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SANITÀ: ACCORDO CON LA SAPIENZA: PIÙ TRASPARENZA, EFFICIENZA E REGOLE CERTE


Dopo 14 anni di attesa la Regione ha firmato un accordo con la Sapienza di Roma per definire concretamente l’integrazione tra il sistema sanitario regionale e le strutture sanitarie di questo Ateneo: significa garantire regole certe, competenze chiare, trasparenza. Grazie agli atti aziendali, tra l’altro, per la prima volta la Regione è in grado di definire la dotazione organica dell’intero sistema sanitario regionale

10/02/2016 - Dopo 14 anni di attesa abbiamo la Regione ha firmato oggi un accordo con la Sapienza di Roma per definire concretamente l’integrazione tra il sistema sanitario regionale e le strutture sanitarie di questo Ateneo: il Policlinico Umberto I, l’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea e l’Azienda Usl di Latina per le unità a direzione universitaria. L’ultimo accordo fu sottoscritto il 3 agosto del 2002, quello di oggi è il primo dall’entrata della nostra Regione nel piano di rientro.

Regole certe nel rapporto Regione-università:

Entro 60 giorni dovranno essere approvati gli atti aziendali. Finalmente si definiscono in modo preciso le competenze L’accordo garantisce il collegamento ottimale tra assistenza didattica e ricerca. Gli atti aziendali stabiliranno i ruoli tra la Regione e l’Università Sapienza che insieme concorrono al sostegno economico-finanziario delle attività svolte dalle singole aziende.

Per la prima volta la Regione è in grado di definire la dotazione organica dell’intero sistema sanitario regionale. È un fatto storico per la sanità del Lazio: una volta conclusa la fase dei protocolli con le Università la Regione potrà definire la dotazione organica dell’intero sistema sanitario regionale.

Una programmazione economico-finanziaria efficiente e trasparente.  Anche questa struttura si uniforma alle modalità regionali in quanto a monitoraggio della spesa, rispetto di decreti commissariali, determine dirigenziali e circolari. Entro sei messi dall’entrata in vigore del protocollo una commissione specifica dovrà elaborare una proposta risolutiva sulla ripartizione delle spese per servizi sanitari e personale, tra la Regione e l’Università,  sottoporre ai Ministeri competenti. Per quanto riguarda invece le spese di funzionamento, come elettricità e utenze, la proposta della commissione dovrà essere elaborata entro quattro mesi.

Novità anche per la gestione del Personale. L’orario di lavoro di professori e ricercatori è pari a quello degli altri sanitari e dirigenti del sistema sanitario regionale: 38 ore settimanali e di queste, 28 dovranno essere destinate all’assistenza.  Tra le altre cose è stato introdotto per la prima volta anche un limite al numero dei primariati: 14 anni fa erano più di 300, oggi sono circa 140, con l’accordo non potranno essere più di 100 unità.

Per la prima volta spesa sotto controllo. in caso di risultati negativi nella gestione della singola azienda ospedaliero-universitaria, rispetto al budget concordato con la regione, la stessa regione e l’università concordano un apposito piano triennale di rientro che va verificato ogni anno.

"Non ci era riuscito nessuno  - è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: ora invece garantire un rapporto di stabilità con la Sapienza sulla gestione di questi tre pilastri della sanità, è un contributo straordinario all'innovazione che stiamo portando avanti e che deve avere come punto centrale la salvaguardia del personale e la migliore cura per i cittadini. Spesso tanti problemi sono figli proprio dell'assenza di governance e in questo caso dopo 14 anni aver raggiunto questo traguardo  è un altro elemento di speranza che vogliamo portare in questo sistema sanitario che sta cambiando” – ha detto ancora Zingaretti.

“Il Protocollo segna un momento importante. Qui non esistono parti contrapposte, ma facciamo tutti parte del sistema Paese, che ci chiede di formare medici bravi. La Regione concorre per la sanità e l'università per la parte didattica e scientifica"- lo ha detto il rettore dell'università La Sapienza, Eugenio Gaudio, durante la sigla del protocollo d'intesa con la Regione. Le nostre sono strutture con bacino di utenza nazionale e internazionale. Per esempio il policlinico è il più grande centro d'Italia per le malattie rare" – ha detto ancora Gaudio.