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VETRALLA: PRIMO INCONTRO DELLA RETE TERRITORIALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

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Si è svolto a Vetralla, provincia di Viterbo, il primo confronto sulle province del Lazio promosso dall’assessora regionale alle Pari Opportunità Lorenza Bonaccorsi, per mettere in connessione i tanti soggetti istituzionali e della società civile nella battaglia contro la violenza maschile sulle donne. Secondo l’assessora Bonaccorsi “è importante rafforzare la rete di collaborazione con tutti i soggetti interessati, perché i numeri della violenza maschile contro le donne sono sempre più drammatici”. Nelle prossime settimane gli incontri anche a Rieti, Roma, Frosinone e Latina

17/07/2019 - Si è svolto a Vetralla, provincia di Viterbo, il primo confronto sulle province del Lazio promosso dall’assessora regionale alle Pari Opportunità Lorenza Bonaccorsi, per mettere in connessione i tanti soggetti istituzionali e della società civile nella battaglia contro la violenza maschile stato sulle donne. Presenti all’incontro anche l’assessora regionale alle Politiche Sociali, Alessandra Troncarelli.

Una donna su tre nel nostro Paese subisce o ha subito violenza – ha detto l’assessora Lorenza Bonaccorsi -. A perpetrare la violenza è quasi sempre un uomo, nella maggior parte dei casi un marito, un compagno, un ex. Come fermiamo tutto questo? Io credo che piuttosto che fare annunci televisivi, spot, tweet o ipocrite dichiarazioni, sia il caso di rimboccarsi le maniche, tutti insieme, e partire dalle piccole grandi cose. Ogni giorno, tutti i giorni.

Con questo spirito oggi a Viterbo ho voluto riunire attorno a un tavolo tutti i soggetti istituzionali e gli esponenti del terzo settore per la costruzione comune della rete di contrasto alla violenza maschile contro le donne. Nelle prossime settimane replicheremo questi incontri a Rieti, Roma, Frosinone e Latina perché tutte e tutti devono sapere che sul terreno del contrasto alla violenza noi vogliamo giocare la nostra partita, e vincerla. Perché le donne vittime di violenza possono vincere questa battaglia, ma possono farlo se c’è qualcuno a tendere loro una mano, ad ascoltarle”.