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LEGALITA’: AL VIA AL DEMOLIZIONE DELLA VILLA CONFISCATA AI CASAMONICA


Al via oggi la demolizione della villa alla Romanina confiscata al Clan dei Casamonica.  Al posto della villa sorgerà un parco pubblico per il quartiere di 2.700 mq. L’abbattimento è stato affidato all’Esercito

26/11/2018 - 
Al via oggi la demolizione della villa alla Romanina confiscata al Clan dei Casamonica.  Presenti il Presidente dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, Gianpiero Cioffredi,  il presidente, Nicola Zingaretti e il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La Villa, di circa 1.000 mq. complessivi, è stata confiscata nel 2009, e sgomberata nel 2013. Dopo solo una settimana dalla confisca fu vandalizzata. Lo scorso maggio, ascoltando le richieste del quartiere, la Regione Lazio ha richiesto anche questa villa all’Agenzia Nazionale Beni Confiscati. A luglio, dopo che l’Agenzia Nazionale Beni Confiscati ha assegnato l’immobile, sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della villa e dell’area circostante.

Al posto della villa sorgerà un parco pubblico di 2.700 mq. L’abbattimento è stato affidato all’Esercito. Tra demolizione, smaltimento, l’impegno della Regione Lazio è di 150mila euro.

Entro la fine di dicembre sarà completata la demolizione. A metà gennaio inizieranno i lavori per aprire il nuovo parco. Questo progetto fa parte di una strategia che la Regione ha adottato da anni: costruire nelle strade, nei quartieri nei territori progetti sociali e collettivi al posto della criminalità. La Regione gestirà 40 beni e finanzierà la ristrutturazione dei beni assegnati ai Comuni con le risorse dei bandi destinati a progetti sociali nei beni confiscati.

“Non vogliamo distruggere, ma ricostruire e dimostrare che quello che si toglie alle mafie si può dare alle persone. Questa area verrà data al comitato di quartiere. La parola confisca è corretta, ma la parola più bella è il bene comune. Quando c'è la legalità torna la libertà della vita – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: bisogna fare un salto culturale. Prima, quando la gente veniva qui, aveva quasi paura, ora i cittadini sono protagonisti della gestione degli spazi. Qui giocheranno bimbe e bimbi del quartiere”.

“Ruspare la villa di un mafioso è qualcosa per cui vale la pena fare il ministro. È una bella pagina di pulizia, onestà e concretezza. L'importante è far capire che i buoni vincono. Il danno peggiore sarebbe stato confiscare, sequestrare e lasciare inutilizzati e in piedi beni come questo” – così il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.