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LAZIO, FUTURO IN CORSO: CON PIÙ INFRASTRUTTURE, FINO A 38.400 POSTI LAVORO IN PIÙ


23/02/2021 - Gli interventi per l'ampliamento delleinfrastrutture materiali e immateriali del Lazio nei prossimi 5/7 anni potranno portare da un minimo di 25mila posti di lavoro a tempo pieno l'anno per un periodo di 5anni fino a 38.400 unità di lavoro a tempo pieno l'anno per sette anni, con importanti ricadure sul Pil sul regionale. Il dato, raccontato dall'assessore Alessandra Sartore, in occasione dell'evento "Lazio,futuro in corso", scaturisce da un'analisi condotta dagli ufficiregionali della Programmazione economica per avere una stima dell'impatto dell'ampliamento delle dotazioni infrastrutturaliregionali, affiancando a quelle portuali e digitali quelleferroviarie e stradali.


Attraverso l'uso del modello IrpetInput-Output bi-regionale,Lazio -  resto d'Italia, "abbiamo costruito- ha spiegato Sartore- due scenari a cinque e setteanni, tenendo distinti il portafoglio progettuale, per cui ègarantita la necessaria provvista finanziaria, da quello la cui realizzazione è legata alle decisioni che verranno assunte dalgoverno e negoziate con la Commissione Ue rispetto al pianonazionale per la ripresa e la resilienza".

Il primo scenario è "in parte già in attuazione e riguardaesclusivamente le reti stradali e ferroviarie. Le ipotesiformulate per la stima dell'impatto economico per l'ampliamentodelle infrastrutture stradali regionali prevedono un investimentopubblico, ripartito in quote annue costanti, di 285 milioni peropere civili e 95 milioni per macchinari e noleggi- hadettagliato Sartore- I risultati, con le ipotesi date, indicanoche il pil annuo generato si incrementerebbe di 248 milioni nelterritorio regionale e 63,4 milioni nel resto d'Italia. Il valoreaggiunto annuo è stimato in circa 200 milioni nel territorioregionale e 62 milioni come valore aggiunto attivato nel restod'Italia. L'investimento pubblico annuo per le infrastrutture statalisupporterebbe una domanda di lavoro pari a 3600 unità di lavoroall'anno”.

Passando alle ferrovie regionali, siprevede "un investimento pubblico in quote annue costanti di 1,036 miliardi per opere civili, di cui 680 milioni perarmamento e altrettanti per le attrezzature. I risultatirelativi all'ampliamento della dotazione ferroviaria indicano cheil Pil annuo generato sarebbe pari a 1,390 miliardi nelterritorio regionale e 590 milioni nel resto d'Italia. Il valore aggiunto annuo è stato stimato in 1,205 miliardi nel territorioregionale e 578 milioni come valore aggiunto attivato nel resto d'Italia. L'investimento per infrastrutture ferroviarie è ingrado di sostenere una domanda di lavoro di oltre 21mila unità all'anno".

Per quanto riguarda invece lo scenario a sette anni "derivatoda interventi programmati nel documento linee di indirizzi 21/27e della Next Generation Lazio, riguarda reti stradali, ferroviarie, portuali e digitali. Gli interventi e i relativifinanziamenti si affiancheranno a quelli considerati nel primoscenario, in parte deriverebbero dalle attribuzioni del PNRR e in parte dal fondo sviluppo e coesione 21/27- ha continuato Sartore. Su questo secondo scenario abbiamo studiato l'impatto economicodiretto e indiretto di un ampliamento della rete portuale e digitale. Le ipotesi formulate per la stima dell'impattoeconomico derivato dall'ampliamento delle infrastrutture portualiregionali, prevedono un investimento in quote annue costanti di141 milioni per opere civili, 5 milioni per acquisto macchinari,5 milioni per acquisto di attrezzature e 5 milioni noleggio dimacchinari. Il pil annuo generato sarebbe pari a 148 milioni nel territorio regionale e 61 milioni nel resto d'Italia. Il valoreaggiunto annuo è stato stimato in 118 milioni nel territoriogenerato e quello attivato nel resto d'Italia sarebbe pari acirca 60 milioni. L'investimento annuo in infrastrutture portualisarebbe in grado di supportare 2.200 unità di lavoro all'anno".

 Per la rete digitale regionale "abbiamoprevisto una spesa di investimento annua costante di 129 milioniper opere civili, 7 milioni per acquisto di attrezzature e 7milioni per il noleggio dei macchinari. L'ampliamento della retedigitale, attribuibile per lo più alla voce 'opere civili', indica che il pil annuo generato sarebbe pari a 104 milioni nelterritorio regionale e 18 milioni nel resto d'Italia. Il valoreaggiunto annuo attivato e' stato stimato in 88 milioni per ilterritorio regionale e quasi 18 milioni per il resto d'Italia.L'investimento pubblico annuo sarebbe in grado di sostenere 1.600unità di lavoro annuo".
   Del secondo scenario fa parte anche "l'ipotesi di un'ulterioredotazione finanziaria per il completamento della maglia stradaleferroviaria. È sufficiente- ha aggiunto Sartore- richiamare l'evidenza di un ulteriore impulso occupazionale che verrebbe garantito dagli interventi aggiuntivi che è possibilequantificare in 10mila unità di lavoro all'anno, 4.700 per operestradali, 5.300 per opere ferroviarie per un periodo di setteanni. Nel terzo trimestre 2020 nel Lazio c'erano 287mila personein cerca di lavoro, secondo gli ultimi dati Istat, 74mila in più rispetto al 2019 e questi dati possono peggiorare se noninterveniamo".
   Insomma, "secondo queste analisi gli interventiinfrastrutturali già previsti nel Lazio garantiscono quasi25mila posti di lavoro a tempo pieno l'anno per un periodo di 5anni, solo con riferimento alla sola fase di cantiere e senzaconsiderare l'effetto moltiplicativo sulla competitività delsistema regionale per il lungo periodo- ha concluso Sartore. Lapossibilità di incrementare il portafoglio di finanziamenti conil negoziato europeo sul Recovery e il negoziato nazionale sulnuovo ciclo del Fondo sviluppo e coesione, innalzerebbe leopportunità occupazionali fino a coinvolgere complessivamente38.400 unità di lavoro a tempo pieno all'anno per sette anni".