REGIONE E LIBERA FIRMANO PROTOCOLLO CONTRO MAFIE


Accordo triennale per contrasto criminalità, riutilizzo beni confiscati e modelli di sviluppo della legalità.

 

29/07/2014 - Con il protocollo la Regione Lazio intende impegnarsi sui temi della promozione della cultura della legalità, del contrasto e della prevenzione delle forme di criminalità comune e organizzata e darsi nuovi e più adeguati strumenti per mantenere elevata l'attenzione sui fenomeni di criminalità ed illegalità diffusa; conoscere l'evoluzione di tali fenomeni ed il loro livello di incidenza nel tessuto sociale, culturale ed economico del territorio di propria pertinenza; proporre, tramite il riutilizzo per finalità sociali dei beni confiscati alle mafie, modelli alternativi di sviluppo sociale ed economico nella legalità.

Il presente accordo programmatico ha durata triennale a decorrere dalla data di sottoscrizione ed ha lo scopo di continuare un'ampia collaborazione di rete tra la Regione e l’associazione Libera,  individuando e promuovendo attività ad ampio spettro con le finalità e gli obiettivi esplicitati in premessa, negli ambiti di intervento sotto elencati: attività di ricerca socio-economica per l'analisi della situazione effettiva dei beni confiscati nella Regione Lazio, al fine di verificare la possibilità di un loro riutilizzo, secondo quanto previsto dalla Legge 109/96, e individuare i criteri di effettiva pubblicità e trasparenza nella loro assegnazione in accordo con l'apposita Agenzia Regionale; attività di informazione sui temi della criminalità organizzata; iniziative di animazione territoriale per una maggiore conoscenza delle opportunità offerte da una corretta gestione dei beni confiscati e dagli strumenti a disposizione della Regione.

“La firma del protocollo di intesa con Libera per noi significa innanzitutto esserci – ha commentato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - assumerci la responsabilità di non chiudere gli occhi e reagire di fronte al radicamento delle mafie nel Lazio. Queste organizzazioni possono essere combattute solo attraverso un impegno quotidiano che non ammette distrazioni e che deve vedere coinvolta tutta la società e non essere affidata all’eroismo dei singoli. Il protocollo d’intesa  rafforza e arricchisce  il nostro percorso di contrasto alle mafie  portato avanti dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità che abbiamo istituito in Regione. Al lavoro straordinario delle forze di polizia e della magistratura va affiancato la mobilitazione delle istituzioni e di una società consapevole ed operosa per dar vita a quella riscossa civile e culturale che serve per raggiungere obiettivi di sviluppo e legalità in un orizzonte di giustizia sociale. Accanto all’opera di contrasto svolta a livello repressivo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura e che concretizza il doveroso e imprescindibile impegno dello Stato, sentiamo la necessità di rafforzare il versante strategico della prevenzione”.

"Viene siglato un patto di tre anni di estremo impegno per collaborare insieme con la Regione - ha aggiunto don Luigi Ciotti - ognuno con il suo ruolo e le sue competenze le sue responsabilità, ma insieme. Abbiamo bisogno di lavorare di più insieme, pubblico privato e volontariato, dobbiamo essere più responsabili tutti”.

Parte degli accordi del protocollo prevedono la promozione di un evento triennale “Stati Generali dell'Antimafia – Contromafie” di carattere nazionale, di approfondimento e analisi dei fenomeni mafiosi.

L'appuntamento previsto ad ottobre 2014, sarà un confronto tra le varie esperienze associative e politiche impegnate nella lotta alla criminalità organizzata  per la sensibilizzazione degli organi governativi. Tutte le iniziative ed i progetti realizzati dalla Regione Lazio e da Libera, saranno contraddistinti dalla collaborazione instauratasi, cui sarà data ampia visibilità con l'obiettivo di rafforzare la valenza dell'impegno  congiunto nella lotta alle mafie. Le esperienze positive realizzate, saranno valorizzate e pubblicizzate in rete con uno specifico link sui siti istituzionali.