Amianto

L’amianto (o asbesto) è una sostanza chimica di natura minerale. Le fibre di amianto durante le varie lavorazioni, e comunque nei procedimenti meccanici, presentano un comportamento particolare, che le differenzia sostanzialmente da quello di altre fibre, quali le fibre di vetro. L’amianto è stato largamente utilizzato negli edifici e negli impianti industriali nel corso del ‘900, ma la evidenza di gravi rischi per la salute che può provocare a causa dell’inalazione delle fibre che lo compongono, ha spinto le Autorità Sanitarie a emanare norme stringenti per vietare le applicazioni industriali e domestiche. Se molti prodotti contenenti amianto sono stati tolti da diversi anni dal mercato italiano, quantità rilevanti di materiali contenente amianto (MCA) sono ancora presenti e gli interventi di manutenzione, il degrado o i danneggiamenti, possono provocare una contaminazione ambientale pericolosa per la salute della popolazione. La Legge 257 del 1992 ha avviato in Italia un processo per la dismissione dell’uso dell'amianto nel nostro paese a causa della sua pericolosità e del suo potere cancerogeno.

La semplice presenza di amianto  in un sito lavorativo o un edificio comporta rischi per la salute solo in caso di: deterioramento; insufficiente manutenzione; danneggiamento volontario. In tale caso gli organi bersaglio dell’amianto sono il polmone e la pleura.

La Legge 257 del 1992 ha avviato in Italia un processo per la dismissione dall’uso dell'amianto nel nostro paese a causa della sua pericolosità e del suo potere cancerogeno.


Laddove la loro presenza è accertata, è necessario attuare un’attività di controllo, sia in termini di rilevazione della presenza quali-quantitativa sul territorio, sia per le problematiche di salute per i soggetti ex esposti che attualmente esposti a tale rischio.

I materiali contenente amianto  sono purtroppo ancora molto diffusi e, laddove la loro presenza è accertata, è necessario attuare un’attività di controllo, notificandone obbligatoriamente la presenza ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende UU.SS.LL., ai sensi dell’art.12 della Legge 257/1992. La notifica è obbligatoria per i materiali in matrice friabile. La mancata comunicazione della presenza di tali materiali è soggetta alle disposizioni penali che regolano la disciplina in materia. E’ necessario prevenire i rischi da esposizione all’amianto nelle lavorazioni in cui si deve intervenire sull’amianto già lavorato e cioè nelle operazioni di bonifica e gestione dei rifiuti contenenti amianto.

E’ obbligo proteggere i lavoratori impiegati in queste operazioni applicando le disposizioni previste dalla legge. 

E’ possibile avere una visione completa della normativa collegandosi al Centro Regionale Amianto

www.prevenzioneonline.net.

Rapporto smaltimenti 2014 (di seguito allegato)
L’impresa deve trasmettere alla Regione Lazio la relazione ai sensi dell'art. 9 della Legge n. 257/92 entro il 28 febbraio dell'anno successivo, come indicato nel documento licenziato dal Gruppo di Studio Amianto il 20/07/2010: "Modello unificato dello schema di relazione di cui all'art. 9, commi 1 e 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257, concernente le imprese che utilizzano amianto nei processi produttivi o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell'amianto".

La Regione Lazio a partire dall’anno 2010 ha avviato un processo di semplificazione della notifica  delle informazioni a  cui è tenuta l’impresa. E possibile effettuare la comunicazione prevista per legge Tramite il sito internet gestito direttamente dal Centro Regionale Amianto (CRA). www.prevenzioneonline.net.

Mappatura siti contenenti  amianto nella Regione Lazio (di seguito allegato)
Il T.U. sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) prevede una comunicazione formale alla ASL competente territorialmente in caso di bonifica di materiale contenente amianto, mediante una Notifica in caso di trattamenti di incapsulamento o confinamento (art. 250) o mediante la trasmissione di un Piano di Lavoro in caso di rimozione (art. 256). L’obiettivo finale è la creazione di un database nel quale confluiscano contemporaneamente i dati sia “pre-cantiere” (notifica e piani di lavoro) che “post- cantiere” (relazioni art. 9), in modo da poter automaticamente aggiornare i dati relativi ai MCA presenti sul territorio e quelli effettivamente rimossi ed avviati a smaltimento, con l’aggiornamento in tempo reale della mappatura regionale dei siti contenenti amianto.