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Linee guida impianti di gestione
dei rifiuti e modulistica

A seguito della pubblicazione sulla G.U. n. 72 Serie generale del 27.03.2014 il 12.04.2014 è entrato in vigore il D.lgs. 04 marzo 2014, n. 46 - Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).

Il decreto sopra citato modifica ed integra il D.lgs. n. 03.04.2006, n. 152, e s.m.i. (Norme in materia ambientale) ed in particolare, per quanto attiene il Titolo III-Bis, della Parte II (L'Autorizzazione integrata ambientale), introduce elementi di novità che riguardano principalmente i seguenti aspetti:

  •  Le nuove installazioni (già definite tipologie progettuali) assoggettate ad AIA, inserite nell'Allegato VIII alla Parte II, del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;
  •  Le procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni
  •  Le nuove procedure di riesame delle AIA in essere alla data dell'entrata in vigore del D.lgs. n. 46/2014;
  •  Le condizioni di applicazione delle conclusioni sulle BAT (migliori tecniche disponibili) alle AIA.

Si è pertanto resa necessaria l'emanazione, in fase di prima applicazione, degli indirizzi riguardanti la nuova ripartizione delle competenze al rilascio delle AIA tra le diverse Autorità competenti e la definizione delle modalità di presentazione delle domande di autorizzazione.

Il procedimento per il rilascio delle autorizzazioni ai sensi della L.R. 27/98 e del D.lgs. 152/06 inizia per istanza di parte, da presentarsi nel rispetto di quanto riportato nell’allegato A (A1 per le discariche) alla D.G.R. 18 aprile 2008 n. 239 e s.m.i. completa degli allegati e della documentazione tecnica ivi indicata in n. 2 copie cartacee e in n. 10 supporti magnetici, unitamente alla attestazione del versamento della tariffa istruttoria prevista.

L’autorità competente, nei successivi trenta giorni, procede alla preistruttoria della documentazione trasmessa e ne verifica la completezza. Nel caso in cui vengano riscontrate difformità tra la documentazione richiesta e quella trasmessa, l’autorità competente sospende i termini e chiede all’istante di procedere, entro trenta giorni, all’integrazione di quanto richiesto. Dall’atto della presentazione delle integrazioni richieste, torna a decorrere il termine su indicato; in caso di mancata integrazione nei tempi suddetti, l’autorità competente procede all’archiviazione d’ufficio dell’istanza dandone comunicazione al richiedente.

Verificata la completezza della documentazione trasmessa, l’autorità competente provvede nel rispetto del combinato disposto della L. 241/90 e s.m.i. e del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. a dare comunicazione di avvio del procedimento, a convocare e condurre la conferenza di servizi prevista dalla norma al fine di acquisire i pareri, nulla osta e assensi necessari al rilascio dell’autorizzazione richiesta. La nota di convocazione della citata conferenza dei servizi sarà accompagnata da una copia integrale della documentazione tecnica su supporto magnetico e/o formato elettronico. Per le Sovrintendenze per i Beni Archeologici e per i Beni Ambientali, saranno inoltre trasmesse le tavole in formato cartaceo riportante i vincoli ambientali eventualmente presenti nell’area di interesse.

Alla conferenza sono sempre convocati:

  • L’amministrazione comunale nel cui territorio viene realizzato l’intervento in quanto autorità deputata al rilascio dell’autorizzazione prevista dagli artt. 216 e 217 del T.U.LL.SS., dell’autorizzazione all’allaccio in pubblica fognatura nonché l’autorizzazione agli scarichi sul suolo o negli strati superficiali ai sensi del D.Lgs. 152/06, nonché alla verifica della compatibilità dell’intervento con la destinazione urbanistica del territorio, con i regolamenti edilizi e con l’inquinamento acustico. Nel caso in cui l’intervento ricada in area ASI il parere di compatibilità con la destinazione urbanistica del territorio e con i regolamenti edilizi dovrà essere acquisito, in conferenza, dal competente consorzio industriale.
  • L’amministrazione provinciale nel cui ambito ricade l’intervento in quanto autorità deputata al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e in corpo idrico ai sensi della parte III e V del D.lgs. 152/06. L’amministrazione provinciale si esprime anche sulla coerente localizzazione dell’impianto nel territorio di competenza.
  • Le aree regionali per la verifica della coerenza dell’intervento con la programmazione regionale in materia di Rifiuti, di Urbanistica e Paesaggistica, di Difesa del Suolo, di Usi Civici, di Valutazione di Impatto Ambientale.
  • L’Agenzia Arpa Lazio per gli aspetti tecnici di competenza.
  • La ASL territorialmente competente che esprime il proprio parere tecnico sia per quanto attiene l’autorizzazione ai sensi del T.U.LL.SS. sia ai sensi del D.lgs. 626/04 e s.m.i. in materia di sicurezza sul lavoro.
  • Le Sovrintentenze per i Beni Archeologici e per i Beni Paesaggistici competenti per territorio e la Direzione Regionale se il sito interessato ricade in aree vincolate.
  • L’istante, limitatamente al rappresentante legale o da persona dallo stesso delegata e il responsabile tecnico del progetto, al solo fine di fornire chiarimenti tecnici sugli elaborati trasmessi

Alla medesima Conferenza vanno invitati tutti quegli altri Enti in virtù della presenza di specifici vincoli presenti nel sito oggetto dell’intervento e deputati ad esprimere il parere di competenza. Di tale verifica è responsabile l’istante che, all’atto della presentazione della domanda e della documentazione necessaria ne dovrà dare notizia alla Autorità procedente al fine della corretta convocazione degli Enti alla Conferenza dei Servizi che potranno essere integrati a seguito dell’istruttoria da parte della Autorità competente.

Fatto salvo per le discariche, per gli impianti del ciclo integrato dei rifiuti urbani e per gli ecocentri, la localizzazione di nuovi impianti deve avvenire, in coerenza con quanto stabilito nel Piano Regionale dei Rifiuti vigente, previlegiando le zone per insediamenti industriali ed artigianali e le zone industriali o di servizi già dismesse. La deroga agli strumenti urbanistici vigenti prevista dall’art. 208 del D.lgs. 152/06 potrà essere utilizzata solo in caso di dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. A seguito della conclusione formale del procedimento della conferenza dei servizi e nei trenta giorni successivi, l’autorità competente procede al rilascio dell’autorizzazione richiesta ovvero a dare comunicazione dell’avvio di un procedimento di rigetto dell’istanza ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90. L’autorizzazione, che secondo le disposizioni del D.lgs. 152/06 deve contenere l’approvazione del progetto, l’autorizzazione alla realizzazione e alla messa in esercizio dell’impianto, deve essere redatta riportando gli elementi minimi richiamati nell’allegato C ovvero, per le discariche, gli elementi minimi richiamati nell’art. 10 del D.lgs. 36/03 e le condizioni e prescrizioni rese dagli Enti competenti.

Prima della messa in esercizio, l’istante dovrà presentare il collaudo delle opere realizzate e le garanzie finanziarie in conformità alla normativa vigente. A seguito di apposita visita sugli impianti al fine di verificare la rispondenza tra il progetto realizzato e l’autorizzazione, l’autorità competente, entro i successivi trenta giorni, rilascia la formale presa d’atto facendo obbligo al gestore, prima dell’attivazione dell’impianto, di dare comunicazione dell’inizio dell’attività all’autorità competente ai sensi dell’art. 269 comma 5 del D.lgs. 152/06.

Eventuali deroghe al divieto di miscelazione dei rifiuti ai sensi dell’art. 187 del D.lgs. 152/06 dovranno essere valutate sulla base delle competenze tecniche dell’azienda, della formazione del personale presente, dell’esistenza di procedure scritte di comportamento. In ogni caso la deroga potrà essere assentita solo se la società si avvalga di un laboratorio chimico certificato ISO 17025 e si doti, in ogni caso, di un laboratorio chimico interno all’impianto avente i requisiti minimali previsti dalle norme vigenti e che sia abilitato e qualificato per gli scopi per cui è richiesto. All’interno della stessa dovrà, inoltre, operare un responsabile tecnico avente i requisiti, in relazione alla quantità di rifiuti gestita, previsti nella categoria 6H dell’Albo delle imprese che esercita attività di gestione dei rifiuti.