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CONTRO LA POVERTA’: 76 PROGETTI PER CHI HA PIU’ BISOGNO DI AIUTO

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“Un taglio alla povertà” è il nuovo bando della Regione Lazio, finanziato con più di 7 milioni di euro, per creare un nuovo modello di servizi per il sociale. Tanti progetti con le migliori associazioni e realtà del territorio per essere vicini a chi ha più bisogno

21/05/2014 - La Regione ha stanziato più di 7 milioni di euro, per creare con strumenti concreti un nuovo sistema di welfare, utilizzando anche le migliori energie della società civile laziale.

Un taglio alla povertà” è il nome di questa iniziativa che prevede nuove risorse a disposizione del territorio, nell’ambito del “Piano straordinario contro la povertà” approvato dalla Giunta nel 2013.

Altri 2 milioni di euro. All’inizio erano stati stanziati 5 milioni di euro, ma grazie a questo nuovo stanziamento, potranno essere finanziati più progetti ammessi in graduatoria. 

Oltre ai 7 milioni e mezzo di euro del bando, infatti, si aggiungono i 7 milioni di euro già trasferiti ai Comuni con il “Piano straordinario contro la povertà”. Per la prima volta il fondo è stato inserito nella delibera di programmazione dei Piani sociali di zona approvata nel 2014. In questo modo diventa una misura strutturale delle politiche sociali regionali e un’importante risorsa per i Comuni. 

76 progetti vincitori che saranno realizzati da associazioni di promozione sociale, cooperative, imprese sociali, fondazioni, istituti di patronato e assistenza sociale, enti religiosi e alle onlus. 

I progetti sono suddivisi così:

20 progetti riguardano Roma Capitale

6 i Comuni dei distretti sociali RM F (Civitavecchia – Ladispoli – Bracciano – Formello – Fiumicino)

9 i Comuni dei distretti sociali RM G (Monterotondo – Guidonia – Tivoli – Olevano – San Vito Romano – Carpineto)

9 i Comuni dei distretti sociali Roma H (Monte Porzio – Lanuvio – Ciampino – Pomezia – Velletri – Anzio)

14 la provincia di Frosinone

8 la provincia di di Latina

6 la provincia di di Rieti

4 la provincia di di Viterbo 

32 progetti contro la povertà assoluta. Sono stati previsti interventi come le mense sociali, la distribuzione di pasti a domicilio e pacchi viveri, il recupero delle eccedenze alimentari, i servizi docce, l’accoglienza diurna. 

44 progetti contro le “nuove povertà”. Questi coinvolgono disoccupati e cassintegrati, padri separati, donne sole con figli piccoli, disabili, minori in situazione di disagio, anziani soli, stranieri. Tra le diverse iniziative, ci sono percorsi di reinserimento lavorativo, case per l’accoglienza, laboratori per ragazzi, sportelli di ascolto, attività per combattere la dispersione scolastica.

“Questo – ha detto il presidente Nicola Zingaretti – è un bando per avere più attenzione verso chi ha più bisogno di aiuto in questo momento. Per non farli sentire soli. Si rivolge a tutta quella soglia di povertà e di persone che, magari fino a uno o due anni fa, non avevano problemi e poi sono sprofondati nella povertà assoluta”.

Noi non possiamo dimenticarci di loro e, pur se in una situazione di grande difficoltà, abbiamo trovato le risorse per finanziare questi progetti con lo straordinario mondo dell'associazionismo e della solidarietà laico e cattolico, che è un valore aggiunto nel Lazio”.

Dovremmo provare a essere fedeli e utili agli altri – ha continuato Zingaretti - a chi ha più bisogno. Questi 76 progetti sono un segnale importante, che può arrivare a chi oggi o perché' è disoccupato o precario o è in una situazione di indigenza ha bisogno della comunità per essere un po' più forte. Non ci vergogniamo a dire che per noi solidarietà è ancora una parola molto importante”.

“Quando una pubblica amministrazione destina dei soldi a opere come queste - ha concluso Zingaretti - aprire una mensa o distribuire dei vestiti, si tratta di un intervento pubblico ma anche di un'opera di solidarietà. Non è un'idea finta di sussidiarietà 'alla ci pensate voi', ma è il pubblico che chiama a raccolta le migliori esperienze. Anche in una situazione economicamente drammatica non ci si può permettere di dimenticare gli ultimi e proprio perché non avevamo soldi abbiamo deciso di 'dividere il pane' con chi non ce l'ha.

“Inizialmente - ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Rita Visini - avevamo stanziato cinque milioni per le emergenze e le nuove povertà, poi siamo riusciti a finanziare tutti i progetti ammissibili passando da 5 a 7,5 milioni. Questi fondi, se messi insieme ai sette milioni già trasferiti ai Comuni, danno 14,5 milioni per combattere la povertà”.