirus e oltre”, ha una dotazione di 3 milioni di euro (fondi regionali) ed è pensato per finanziare progetti, presentati in partnership da Organismi di ricerca (Odr) e imprese, che possano portare sul mercato (entro 6 mesi al massimo) sia soluzioni per il contrasto al Covid-19 (medicinali, trattamenti, dispositivi medici, attrezzature ospedaliere e mediche, strumenti per la raccolta e/o il trattamento dei dati per il monitoraggio della diffusione del virus ecc.), sia strumentazioni, dispositivi, sistemi e applicazioni in un‘ottica di welfare innovativo (cura dei contagiati a domicilio tramite teleassistenza, telemonitoraggio, robotica dispositivi per lo svolgimento delle attività lavorative a distanza o sul posto di lavoro in condizioni di sicurezza, dispositivi per la protezione individuale da Covid-19 e per il distanziamento sociale ecc.). Il contributo concedibile a un singolo progetto non potrà essere inferiore a 150mila euro né superiore a 350mila. Il formulario per la partecipazione al bando si potrà compilare in modalità telematica sulla piattaforma Gecoweb a partire dal 7 settembre.
  • Il terzo bando, “Dottorati Industriali”, è finanziato con 3 milioni di euro (fondi Por-Fse 2014-2020), ed è stato pensato per promuovere e ampliare la collaborazione tra il sistema della ricerca e dell’innovazione regionale e le imprese del Lazio. L’obiettivo è utilizzare le risorse regionali per cofinanziare circa 50 dottorati industriali ad alto contenuto innovativo promossi dalle partnership tra università (statali e private), Pmi e grandi imprese ed enti pubblici. I progetti di ricerca, della durata di 3 anni, devono essere coerenti con la S3 regionale. Scopo ultimo è valorizzare i giovani laureati delle università del Lazio, al fine di creare e facilitare i rapporti di collaborazione tra università e imprese, innovare il modello produttivo laziale investendo in ricerca e sviluppo e favorire l’inserimento nelle imprese laziali di giovani altamente qualificati. Il bando verrà pubblicato nel mese di settembre.
  • Per quanto riguarda l’ultimo avviso, “Pre-Seed”, si tratta di un bando già aperto che è stato rifinanziato con una nuova iniezione di risorse pari a 4 milioni di euro (fondi Por-Fesr 2014-2020) – il che porta lo stanziamento totale a 8 milioni – e al quale è stata inserita una riserva di 1 milione di euro per progetti finalizzati alla gestione dell’emergenza Covid-19 e dei suoi impatti economici e sociali. Si tratta di un bando con cui la Regione intende finanziare con contributi a fondo perduto due tipologie di progetti: da una parte, con interventi fino a 30.000 euro sostiene la creazione e la fase avviamento di start up innovative, al fine di renderle interessanti per il mercato del capitale di rischio; dall’altra, al fine di rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e le imprese, si promuove la nascita di spin-off della ricerca con interventi fino a 100.000 euro. Il bando è aperto in modalità telematica sulla piattaforma Gecoweb.
Maggiori informazioni sui bandi sono disponibili su www.lazioinnova.it e www.lazioeuropa.it.

Questo impegno della Regione Lazio si aggiunge all’intervento diretto nella lotta contro il coronavirus già messo in campo con il Protocollo d’intesa siglato a marzo assieme ai Ministeri dell’Università e della Ricerca Scientifica e della Salute, il Cnr e l’Irccs “Spallanzani”, per l’individuazione di un vaccino contro il Covid-19 per il quale è già in corso l'erogazione di 8 milioni di euro (5 dalla Regione e 3 dal Mur).

Il Lazio è la Regione italiana a più alta densità di ricerca e università italiana e può diventare un laboratorio per la ricerca e la formazione che sono però un tema globale perché quando noi ci confrontiamo ci confrontiamo con il mondo e per questo, sulla ricerca e la formazione serve che ci sia una strategia regionale, del Governo e dell'UE che sia integrata. La scelta fatta dalla Regione Lazio di mettere insieme ricerca e formazione è stata determinante”, ha dichiarato il ministro Manfredi.

Per il presidente Zingaretti, “siamo qui perché siamo la seconda Regione italiana per Pil, siamo la Regione della Capitale e vogliamo dare il nostro contributo alla rinascita italiana, convinti che possiamo vivere una stagione nuova. Stiamo ricostruendo le condizioni per un grande rilancio della prospettiva del nostro sistema Paese ed europeo e il tema della formazione, della scienza, dell'università e della ricerca è uno dei pilastri fondamentali di questa sfida, che vogliamo rilanciare dentro una sintonia col Governo”.

Credo ci siano tutte le condizioni affinché il Lazio possa voltare pagina e aiutare il Paese a rialzarsi in piedi e tornare a correre in un mondo che vogliamo più giusto, inclusivo, sostenibile e capace di valorizzare i talenti e la conoscenza di cui siamo ricchi nella nostra Regione”, ha detto l’assessore Orneli. “Roma e il Lazio – ha aggiunto – rappresentano un punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca; questa è la nostra naturale collocazione e siamo in un territorio straordinariamente ricco di università, laboratori, centri ricerca e di luoghi della cultura e di industrie e imprese ad alto tasso di innovazione. Un sistema complesso della conoscenza e dell’innovazione che ha pochi paragoni in Italia e in Europa per quantità e qualità e da questo punto di forza bisogna partire per costruire il modello di sviluppo di domani”, ha sottolineato.

Con il pacchetto per la ricerca da 30 milioni di euro suddiviso in quattro bandi pubblici che presentiamo oggi – ha continuato Orneliprogettiamo fin da subito il Lazio di domani. Questi interventi sono il frutto di un importante lavoro dei mesi scorsi e vedono protagoniste tutte le università del Lazio, in stretto raccordo con il mondo delle imprese". Di particolare interesse l’avviso sui dottorati industriali, per il quale l’assessore Orneli ha ringraziato l’importante lavoro fatto dall’assessore Di Berardino; il bando, infatti, “è stato finanziato con 3 milioni di euro dei fondi Por-Fse 2014-2020 ed è stato pensato per promuovere e ampliare la collaborazione tra il sistema della ricerca e dell'innovazione regionale e le imprese del Lazio – ha spiegato – con lo scopo di valorizzare i giovani laureati delle università del Lazio, innovare il modello produttivo laziale investendo in ricerca e sviluppo e favorire l'inserimento nelle imprese laziali di giovani altamente qualificati”.

Al termine della presentazione degli avvisi si è tenuta la tavola rotonda “Università e impresa per un nuovo modello di sviluppo sostenibile e inclusivo”, cui hanno partecipato il coordinatore dell’Accordo Regione Lazio-Università del Lazio sul trasferimento tecnologico, Guido Fabiani, il presidente del Crul e rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Giovanni Betta, il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, la prorettore alle Infrastrutture di Ricerca dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Maria Sabrina Sarto, l’economista, membro del comitato di esperti LazioLab, Annamaria Simonazzi, il coordinatore del tavolo LazioLab “Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico”, Andrea Lenzi, e la prorettore con delega ai rapporti col mondo del lavoro dell’università degli Studi di Roma Tre, Silvia Ciucciovino.