Procedura di controllo della Sorveglianza sanitaria

La presente procedura è stata redatta in attuazione del Progetto 5.2. del PRP 2014/2018 adottato invia definitiva con DCA U00593 del 16/12/2015 dal gruppo di lavoro sottoelencato (che opererà fino alla vigenza del piano), coordinato dal Dirigente dell’Ufficio regionale Sicurezza nei luoghi di lavoro e composto da professionisti esperti dei Servizi PreSAL del Lazio e da rappresentanti dell’INAIL regionale

ASL ROMA 1 Maria Gabriella Cannavà - Maria Grazia Mondello
ASL ROMA 2 E. Cozzolino/Ponticiello B. G. - Enzo Valenti
ASL ROMA 3 Paola Giuntoli
ASL ROMA 4 Maria Presto
ASL ROMA 5 Adriano Frattini
ASL ROMA 6 Maurizio Leone
ASL FROSINONE Patrizia Tanzilli
ASL LATINA Antonio Sabatucci
ASL RIETI Massimiliano Angelucci
ASL VITERBO Angelita Brustolin
INAIL Ester Arena
L’obiettivo che la Regione si pone è quello di realizzare, entro il 2018, una più diffusa ed omogenea azione di vigilanza e controllo che prenda in esame, oltre alla verifica degli adempimenti previsti dalla normativa, la qualità della sorveglianza sanitaria e degli accertamenti clinici volti all’emissione del giudizio di idoneità.

Ciò al fine di affrontare in maniera sistematica le problematiche e le criticità emergenti dall’attività di verifica e produrre soluzioni di “sistema” nell’ambito delle complessive attività di assistenza svolte dai Servizi PreSAL.

PROCEDURA OMOGENEA DI CONTROLLO DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA

L’attività del medico competente deve rispondere a criteri di coerenza e qualità.

La coerenza deve essere riscontrabile tra i rischi presenti nel luogo di lavoro e la sorveglianza sanitaria messa in atto dal medico competente, tra la sorveglianza sanitaria e le sue ricadute (giudizi di idoneità, risultati anonimi e collettivi, denunce di malattia professionale), nonchè tra la sorveglianza sanitaria e la buona pratica di medicina del lavoro.

La qualità deve essere intesa come rispetto degli indirizzi scientifici più avanzati e dei doveri etici (ICOH), in particolare in relazione alla qualità degli esami strumentali (per es. adesione agli standard scientifici per spirometrie, audiometrie, Rx torace), alla qualità dell’anamnesi e dell’esame obiettivo (adozione di protocolli riconosciuti, anamnesi ed esame obiettivo mirati agli organi bersaglio del/dei rischi) ed alla qualità del controllo longitudinale dello stato di salute (confronto, in termini di peggioramento, stabilità o miglioramento, dei sintomi/segni attuali con gli stessi sintomi/segni delle visite precedenti).

Al fine di verificare che quanto sopra sia rispettato, si è reso necessario definire, a livello regionale, una procedura omogenea e condivisa di controllo della sorveglianza sanitaria che risponda a criteri di efficienza e di efficacia.

Si riportano, di seguito, i punti essenziali di tale procedura che saranno verificati ed eventualmente modificati nel periodo di sperimentazione, come previsto dal PRP, al fine di giungere ad una sua stesura definitiva nei tempi previsti dallo stesso piano.

In primo luogo è stata predisposta una griglia di verifica al fine di permettere una standardizzazione della raccolta delle informazioni (allegato n° 1).

In secondo luogo sono stati individuati diversi livelli di intervento come di seguito specificato.
  • Livello minimo
  • Livello intermedio
  • Livello avanzato
  • I controlli sulla sorveglianza sanitaria svolta dai medici competenti possono essere attuati nell’ambito di una vigilanza di iniziativa o nell’ambito di altre attività di vigilanza.

    La documentazione viene formalmente richiesta al datore di lavoro ed al medico competente nonchè formalmente acquisita.

    Se dai controlli effettuati emergono violazioni alla normativa vigente si procede con la contestazione e la formulazione delle relative prescrizioni; se emergono incongruenze del contenuto e/o della periodicità della sorveglianza sanitaria si procede alla redazione di un provvedimento motivato ai sensi dell’art. 41 comma 2 lettera b del D.Lgs. 81/08.