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MOROSITÀ INCOLPEVOLE: DALLA REGIONE OLTRE 11 MLN DI EURO A 79 COMUNI

Il fondo rappresenta un dispositivo di valore civile e sociale per chi si trova in una condizione di ridotta capacità reddituale, ed è una risposta alla problematica dell’abitare. È rivolto a tanti soggetti, come ad esempio chi ha subito un licenziamento e chi si trova in cassa integrazione

27/10/2016 - Oltre 11 milioni di euro, a tanto ammonta il fondo stanziato dalla Regione per la morosità incolpevole: destinato a 79 comuni ad alta tensione abitativa, il fondo rappresenta un dispositivo di valore civile e sociale per chi si trova in una condizione di ridotta capacità reddituale, ed è una risposta alla problematica dell’abitare.

A chi è rivolto il fondo? Soggetti colpiti da licenziamento, cassa integrazione, riduzione dell’orario di lavoro, malattia grave, infortunio, decesso di un familiare, quindi cittadini incapaci di affrontare le normali spese mediche ed assistenziali.

Approvate dalla Regione le linee guida per i comuni beneficiari, le modalità di ripartizione e di gestione delle risorse del fondo per l’annualità 2016, a cui sono stati sommati i residui 2014. In particolare la delibera dispone, tra le altre cose, la ripartizione del 40% delle risorse complessive in favore dei comuni capoluogo di provincia, in proporzione al numero dei provvedimenti di sfratto emessi per morosità/altra causa desunti dall’Ufficio Centrale di Statistica del Ministero dell’Interno, e del restante 60% tra gli altri comuni ad alta tensione abitativa, sulla base del numero degli sfratti desunti in ambito provinciale in rapporto al numero di famiglie residenti nei singoli comuni desunto dai dati ufficiali Istat.

La gestione del fondo è stata affidata ai comuni, che la eserciteranno con la modalità del “bando aperto”, consentendo così l’accesso ai contributi in qualsiasi periodo dell’annualità in cui il fondo è attivo a seguito della ricognizione delle attività comunali con cadenza semestrale, al fine di espletare l’attività di monitoraggio da parte della Direzione regionale competente.

“Con questa misura – afferma Fabio Refrigeri, assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali – la Regione Lazio contribuisce al sostegno di un dispositivo di valore civile e sociale, supportando le famiglie non più in grado di provvedere al pagamento del canone locativo, causa la sopravvenuta impossibilità per perdita o consistente riduzione della capacità reddituale. A questi cittadini, il Governo ha quindi dedicato un fondo a cui attingere”- ha detto ancora Refrigeri.