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Affidamento familiare

L’affidamento familiare è una forma di intervento che consiste nell’aiutare e sostenere una famiglia che attraversa un periodo di difficoltà, affidando il bambino ad un altro nucleo familiare o ad una persona singola, assicurando nel contempo al bambino, relazioni positive, affetti e cure necessarie per un sano sviluppo. I vincoli affettivi tra bambino e famiglia di origine vengono mantenuti e sollecitati, poiché il fine dell’affidamento è il ricongiungimento familiare. L’affidamento familiare è un intervento di breve e medio periodo, di norma non superiore ai 24 mesi e riguarda bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, di nazionalità italiana o straniera. Qualora il rientro nella famiglia di origine non sia possibile, l’affidamento accompagna il ragazzo nel percorso verso l’autonomia personale e socio-economica, mantenendo contatti e favorendo incontri periodici con i familiari, con gli affidatari e con quanti hanno accompagnato il ragazzo/a nel suo percorso.  Il bambino ha il diritto di essere adeguatamente preparato ed ascoltato ai fini della predisposizione del Progetto quadro e del Progetto di affido che lo riguardano e avere le informazioni necessarie alla comprensione dello stesso. Ha il diritto di mantenere i rapporti con la propria famiglia d’origine, ove possibile, nonché mantenere i rapporti con la famiglia affidataria, anche a conclusione del progetto di affidamento.

Modalità di intervento

  • affidamento residenziale: quando il bambino risiede o è collocato stabilmente con gli affidatari;
  • affidamento diurno con gli affidatari solo per una parte della giornata e la sera ritorna nella sua famiglia d’origine;
  • affidamento parziale per un periodo di tempo dell’anno (es. fine settimana, i mesi estivi) presso gli affidatari;
  • affidamento di emergenza o ponte in via d’urgenza, in una famiglia affidataria, per il tempo necessario a predisporre un progetto individualizzato da parte del Equipe territoriale competente;
  • l’affidamento di minori con particolari complessità a causa di speciali bisogni, ad esempio nel caso di disabilità del bambino. In questo caso il bambino deve essere collocato in un nucleo familiare a cui vengono richieste particolari competenze;
  • affidamento del nucleo mono genitoriale: quando il bambino viene accolto con un genitore in abitazione autonoma presso o nella stessa abitazione di una famiglia di sostegno;
  • accompagnamento all’autonomia di neo-maggiorenni in uscita da percorsi di affidamento familiare o di accoglienza in strutture o case famiglie.

La Regione Lazio con l’approvazione del primo "Regolamento per l’affidamento familiare", al fine di facilitare il raccordo tra il Servizi Distrettuali per l’affidamento e tutti gli altri attori coinvolti, è impegnata a  rafforzare l’azione in favore delle famiglie più fragili, realizzando una rete uniforme di servizi distrettuali, con il compito di coordinare le équipe dei servizi sociali territoriali, integrate con il personale delle Asl.

A tal fine la Regione ha previsto un corso di specializzazione dedicato agli operatori dei servizi pubblici sull’affidamento familiare. Un percorso di formazione sui temi dell’affido e in generale sulla tutela dei minori per gli operatori dei servizi sociali e sociosanitari del Lazio”, un progetto formativo di durata biennale organizzato dalla Regione Lazio, finalizzato a creare una rete istituzionale con tutti gli attori coinvolti nell’affido. Il progetto riguarderà oltre 100 addetti dei servizi territoriali, quelli che lavorano nel privato, e gli amministratori pubblici. Le iniziative si terranno nell’arco di un biennio e si concluderanno nel 2020.



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