Sei in: Home \ rifiuti \ tariffe di accesso impianti di trattamento e smaltimento \ tariffe di accesso impianti di trattamento e smaltimento

TARIFFE DI ACCESSO IMPIANTI DI TRATTAMENTO E SMALTIMENTO

La Regione con Deliberazione di Giunta n. 5337 del 2/11/1999, si è dotata, in attuazione dell’art. 29, comma 2, della legge regionale n. 27/1998, di una procedura per la determinazione delle tariffe di accesso in discarica che quantifica il prezzo corrispettivo sulla base dei costi sostenuti in fase di realizzazione, di esercizio e di post gestione. Con decreto commissariale n. 25 del 11.03.2005 è stata approvata una nuova metodologia di calcolo delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani della Regione Lazio, anche alla luce dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 36/2003 e con Deliberazione di giunta regionale n. 516 del 18.07.2008 il citato decreto commissariale è stato recepito ai sensi dell’art. 238 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i., tenuto conto della cessazione dello stato emergenziale con cui era gestita la materia dei rifiuti nella Regione Lazio.

Stante il lungo lasso di tempo trascorso ed alla luce delle sentenze del Consiglio di Stato nn. 65 e 66 del 2014 che ha fornito alcuni chiarimenti sulla procedura di determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, si sta procedendo alla rielaborazione delle modalità di determinazione delle tariffe.

Con Determinazione n. G10763 del 25/07/2014 è stato costituito un gruppo di lavoro ai sensi dell’art. 58 del Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1, per la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani della regione Lazio.

L’art. 238 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. recita:

  1. Chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali, o aree scoperte ad uso privato o pubblico non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, che producano rifiuti urbani, è tenuto al pagamento di una tariffa. La tariffa costituisce il corrispettivo per lo svolgimento del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e ricomprende anche i costi indicati dall'articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. La tariffa di cui all'articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, è soppressa a decorrere dall'entrata in vigore del presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 11.
  2. La tariffa per la gestione dei rifiuti è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base di parametri, determinati con il regolamento di cui al comma 6, che tengano anche conto di indici reddituali articolati per fasce di utenza e territoriali.
  3. La tariffa è determinata, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 6, dalle Autorità d'ambito ed è applicata e riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione integrata sulla base dei criteri fissati dal regolamento di cui al comma 6. Nella determinazione della tariffa è prevista la copertura anche di costi accessori relativi alla gestione dei rifiuti urbani quali, ad esempio, le spese di spazzamento delle strade. Qualora detti costi vengano coperti con la tariffa ciò deve essere evidenziato nei piani finanziari e nei bilanci dei soggetti affidatari del servizio.
  4. La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, nonché da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.
  5. Le Autorità d'ambito approvano e presentano all'Autorità di cui all'articolo 207 il piano finanziario e la relativa relazione redatta dal soggetto affidatario del servizio di gestione integrata. Entro quattro anni dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 6, dovrà essere gradualmente assicurata l'integrale copertura dei costi.
  6. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro delle attività produttive, sentiti la Conferenza Stato regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le rappresentanze qualificate degli interessi economici e sociali presenti nel Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA) e i soggetti interessati, disciplina, con apposito regolamento da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto e nel rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, i criteri generali sulla base dei quali vengono definite le componenti dei costi e viene determinata la tariffa, anche con riferimento alle agevolazioni di cui al comma 7, garantendo comunque l'assenza di oneri per le autorità interessate.
  7. Nella determinazione della tariffa possono essere previste agevolazioni per le utenze domestiche e per quelle adibite ad uso stagionale o non continuativo, debitamente documentato ed accertato, che tengano anche conto di indici reddituali articolati per fasce di utenza e territoriali. In questo caso, nel piano finanziario devono essere indicate le risorse necessarie per garantire l'integrale copertura dei minori introiti derivanti dalle agevolazioni, secondo i criteri fissati dal regolamento di cui al comma 6.
  8. Il regolamento di cui al comma 6 tiene conto anche degli obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato.
  9. L'eventuale modulazione della tariffa tiene conto degli investimenti effettuati dai comuni o dai gestori che risultino utili ai fini dell'organizzazione del servizio.
  10. Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attività di recupero dei rifiuti stessi.
  11. Sino alla emanazione del regolamento di cui al comma 6 e fino al compimento degli adempimenti per l'applicazione della tariffa continuano ad applicarsi le discipline regolamentari vigenti.
  12. La riscossione volontaria e coattiva della tariffa può essere effettuata secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, mediante convenzione con l'Agenzia delle entrate.

La procedura di determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, disciplinata dal Decreto del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nel territorio della Regione Lazio n. 15/2005, poi recepito nella D.G.R. 516/2008 prevede, tra le diverse fasi del procedimento di determinazione tariffaria, una prima fase in cui la tariffa deve essere determinata a preventivo, ed una fase successiva in cui la tariffa è verificata a consuntivo, sulla base dei costi documentati. La finalità della tariffa di accesso agli impianti di gestione dei rifiuti è l’assicurare al gestore il ristoro di tutti i costi sostenuti nel corso dell’attività con l’inclusione degli investimenti in tariffa, essendo questi costi sostenuti per migliorare il servizio, da ammortizzare nel tempo. Nella seconda fase prevista dal decreto commissariale l’Amministrazione provvederà a verificare se gli investimenti programmati sono stati realizzati, e se quindi la tariffa determinata a preventivo sia o meno congrua ed attuale o al contrario sovrastimata o insufficiente e quindi da adeguare.

La tariffa decorre dalla data in cui il soggetto gestore dell’impianto ha presentato la domanda di determinazione tariffaria alla Regione, in aderenza all’art. 238, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006.