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AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

Gli ammortizzatori sociali in deroga sono benefici concessi a tutte le imprese che non possono ricorrere agli strumenti ordinari, con l'obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro e garantire il sostegno al reddito ai lavoratori colpiti dalla crisi economica, sia nel caso della sospensione dell'attività lavorativa (cassa integrazione in deroga) sia nel caso di perdita del posto di lavoro (mobilità in deroga).

Vengono concessi sulla base di accordi regionali tra Regione, organizzazioni datoriali e organizzazioni sindacali dei lavoratori, in cui vengono individuati i beneficiari e i requisiti relativi alla concessione dei trattamenti.

Per approfondire l'argomento in base alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 148/2015, attuativo della L.183/2014 (“Jobs Act”), vi rimandiamo alla normativa sottostante.

ACCORDO AMMORTIZZATORI SOCIALI AREE DI CRISI COMPLESSA.
Il giorno 6 aprile 2020 tra Regione lazio e Parti Sociali è stato sottoscritto l'accordo sugli ammortizzatori sociali relativamente alle aree di crisi industriale complessa di Frosinone e Rieti.
L'accordo, in particolare, riguarda l'utilizzo delle risorse per la prosecuzione della mobilità in deroga destinata ai lavoratori e per la cassa integrazione straordinaria per le aziende in fase di reindustrializzazione.
Le risorse a disposizione, complessivamente, sono pari a 15 milioni 682 mila euro, di cui oltre 11 milioni saranno utilizzati come ammortizzatore sociale per la mobilità in deroga e 4 milioni per coprire le domande di Cigs provenienti dalle imprese.
Per la richiesta della mobilità in deroga è stata condivisa con le Parti sociali una procedura che consentirà loro di inviare alla casella di posta elettronica PEC: areaservizilavoro@regione.lazio.legalmail.it l’elenco dei lavoratori secondo il file Excel allegato per i quali si chiede il rinnovo della mobilità in deroga dando evidenza di coloro che raggiungono i requisiti pensionistici nel corso del 2020 o che li abbiano già raggiunti o che abbiano trovato nuova occupazione e rispetto ai quali il trattamento di mobilità in deroga non sarà riconosciuto o sarà rimodulato fino al raggiungimento del requisito pensionistico.
Con l'accordo diamo una risposta concreta a due territori che, a causa dell'emergenza Coronavirus rischiano di essere particolarmente colpiti dalla crisi, ed è nostro compito non lasciare indietro nessuno.





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