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Consigliera di Parità

La Consigliera regionale di parità è una professionalità esperta di mercato del lavoro, pari opportunità e politiche di genere che riveste un ruolo istituzionale con funzioni di promozione, vigilanza e controllo sui temi delle pari opportunità e antidiscriminazione nel mercato del lavoro regionale (D.Lgs. 198/2006, 5/2010, 80/2015). L’incarico dura 4 anni.

La Consigliera ha sede nell’Ente Regione, come richiesto dalla norma, ma è un organismo dotato di terzietà, e pertanto coopera con tutte le articolazioni dell’Amministrazione regionale e con tutti i soggetti che, sul territorio intervengono in tema di mercato del lavoro e pari opportunità.

A seguito del bando pubblico di selezione da parte della Regione Lazio del 9 Agosto 2016 e del decreto di nomina del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal 9 maggio 2017 sono insediate Valentina Cardinali come consigliera di parità effettiva e Loredana Pesoli come consigliera di parità supplente.

Le funzioni della Consigliera regionale di parità sono previste dalle norme (dlgs 198/2006, 5/2010, 80/2015) e riguardano:

1. Rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere sul lavoro e nello specifico nell'accesso al lavoro, alla formazione, ai percorsi di carriera e in relazione alle forme pensionistiche e retributive in generale.

2. Contrasto alle discriminazioni di genere sul lavoro, di carattere collettivo (ruolo esclusivo, rispetto agli altri organismi di parità che compete alla Consigliera in qualità di pubblico ufficiale). L'azione di contrasto alle discriminazioni prende avvio dalla ricezione delle segnalazioni di presunta discriminazione - o dalla autonoma attivazione della Consigliera nei casi previsti da norma. Il supporto alla risoluzione di tali situazioni, prevede l'attivazione di misure che vanno dalla sensibilizzazione dei contesti, alla ricerca di conciliazione tra le parti, sino all'azione in giudizio (come previsto dagli articoli 36-37 del dlgs. 198/2006). Le discriminazioni di carattere individuale rientrano nella competenza della consigliera provinciale di parità

3. Monitoraggio della situazione del personale occupato in aziende con oltre 100 dipendenti operanti sul territorio regionale come richiesto dall'art.46 del dlgs. 198/2006 e ss, in ottica di genere.

4. Presidio delle istituzioni e dei processi di decision making in chiave antidiscriminatoria:

•Controllo della composizione di genere delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni (ex L.215 /2012);

•Parere obbligatorio (ex art. 48 dlgs. 198/2006) sui Piani di Azione Positiva (PAP) della PA; - cooperazione strategica con i CUG (Direttiva 4/3/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri);

•Vigilanza sulla coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi dell'UE in termini di mainstreming. In tal senso la Consigliera è membro dei Comitati di sorveglianza e di partenariato.

5. Promozione della cultura delle pari opportunità su ampia scala anche nell'ambito delle politiche attive del lavoro (Dir 2006/54/CE).