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Colleferro “Città della Cultura del Lazio 2018”

Cultura come cardine dello sviluppo è la parola chiave della candidatura vincente della città di Colleferro che ha ottenuto il titolo di “Città della Cultura della Regione Lazio” 2018 in rete con i comuni di Artena, Labico, Paliano e Valmontone. Il titolo, su modello delle iniziative dell’Unione Europea e del Mibact, è pensato per essere assegnato non necessariamente alle grandi realtà culturali, ma anche a piccoli centri e città, non immediatamente identificabili con patrimoni culturali d’eccellenza, ma che esprimono una forte esigenza di ricercare, ripensare e rifondare la propria identità nella contemporaneità. Si propone di stimolare le città a considerare lo sviluppo culturale come elemento essenziale della crescita economica e coesione sociale della propria comunità.

Il titolo di “Città della Cultura del Lazio 2018” con il relativo contributo di € 100mila assegnato a Colleferro con il progetto intitolato “Novecento” è stato elaborato insieme alle città di Artena, Labico, Paliano e Valmontone. Il progetto è incentrato sulla storia, l’architettura, l’arte, la filosofia espressa dal territorio nel secolo scorso attraverso la riscoperta delle proprie radici moderne e la promozione di un’offerta culturale e turistica identitaria ma al tempo stesso portatrice di un forte segno contemporaneo.  Il riconoscimento ha premiato un programma innovativo di progetti, iniziative e attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale che durerà un anno e sarà realizzato mettendo in campo anche risorse private. 

Il primo nucleo della città di Colleferro nacque  nell’area del nodo ferroviario di confluenza delle linee Roma-Cassino-Napoli e Velletri-Segni, dove sorse per iniziativa della società Valsacco uno zuccherificio e un piccolo aggregato con una scuola elementare. Dal 1912  la fabbrica venne riconvertita su iniziativa di due imprenditori, il  senatore Giovanni Bombrini e l’ingegnere Leopoldo Parodi Delfino in un impianto industriale per la produzione di esplosivi e di altro materiale bellico. Fornitrice del Ministero della Difesa, divenne con la prima guerra mondiale una delle più avanzate industrie a livello europeo del settore. Fu la stessa società ad occuparsi della progettazione e dell’edificazione del villaggio Bpd, composto dagli alloggi per gli operai e per gli impiegati, lo spaccio aziendale, la farmacia, una nuova scuola, il cinematografo, ed il Tempietto di Santa Barbara. Tra il 1920 ed il 1931 alla prima attività vennero affiancate un cementificio, una fabbrica di concimi fosfatici, ed impianti per le lavorazioni metallurgiche e meccaniche. Nel 1934 la società Bpd decise di promuovere una sostanziale integrazione dell’abitato esistente con la realizzazione di un nuovo piano urbanistico consistente in quartieri amministrativi, commerciali e residenziali. Il progetto del nuovo nucleo fu affidato all’ingegnere romano Riccardo Morandi che realizzò gli edifici più rappresentativi della nuova fondazione. Di grande impatto la chiesa di Santa Barbara dove l’uso del calcestruzzo armato precorre le future importanti realizzazioni di Morandi. E così da nucleo di edifici intorno a fabbriche di esplosivi passa a Comune con la fondazione ex lege nel 1935. Nel dopoguerra proseguendo la sua vocazione industriale Colleferro ha promosso varie produzioni, anche nel settore aerospaziale. Oggi nella contemporaneità Colleferro è alla ricerca di nuovi equilibri urbani, produttivi e sociali.

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