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SOCIALE: AL VIA CORSI PER I FAMILIARI DEI MALATI DI SLA

Un’iniziativa importante a supporto di chi si trova ad assistere un paziente malato di Sla. I familiari saranno aiutati a conoscere la patologia e a prenderne consapevolezza, e attraverso l’utilizzo di ausili e presìdi potranno acquisire le competenze necessarie alla gestione quotidiana della persona cara.

27/04/2016 - Al via oggi il primo di sei corsi gratuiti di informazione sulla Sla promossi dalla Regione e destinati ai familiari e a chi si prende cura di una persona affetta da sclerosi laterale amiotrofica.

200 le persone coinvolte: ogni corso durerà 20 ore e sarà articolato in cinque giornate formative settimanali distribuite nell’arco di un mese. I percorsi formativi si svolgeranno a Roma, Latina e Viterbo.

Ecco in particolare le date di inizio dei diversi percorsi:
  • Roma, quattro percorsi formativi: 27 aprile, 21 giugno, 13 settembre e 22 novembre 2016;
  • Latina, un percorso formativo: 31 maggio;
  • Viterbo, un percorso formativo: 18 ottobre.
I corsi sono stati promossi nel quadro delle azioni del Piano regionale per la Sla. L’organizzazione dei percorsi è stata affidata all’associazione Viva la Vita onlus, che riunisce familiari e malati di Sla, in collaborazione con l’agenzia regionale Asap.

Ecco come prenotarsi ai corsi e per ricevere informazioni dettagliate su date e sedi delle lezioni. Le persone interessate possono contattare Viva la Vita onlus (www.wlavita.org) al numero 0688978670 o all’indirizzo di posta elettronica info@wlavita.org.

“L’approccio dei corsi sarà essenzialmente pratico e ricco di indicazioni utili –è il commento di Rita Visini, assessore alle politiche sociali, sport e sicurezza, che ha aggiunto: i familiari saranno aiutati a conoscere la patologia e a prenderne consapevolezza, e attraverso l’utilizzo di ausili e presìdi potranno acquisire le competenze necessarie alla gestione quotidiana della persona cara. In casi come la Sla, una malattia inguaribile ma curabile nei sintomi, bisogna fare il possibile per garantire ai pazienti la miglior qualità di vita e per fare questo è fondamentale sostenere i compiti di cura delle famiglie, che non devono essere lasciate sole come troppo spesso accade”- ha detto ancora  Visini.