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Preparati a base di piante medicinali

Per l'assunzione di queste sostanze si ricorda che va sempre sentito il parere del medico e/o del farmacista specialmente quando il paziente stia già assumendo altri farmaci come ad esempio lassativi, antinfiammatori, antiacidi e tutti i tipi di integratori alimentari. Va inoltre assolutamente valutata la somministrazione da parte del medico di questi fitoterapici nei bambini, nelle persone anziane e nelle donne in stato di gravidanza e/o allattamento.

L'aglio: il principio attivo di questo vegetale (allicina) stimola la diuresi, inibisce la crescita dei batteri e a livello delle vie respiratorie aumenta la fluidità del muco. Inoltre, l'aglio è un rimedio naturale usato per la prevenzione dell'ipertensione e dell'aumento dei livelli di colesterolo nel sangue. Negli adulti comunque non è consigliata una somministrazione prolungata nel tempo. Qualora il trattamento causi eruzioni cutanee, accelerazione del battito cardiaco, svenimenti o sudore freddo, occorre immediatamente interrompere la terapia e avvertire prontamente il medico. Tuttavia qualunque effetto positivo o negativo prodotto dalla somministrazione dell'aglio non compare nel caso in cui questo venga ingerito in minime dosi, come ad esempio quando usato come aromatico in ambito culinario.

L'aloe: i principi attivi di questa pianta aiutano ad alleviare il dolore e a promuovere la cicatrizzazione, inoltre grazie alla sua azione filtrante protegge dai raggi solari, oltre ad essere un emoliente della pelle in caso di piccole ustioni o eritemi. Per uso interno la pianta è utilizzata per le sue capacità di aumentare le difese dell'organismo, esercitare un'azione purificante a livello dell'intestino tenue che si manifesta con un'azione lassativa; non va pertanto somministrato a chi è afflitto da emorroidi, diverticolosi, ulcere del tratto gastro-intestinale o presenta problemi digestivi. L'assunzione orale, inoltre, interferisce con l'assorbimento del ferro e di diversi sali minerali. 
Un sovradosaggio causa irritazione di tutto il tratto digerente, che si può manifestare con nausea, vomito, diarrea e minzione dolorosa; in questi casi occorre sospendere il trattamento e far intervenire un medico. In caso di applicazione cutanea il trattamento va interrotto e non più ripetuto in caso di comparsa di irritazione.

L'arnica: questa pianta ha un effetto revulsivo, causa cioè una dilatazione dei capillari con un conseguente riscaldamento della zona interessata; è efficace per risolvere piccoli ematomi e utile come cicatrizzante di uso popolare. Grazie a queste proprietà, se spalmata sulla parte dolente placa il dolore determinato da contusioni, distorsioni e altri calma i dolori di vario genere. Nell'uso popolare è utilizzata anche per i dolori reumatici, nell'irritazione della cute e della gola. E' bene però ricordare che nella parte trattata non devono essere presenti delle ulcerazioni e/o abrasioni in modo da evitare la penetrazione delle sostanze responsabili delle proprietà antireumatiche, antibatteriche ed antinfiammatorie, che altrimenti risulterebbero tossiche per l'organismo. L'arnica non va somministrata in caso di disturbi gastrointestinali come ad esempio il reflusso gastroesofageo. Se presa per lunghi periodi di tempo può causare nausea, vomito, diarrea, ipotensione arteriosa, irregolarità del battito cardiaco e debolezza muscolare; in tutti questi casi è necessario interrompere il trattamento e richiedere tempestivamente l'intervento medico. 

La betulla: i principi attivi contenuti nella corteccia di questa pianta hanno un'azione febbrifuga (contro la febbre) oltre ad un effetto cicatrizzante e antisettico per le ferite; inoltre dal legno si ricava il carbone vegetale impiegato contro gli eczemi. Le foglie hanno invece proprietà diuretiche. Grazie a questa proprietà viene usata nella medicina popolare per curare le infezioni dell'apparato urinario, contro lo scorbuto e i parassiti e l'alopecia. L'impiego di questa pianta non produce controindicazioni, ma è sempre consigliato evitarne l'uso con bambini sotto i due anni e con le persone anziane. 

Il biancospino: utilizzato in fitoterapia per la capacità di diminuire la frequenza cardiaca e respiratoria, la costrizione bronchiale, attenuare le contrazioni muscolari dell'utero e dell'intestino in associazione con passiflora e valeriana; inoltre agirebbe come anti-ipertensivo. Va precisato che i principi attivi della pianta vengono usati per la profilassi ma non come terapia per le patologie acute cardiache. In virtù di queste proprietà gli estratti di questa pianta possono essere usati per ridurre il senso di inquietudine, di angoscia, di oppressione, per contrastare la ritenzione idrica, come antinfiammatorio del cavo orale ed in caso di palpitazioni dovute ad agitazione. La somministrazione va comunque valutata nel caso in cui non si ravvisino miglioramenti nell'arco dei quindici giorni di terapia. Va evitata la prescrizione in caso di cardiopatie in quanto un sovradosaggio può causare irregolarità del battito cardiaco e difficoltà respiratorie

La centella asiatica: le proprietà terapeutiche di questa pianta sono dovute principalmente alla sua capacità di stimolare la sintesi del collagene (proteina con funzione strutturale). Provoca principalmente un'azione a livello della circolazione sanguigna e per questo viene utilizzata come tonificante delle vene degli arti inferiori in caso di insufficienza venosa cronica ed in caso di emorroidi dovute a debolezza venosa. Infatti i principi attivi ivi contenuti favoriscono il drenaggio dei liquidi, il che rappresenta un buon rimedio in caso di cellulite, adiposità localizzata e gambe gonfie: tutto ciò determina appunto una riduzione della pesantezza degli arti inferiori ed una diminuzione dei crampi notturni. Ha inoltre anche un'attività nutriente, rigenerante e cicatrizzante a livello cutaneo. Usata a livello dermatologico, ad esempio nel trattamento delle smagliature, può raramente dare origine a leggere reazioni allergiche, ma basta sospendere il trattamento per ovviare a tale problema . La centella presenta in genere una bassa tossicità e effetti collaterali piuttosto limitati.

La passiflora: questa pianta presenta una leggera azione sedativa, antispasmodica e deprimente sul sistema nervoso centrale, viene pertanto impiegata come tranquillante, contro l'insonnia, disturbi della menopausa e varie nevralgie; ha inoltre la capacità di aumentare il ritmo respiratorio. Si suppone che abbia anche un effetto positivo per la cura delle convulsioni e cefalee. Un eccesso può però provocare anche allucinazioni. Un sovradosaggio può causare riduzione della temperatura corporea e della frequenza respiratoria ed in tal caso occorre interrompere il trattamento e ricorrere all'intervento medico. 

Il tarassaco: questa pianta stimola la diuresi e le secrezioni gastriche favorendo così la digestione, ed è inoltre una fonte di vitamine A e C. Grazie alle sue proprietà l'estratto viene utilizzato come depurativo anche nelle diete dimagranti. Sembra inoltre attivo contro la costipazione. Assunta per brevi periodi non provoca effetti collaterali.



La valeriana: il principale effetto di questa pianta è la sua capacità di sedare il sistema nervoso centrale oltre ad avere anche un'azione spasmolitica. Può essere pertanto utilizzata per la sua attività tranquillante negli stati di ansia, insonnia e in caso di convulsioni. Assunta per brevi periodi non comporta effetti collaterali. Un sovradosaggio può causare nausea, vomito o diarrea, in tal caso occorre interrompere il trattamento e consultare al più presto un medico.