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Conferenze di servizi

COSA È LA CONFERENZA DI SERVIZI?

La conferenza delle pubbliche amministrazioni in un tavolo comune, per poter meglio risolvere i problemi e confrontarsi su tematiche comuni, semplificando e razionalizzando così i procedimenti che prevedono il rilascio dei cosiddetti “atti di assenso” (autorizzazioni, nulla osta, pareri, ecc.) necessari, ad esempio, per la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi e infrastrutture pubbliche.

Il ricorso a questo “modulo organizzativo” (previsto dalla legge sul procedimento amministrativo, la n. 241/1990) accelera le decisioni che coinvolgono una molteplicità di interessi e dunque una pluralità di strutture amministrative (ad es. Comune, ASL, Vigili del Fuoco, Regione, Ministeri). La conferenza di servizi è quindi uno strumento utile per favorire la contestualità delle decisioni, mediante la partecipazione contemporanea delle singole amministrazioni, competenti ognuna per la sua materia.

La disciplina della conferenza di servizi è stata modificata innumerevoli volte nel corso del tempo, per fare fronte alle molte problematiche legate all’utilizzo di questo strumento di semplificazione (troppi soggetti coinvolti, scarso coordinamento tra le amministrazioni che partecipano ai lavori, mancato rispetto dei tempi di conclusione, ecc.).  
QUALI SONO LE NOVITÀ DELLA “RIFORMA MADIA”?

A vent’anni di distanza dalla legge sul procedimento amministrativo, il decreto delegato sulla conferenza di servizi (n. 127 del 30 giugno 2016) ridefinisce e semplifica radicalmente la disciplina di questo strumento organizzativo, prevedendo tempi certi di conclusione dei lavori ed un maggior ricorso agli strumenti informatici. La principale novità della riforma consiste nella previsione di due modelli di conferenza di servizi decisoria (ovvero quando è necessaria per acquisire pareri, intese, concerti, nulla osta o altri atti di assenso e quindi “decidere” in modo collettivo relativamente ad un determinato progetto):
COME SI È ORGANIZZATA LA REGIONE LAZIO?

La Regione Lazio ha già adeguato il suo regolamento di organizzazione ai contenuti della riforma, con la deliberazione n. 386 del 5 luglio 2016, introducendo:
  • la figura del rappresentante unico regionale, che rappresenta tutti gli enti del livello regionale eventualmente invitati alle conferenze di servizi simultanee (direzioni e agenzie regionali, Enti Parco regionali, ARPA, ASL, ASTRAL S.p.A.);
  • la “conferenza di servizi interna”, che ha il duplice compito di individuare, caso per caso, il rappresentante unico regionale e raccogliere tutti gli atti di assenso richiesti ai vari enti (ad es. parere paesaggistico, nulla osta idrogeologico, parere igienico-sanitario, ecc.), al fine di farli confluire in unico parere regionale;
  • un ufficio che acquisisce tutte le convocazioni alle conferenze simultanee (quindi quelle in presenza, dove è richiesta la partecipazione del rappresentante unico territoriale) in cui è coinvolto un ente regionale, coordina le conferenze di servizi interne e verifica il rispetto dei tempi procedimentali.
Le nuove modalità organizzative si applicano alle conferenze di servizi decisorie indette dopo il 1° ottobre 2016, data stabilita dalla già citata deliberazione n. 386/2016, e convocate in forma simultanea.  
COME CONVOCARE LA REGIONE LAZIO E GLI ENTI DIPENDENTI?

Le modalità di convocazione delle strutture del livello regionale (direzioni e agenzie regionali, Enti Parco regionali, ARPA, ASL, ASTRAL S.p.A.) si differenziano in base al tipo di conferenza di servizi decisoria (semplificata o simultanea) indetta dall’amministrazione procedente (Stato o Enti Locali).

Come già ricordato, la conferenza semplificata rappresenta la modalità ordinaria di svolgimento della conferenza. L’amministrazione procedente deve sempre valutare, in prima istanza, la possibilità di indire la semplificata e gestire quindi l’intero procedimento per via telematica (tramite e-mail e senza riunioni). In questo caso, l’amministrazione statale o locale convoca tutte le singole strutture regionali mediante posta elettronica e invia, per conoscenza, la convocazione all’Ufficio Conferenze di servizi della Regione Lazio, così da consentire allo stesso di monitorare l’esito della conferenza e l’eventuale ricorso alla modalità simultanea.

L’indizione della conferenza in modalità simultanea è invece prevista solo in casi particolari:
  • decisioni o progetti complessi per cui è stata valutata la necessità di riunire in presenza gli enti coinvolti
  • conferenze semplificate che non si sono chiuse positivamente
  • valutazione di impatto ambientale di competenza della Regione Lazio.
In tal caso, le amministrazioni statali o gli Enti locali del Lazio che intendono convocare le strutture del livello regionale alle conferenze di servizi simultanee, devono trasmettere per via telematica all’Ufficio Conferenze di servizi della Regione Lazio l’apposito modulo di convocazione debitamente compilato in ogni sua parte, secondo le indicazioni contenute nell’informativa di seguito riportata.

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Ufficio Conferenze di servizi