DA BENI MAFIOSI A BENI COMUNI. UN PROTOCOLLO DI INTESA CON IL TRIBUNALE DI ROMA

Palazzo Regione

La Regione Lazio ha firmato il 10 Marzo 2014, il  Protocollo di Intesa per l’uso sociale dei beni sequestrati e confiscati alle mafie, promosso con il contributo fondamentale del Presidente della Terza Sezione Penale del  Tribunale di Roma Guglielmo Muntori.

18/03/2014 - La gestione dei beni confiscati diventa una sorta di moderno “contrappasso”, per contrastare le attività della criminalità organizzata e diffondere quella cultura della legalità che si pone come il principale anticorpo alle mafie. Nel Lazio questo tema è particolarmente rilevante perché la nostra Regione vede la presenza fino a primo semestre 2013 di ben 672 beni confiscati e le recenti dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone  parlano di un aumento dell’800% dei beni sequestrati nel Lazio.

Il Protocollo rappresenta una straordinaria esperienza  innovativa nel panorama nazionale resa possibile grazie ad un lavoro straordinario della Procura di Roma e delle forze di Polizia che a Roma esprimono eccellenze investigative preziose.

Il riutilizzo sociale dei beni confiscati  ci aiuta a capire l’importanza di aggredire le mafie  nei suoi interessi economici, affermando  anche un forte principio di  valore culturale, etico, educativo.

Una gestione sociale dei beni sequestrati   dimostra che le mafie non sono invincibili e i cittadini non devono accettarne mai i compromessi. Inoltre si afferma  una dimensione politica, nel momento in cui si restituisce alla popolazione la fiducia nelle istituzioni e nella vita democratica delle nostre comunità. Proprio per dare più forza all’applicazione del Protocollo di intesa daremo vita insieme ad un Forum Regionale Per l’Uso Sociale dei Beni Confiscati e Sequestrati che vedrà il protagonismo degli Enti Locali, delle associazioni, del volontariato e della operazione sociale.

Questo Protocollo di Intesa assume un aspetto cruciale per il contrasto alla criminalità organizzata e rilancia  l’azione della Giunta Zingaretti  in direzione della creazione di un vero sistema del riutilizzo  sociale dei beni confiscati  agendo sulla diffusione della cultura e la pratica della legalità nei territori in cui essi sono collocati.