INTERVENTO DEL QUESTORE DI LATINA

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Ringraziamo il questore dott.ssa Rosaria Amato per il suo grande lavoro svolto in questi 9 mesi alla Questura di Latina e le auguriamo buon lavoro per il suo nuovo incarico a Roma. Con l’occasione siamo lieti di pubblicare il suo bell’ intervento rivolto il 27 settembre alle ragazze e ai ragazzi del Liceo Scientifico G.B.Grassi in occasione dell’incontro sull’esposizione a Latina  della teca “Quarto Savona Quindici” promossa dalla Polizia di Stato, Comune di Latina e Regione Lazio

23/12/2019 - “Siamo qui oggi a parlarvi, nell’ambito di un percorso di promozione della legalità, dell’iniziativa promossa dalla Regione Lazio e dal Comune di Latina che vedrà in Piazza del Popolo l’esposizione della teca contenente la Quarto Savona 15.

Cos’è?

È la macchina di scorta del Giudice Falcone.

Una Fiat Croma blindata che saltò in aria quel maledetto 23 maggio 1992 insieme all’auto su cui viaggiavano il Giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo. Siamo alla strage di Capaci.

Alla strage in cui persero la vita Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Uomini che avevano, una vita, una famiglia, delle mogli e dei figli.

Oggi siamo qui per ricordarli e per provare, insieme a loro, a portarvi in quel mondo di valori e di principi che c’è dietro la vita di un poliziotto.

Sapete quanto guadagna un poliziotto da poco entrato in servizio? Provate ad indovinare. 1500 Euro al mese! Non sono pochi né tanti, sicuramente non abbastanza per rischiare ogni giorno la propria vita.

E allora, perché uno di noi fa questo mestiere? Siamo eroi?

NO! NON VORREI DELUDERVI, MA VI ASSICURO CHE EROI TRA NOI NON CE NE SONO.

SIAMO PERSONE NORMALI! LA MAGGIOR PARTE DI NOI IL Concorso per entrare in Polizia lo ha fatto per necessità, qualcuno magari anche per passione, ma la maggior parte per necessità; per la ricerca di un lavoro che certo in qualche modo corrisponda alla propria formazione, alle proprie inclinazioni.

E allora poi cosa succede? La verità è che poi accade una sorta di metamorfosi e che quella divisa che la prima volta che te la metti addosso la trovi anche un po’scomoda e forse nemmeno troppo bella, poi te la cuci addosso e diventa un abito mentale, un modo di sentire la vita, un modo di vivere…diventa “il modo di vivere”, l’unico modo di vivere!

In quella divisa c’è tutto: il rispetto delle regole, il desiderio di giustizia, la voglia di difendere i deboli, la gratificazione di mettersi alla prova.

E questo vale per tutti i poliziotti. Quando parliamo di personale delle scorte c’è di più.

È personale qualificato: non sono bodyguard, non necessariamente hanno un fisico scultoreo e muscoli pompati. A volte sono piccoletti, magari anche con qualche capello brizzolato ed un po’ di pancetta, ma sono persone addestrate, addestrate alla difesa, addestrate all’autocontrollo, alla capacità di cogliere segnali d’allarme ma, soprattutto, persone che hanno chiaro che la propria vita vale meno di quella delle persone che scortano.

E questo non è sempre facile da accettare……non è certo il caso del Giudice Falcone, ma talvolta capita che la “personalità” che scorti è un soggetto di cui non condividi le idee, il modo di vivere, magari lo trovi anche antipatico eppure la tua vita vale meno della sua. Devi essere pronto a sacrificare la tua di vita per salvare la sua…….ecco questo non è da tutti.

Ma torno indietro, torno a quel maledetto 23 maggio 1992, all’aria che si respirava nella Sicilia di quegli anni dove chi capitava, forse senza nemmeno sceglierlo, a fare la scorta di un magistrato del pool, sapeva bene i rischi reali che ogni giorno correva.

Avevano paura questi uomini e queste donne? Io credo di si e non deve impressionarvi quello che dico, perché paura e coraggio sono le due facce di una stessa medaglia e, se non hai paura in una situazione come quella, sei un incosciente. E allora come si fa???

Si fa che con quella paura ci fai i conti tutti i giorni, diventa compagna di vita, sai che non ne puoi fare a meno ed impari a conviverci, impari a dominarla, impari a zittirla quando ti prende allo stomaco, quando ti fa tremare le gambe. Perché hai un compito importante da portare a termine: accompagnare fino alla porta di casa il tuo scortato, lasciarlo lì e dire “anche stasera è andata bene”.

Antonio, Rocco e Vito purtroppo quel giorno la missione quotidiana non sono riusciti a portarla a termine e fuori la porta di casa del Giudice Falcone quella sera non sono arrivati. Verrebbe da dire “e allora è stato tutto inutile, tutte le chiacchere che ci ha raccontato, la professionalità, il senso del dovere, la divisa che ti cuci addosso……tutto inutile” Eh no! E invece no!!

Se siamo qui a parlarne e se anche solo una parte di voi oggi uscendo da qui si è convinto, che quel mondo di valori, di rispetto delle regole, “sete di giustizia”, voglia di verità vadano condivisi, beh quel sacrificio non sarà stato inutile……

Ciascuno può scegliere che cittadino essere e se, stamattina, in una parte di voi, siamo riusciti ad accendere il seme del cittadino onesto, allora il sacrificio di Antonio, di Rocco e di Vito avrà avuto davvero un senso.

A voi la scelta!”