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Rischio sismico

 Il rischio sismico è la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo ed è determinato dalla combinazione di tre fattori:

PERICOLOSITA' SISMICA(P): è la probabilità che in una data area ed in un certo intervallo di tempo si verifichi un terremoto che superi una soglia di intensità, magnitudo o accelerazione di picco (Pga) di nostro interesse; gli studi sulla pericolosità sismica hanno condotto alla zonizzazione del territorio regionale in 3 zone, due delle quali sono differenziate in 2 sottozone (come stabilito dalla delibera di giunta regionale n.387 del 22/05/2009);

VULNERABILITA' SISMICA (V): è una caratteristica delle strutture ed indica la loro propensione a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità. Il tipo di danno dipende da: struttura dell'edificio, età, materiali, luogo di realizzazione, vicinanza con altre costruzioni ed elementi non strutturali. Se la struttura è duttile, e quindi capace di subire grandi deformazioni, potrà anche subire gravi danni, ma non crollerà. Il danno dipende anche dalla durata e dall'intensità del terremoto;

ESPOSIZIONE (E): è una caratteristica che si riferisce a tutto ciò che può essere distrutto o il cui funzionamento può essere alterato o danneggiato: edifici, infrastrutture, sistema economico e produttivo, rete dei servizi e soprattutto la vita umana.

Tutti i Comuni della Regione Lazio sono considerati a rischio sismico: solo alcuni Comuni della Provincia di Latina e quelli costieri della Provincia di Viterbo sono debolmente sismici; un maggiore rischio sismico si riscontra nella zona dei Colli Albani, dei Monti Vulsini; alcune aree del Reatino e del Frusinate sono ad alto rischio sismico.