LA REGIONE LAZIO PREMIA GIORNALISTA FEDERICA ANGELI


L'Osservatorio per la Sicurezza e la legalità consegna targa a cronista di Repubblica "coraggiosa testimone di legalità"

16/07/2014 - Questa mattina l'assessore regionale alle Pari opportunità, Autonomie locali e Sicurezza, Concettina Ciminiello ha consegnato una targa a Federica Angeli, “Giornalista rigorosa e coraggiosa, testimone di civismo e legalità”.

Cronista di nera e giudiziaria del quotidiano Repubblica, è la prima giornalista romana a essere sotto scorta dal 17 luglio dello scorso anno. Erano presenti alla cerimonia Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la sicurezza e la legalità, Baldassarre Favara, Presidente della Commissione Sicurezza del Consiglio Regionale, Claudio Fava , responsabile comitato comunicazione della commissione Parlamentare Antimafia, Paolo Butturini, segretario dell'associazione Stampa Romana e Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l'Informazione.

"Abbiamo voluto consegnare questo riconoscimento a Federica Angeli – ha spiegato l'assessore Ciminiello - perché con rigore e professionalità  ha raccontato come dietro le concessioni degli stabilimenti balneari di Ostia, gli attentati, l'usura, il racket c'erano potenti e radicate consorterie mafiose, confermando purtroppo il radicamento delle organizzazioni criminali nel tessuto economico della nostra regione.

Il coraggio di Federica Angeli, che ha difeso con integrità e determinazione, tanto da mettere a repentaglio la propria incolumità, il diritto dovere di essere informati è un esempio per tutta la nostra comunità.
La Regione Lazio sarà sempre dalla parte di chi si impegna per diffondere la cultura e la pratica della legalità e continuerà a fare tutto il possibile affinché le sue inchieste e quelle dei tanti giornalisti che si trovano in prima linea, vengano valorizzate". "Difendere il lavoro di Federica Angeli – ha detto Gianpiero Cioffredi - significa rompere il muro del silenzio che le mafie esigono per i loro affari illeciti.

Il silenzio e l'omertà rappresentano l'ossigeno per i processi di radicamento delle mafie e un giornalismo che rende trasparente ciò che si vuole opaco, restituisce alla comunità la possibilità di esercitare con responsabilità il diritto ad essere cittadini".