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CACCIA: NUOVA STRATEGIA PER I DANNI DA FAUNA SELVATICA

Il Piano straordinario per la riduzione degli impatti provocati dal cinghiale tratta in maniera organica il tema della fauna selvatica sull’intero territorio regionale, sia per le aree naturali protette sia per gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC). Ecco nel dettaglio cosa prevede

15/05/2017 - Pronto il Piano straordinario per la riduzione degli impatti provocati dal cinghiale. Il Piano tratta in maniera organica il tema della fauna selvatica sull’intero territorio regionale, sia per le aree naturali protette sia per gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC).

In particolare, il Piano prevede:
  • la definizione di un piano di gestione della specie, organico e coordinato per tutto il territorio regionale (Ambiti Territoriali di Caccia e aree protette);
  • il pieno coinvolgimento degli ATC e delle squadre di caccia al cinghiale nella gestione del territorio;
  • l’erogazione degli indennizzi e il supporto al mondo agricolo per la realizzazione di interventi di prevenzione;
  • le tecniche di caccia alternative alla braccata, per aumentare gli abbattimenti e contribuire a ridurre la densità della specie;
  • l’attivazione di piani di controllo numerico, in particolare nelle zone esterne alle aree protette;
  • il coinvolgimento del mondo agricolo nella gestione degli interventi di controllo, in particolare per il supporto alla gestione di strutture di cattura sui terreni di proprietà;
  • la formazione diffusa di figure necessarie a incrementare le attività di prelievo, sia in caccia che di controllo;
  • le misure di mitigazione degli incidenti stradali, nei tratti di competenza regionale, dopo l’individuazione dei tratti maggiormente pericolosi;
  • un accordo con le forze dell’ordine preposte per l’intensificazione dei controlli sulla tracciabilità delle carni per scoraggiare l’eventuale illecito commercio;
  • la verifica del rispetto del divieto di foraggiamento, reato di rilevanza penale, in collaborazione con le Polizie Provinciali e i Carabinieri forestali;
  • la realizzazione di una o più strutture regionali con funzioni di trasformazione e commercializzazione della selvaggina; la predisposizione e adozione del regolamento sulle modalità di vendita delle carni di cinghiali prelevati in attività di controllo; la realizzazione di una campagna di informazione diffusa sulle tecniche e modalità di prevenzione del danno;
  • la formazione e aggiornamento per il personale delle aree protette regionali e degli ATC;
  • la costruzione di un sistema unico di raccolta dei dati georeferenziati sui danni da fauna selvatica e sugli incidenti stradali da essa provocati sul territorio regionale;
  • la delimitazione delle aree contigue alle aree protette, in modo da creare zone cuscinetto in cui limitare la movimentazione dei cinghiali con un prelievo venatorio modulabile;
  • la notifica alla Commissione Europea di un atto finalizzato all’esclusione del regime de minimis degli indennizzi dei danni da fauna nelle aree protette e nelle aree esterne.
Sempre nel Piano, si prevedono alcune azioni integrative quali:
  • l’emanazione di una determina di indirizzo per le aree protette regionali che individui azioni specifiche da realizzare con urgenza per ridurre l’impatto della fauna selvatica;
  • la razionalizzazione della collocazione del personale;
  • l’attivazione di un tutoraggio a supporto delle aree protette regionali per la progettazione e l’installazione delle opere di prevenzione dei danni da cinghiale e per la pianificazione e realizzazione degli interventi di prelievo in controllo (catture e abbattimenti);
  • la semplificazione dell’iter autorizzativo per l’attuazione degli interventi di controllo nelle aree protette.
Il piano, elaborato dagli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, verrà presentato con delibera nella prossima Giunta, e affronta per la prima volta il tema in modo organico.