FEMMINICIDIO, COMBATTERE FENOMENO È NOSTRA PRIORITÀ

Mai più

Il 2013 è stato un anno nero per i femminicidi, con 179 donne uccise, in pratica una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne ammazzate sono aumentate del 14%. La nostra priorità è invertire la tendenza.

20/11/2014 - I dati del secondo Rapporto Eures sul femminicidio in Italia raffigurano un scenario drammatico, anche per quello che riguarda il Lazio. Un triste primato che speriamo possa essere presto cancellato. Una donna morta ogni due giorni è un dato inaccettabile occorre intervenire subito e combattere questo fenomeno sotto diversi aspetti a cominciare da quello legislativo come ha fatto la Regionale Lazio che il 5 marzo di quest'anno ha approvato un testo di legge per contrastare la violenza sulle donne.

Una buona legge con la quale abbiamo creato nuovi strumenti con cui le donne possono difendersi, potenziando l'insieme dei servizi a sostegno delle vittime che subiscono violenza, attraverso l'apertura delle case rifugio in ogni provincia del Lazio, il consolidamento dei centri antiviolenza e l'introduzione delle case di semi autonomia. Abbiamo pensato a percorsi di accompagnamento e reinserimento lavorativo e sociale per quelle donne che hanno bisogno di un tetto e di protezione. Questo perché una donna non si deve sentire abbandonata e respinta nelle braccia del proprio carnefice.

Inoltre abbiamo istituito un Osservatorio regionale per le Pari opportunità e la violenza di genere per avviare un percorso di conoscenza e analisi del fenomeno, una cabina di regia con il compito di coordinare gli interventi e le misure di prevenzione e contrasto alla violenza e di promuovere l'attivazione di una rete regionale antiviolenza di cui fanno parte istituzioni, enti pubblici e privati, reti locali e associazioni del settore.

Sulla base delle proposte formulate dalla Cabina di regia e dei dati forniti dall'Osservatorio la Giunta adotterà il Piano triennale attuativo degli interventi e delle misure per contrastare la violenza sulle donne, in cui verranno fissati gli obiettivi da perseguire e individuati gli interventi da realizzare. Il tutto con un fondo di 1 milione di euro. Bisogna poi puntare sull'educazione e il coinvolgimento dei giovani per superare quella che è una vera emergenza sociale e civile.