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CORONAVIRUS: OK A FONDO DA 400MILA EURO PER LIBERARE FAMIGLIE E IMPRESE DALL’USURA

La Regione Lazio ha approvato un pacchetto di misure urgenti per contrastare l’usura che a causa delle conseguenze sociali ed economiche dovute all’emergenza sanitaria rischia di allargare gli spazi per la presenza delle mafie nei nostri territori. È stato costituito un fondo di emergenza di 400mila euro per piccoli contributi fino a 3.000 euro a fondo perduto a favore delle famiglie e delle piccole imprese, vulnerabili e sovraindebitate o vittime di usura o estorsione in considerazione della emergenza Covid-19

03/05/2020 - La Regione Lazio ha approvato un pacchetto di misure urgenti per contrastare l’usura che a causa delle conseguenze sociali ed economiche dovute all’emergenza sanitaria rischia di allargare gli spazi per la presenza delle mafie nei nostri territori. È stato costituito un fondo di emergenza di 400mila euro per piccoli contributi fino a 3.000 euro a fondo perduto a favore delle famiglie e delle piccole imprese, vulnerabili e sovraindebitate o vittime di usura o estorsione in considerazione della emergenza Covid-19.

I beneficiari dovranno possedere i seguenti requisiti: residenza nei Comuni del Lazio da almeno un anno, non essere in carico ai servizi sociali comunali, non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogate da Enti pubblici, aver subito in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19, un peggioramento della propria condizione economica, da comprovare anche mediante autocertificazione. Le erogazioni avverranno attraverso le associazioni e fondazioni antiusura iscritte sia all’albo regionale che al Mef.

Sempre a disposizione delle Associazioni e Fondazioni Antiusura, riconosciute dal Mef, esiste già anche un fondo della Regione Lazio da 850mila per la concessione di garanzie a persone fisiche e a piccoli imprenditori per prestiti personali erogati da banche da restituire in base all’importo erogato nel termine massino di 10 anni. Il prestito garantito è destinato al consolidamento delle esposizioni debitorie verso banche ed intermediari finanziari o comunque per pagamento di debiti certificati elargiti da soggetti autorizzati. Provvedimenti che si aggiungono al fondo di 500mila euro, presentato dalla Regione Lazio qualche mese, per le vittime di usura che denunciano i propri aguzzini con contributi fino a 20mila euro immediatamente disponibili. Infine a giugno ci sarà un bando di 2,4 milioni per assistenza e sostegno alle vittime di usura e sovraindebitamento.

“Sono misure che si caratterizzano per la loro straordinaria rapidità di elargizione in grado di impattare efficacemente sulla condizione di famiglie e imprenditori che sono vittime o potenziali vittime di usurai in un momento di particolare fragilità economica – spiega il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti - L’intervento tempestivo nei casi di usura o sovraindebitamento è fondamentale e può decidere se la storia si trasforma in dramma o in rinascita. Abbiamo costruito un solido sistema di protezione per le potenziali vittime. Fermare immediatamente la spirale dell’usura o del sovraindebitamento può significare salvare la vita e comunque lasciarsi alle spalle un vero e proprio incubo. Queste misure contro l’usura si aggiungono ad un poderoso intervento che in questi giorni abbiamo realizzato a sostegno del nostro sistema delle imprese e delle famiglie in difficoltà che hanno garantito un’immissione di liquidità nel nostro territorio pari a 2 miliardi e 900.000 euro. Inoltre con i Buoni spesa, il sostegno agli affitti e il Pronto Cassa diamo un contribuito concreto per contrastare il tentativo delle mafie di approfittare di questa situazione di emergenza sanitaria e sociale” .

“L’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Estorsione e usura costituiscono “reati sentinella” della presenza della criminalità organizzata e del controllo mafioso sul territorio. L’usura continua  ad essere uno dei fenomeni criminali tipici, e perciò più diffusi, nella Capitale e nel Lazio – aggiunge il Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Gianpiero Cioffredi - Accanto ai soggetti che autonomamente si dedicano ai prestiti a tassi usurari (i c.d. “cravattari” di quartiere, da sempre presenti nel contesto criminale romano ), opera la criminalità organizzata, che anche attraverso questo canale acquisisce, in forma occulta, il controllo di attività commerciali, già nella titolarità di soggetti stritolati dai debiti. Chi è vittima di usura non è solo e ne può uscire solo con la denuncia e il sostegno dello Stato”.