Sei in: Home \ sala stampa \ dettaglio notizia

  

  

GIG ECONOMY: AL VIA LA CONSULTAZIONE ONLINE SULLA NUOVA LEGGE


La consultazione resta aperta per 20 giorni ed è rivolta a tutti gli attori: forze politiche, sindacati, cittadini, studiosi, lavoratori e imprese della Gig economy. L’obiettivo è definire uno standard di tutele condivise in favore dei lavoratori connessi alle piattaforme digitali. Tanti agli aspetti al centro della nuova legge: dalla salute alla sicurezza, fino al salario minimo

25/05/2018 - Da oggi venerdì 25 maggio sul sito www.regione.lazio.it/gigeconomy si apre la fase di consultazione pubblica per definire il “Foglio dei diritti primari del lavoro digitale”. Alla consultazione, che rimarrà aperta per 20 giorni, sono chiamati a partecipare forze politiche, sindacati, cittadini, studiosi, lavoratori e imprese della Gig economy al fine di definire uno standard di tutele condivise in favore dei lavoratori connessi alle piattaforme digitali.

In particolare, gli aspetti della consultazione mirano a designare diritti fondamentali come:
  • salute e sicurezza sul lavoro con forme di tutela compatibili con le norme nazionali (prerogative di natura assicurativa, previdenziale, maternità);
  • salario minimo garantito con contrattazione;
  • indennità per particolari giorni dell’anno, orari o condizioni di lavoro;
  • trasparenza nell’uso e nel funzionamento degli algoritmi che regolano turni, retribuzioni e premialità;
  • diritto a informazioni chiare sulle condizioni contrattuali. 
“Come promesso, continuiamo con determinazione a costruire le basi per arrivare a una legge regionale a tutela dei lavoratori digitali. In questi ultimi giorni abbiamo incontrato per discutere di questo tema i rappresentanti di forze sociali, associazioni e società che operano in questo campo. Ora la consultazione via web è una delle tappe intermedie e fondamentali per arrivare all’obiettivo della legge. Lo ribadisco: più innovazione vuol dire anche nuovi diritti – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: Vi sono sicuramente alcuni diritti che consideriamo imprescindibili, altri elementi potranno emergere grazie ai contributi che ci arriveranno. Procediamo nella consapevolezza di fare qualcosa di utile per i lavoratori del Lazio e anche dell’Italia”.

“All’innovazione tecnologica e alla nascita di nuove forme di lavoro devono corrispondere vecchi e nuovi diritti. Indubbiamente lo sviluppo dell’economia 4.0 ha aperto una zona grigia alla quale come istituzione rispondiamo in due modi: da una parte convogliando esigenze, istanze e proposte, e dall’altra assumendoci il compito di indirizzare questa nuova fase dello sviluppo digitale nei binari delle tutele fondamentali del lavoro. Crediamo che diritti e innovazione non siano antitetici ma che anzi, dal loro incontro possano beneficiarne tanto i lavoratori quanto le aziende”, conclude l’assessore al Lavoro e Nuovi Diritti, Claudio Di Berardino.