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Impianti mobili (art. 208 – comma 15, D.lgs. 152/06 )

Per impianto mobile si intende una struttura tecnologica unica o, in casi particolari, un assemblaggio di strutture tecnologiche uniche, che possono essere trasportate e installate in un sito per l’effettuazione di campagne di attività di durata limitata nel tempo non superiore a 120 giorni. Qualora sussista una documentata necessità del proponente, tale limite temporale può essere prorogato, con specifica valutazione caso per caso, facendo salve eventuali autorizzazioni che si rendessero necessarie a causa del superamento del limite temporale dei 120 giorni.

Per struttura tecnologica unica si intende un unico macchinario (o un corpo unico che svolga sostanzialmente un’operazione o una fase di un’operazione di smaltimento e/o recupero), identificabile con marca, modello e numero di matricola. Gli impianti mobili sono soggetti alla direttiva macchine.

Non costituiscono impianti mobili le macchine operatrici anche dotate di appendici intercambiabili (es. benna frantumatrice), nonché mere organizzazioni di lavoro che prevedano interventi attraverso utensilerie e macchine operatrici. Non rientra nella definizione di impianto mobile una apparecchiatura che, sebbene presenti possibilità di essere spostata e posizionata su diverse aree, viene impiegata continuativamente all’interno di un sito già autorizzato alla gestione di rifiuti. Le operazioni eseguibili con tale apparecchiatura dovranno necessariamente essere ricomprese all’interno dell’autorizzazione/comunicazione e potranno operare solo nelle aree specificatamente individuate sulla planimetria allegata al progetto definitivo dell’intervento. Per gli impianti mobili utilizzati nell’esecuzione di bonifiche autorizzate ai sensi del Titolo V della Parte IV del d.lgs. 152/06, la legittimazione ad operare (autorizzazione e notifica campagna) deve essere ricompresa esplicitamente nel progetto di bonifica approvato (in tale caso non si applicano le limitazioni temporali dei 120 giorni).

L’impianto mobile deve essere in piena ed esclusiva disponibilità del soggetto che richiede l’autorizzazione anche in caso di società straniera avente sede di rappresentanza nella Regione Lazio. Le operazioni di recupero e/o smaltimento rifiuti attraverso impianto mobile devono essere svolte esclusivamente dal soggetto autorizzato. I rifiuti ed i materiali derivanti dal trattamento (materie prime e secondarie) di rifiuti effettuato mediante impianto mobile sono a tutti gli effetti prodotti dal titolare dell’autorizzazione.

Con riferimento a quanto previsto dall’art. 208 – comma 15, del d.lgs. 152/06, gli impianti mobili che effettuano la sola riduzione volumetrica con separazione delle frazioni estranee (diverse dalle operazioni di vagliatura) non sono soggetti ad autorizzazione. Si precisa che per “impianti di riduzione volumetrica” si intendono gli impianti che prevedono la sola riduzione volumetrica dei rifiuti, mediante operazioni a livello esemplificativo, di pressatura, a condizione che tali operazioni vengano eseguite su partite omogenee di rifiuti, con ciò intendendo che tali attività non devono modificare la natura del rifiuto, la sua composizione chimica, merceologica e la sua codifica (Codice CER).

Inoltre, per “separazione delle frazioni estranee” è da intendersi il trattamento preliminare, effettuato con tecnologie meccaniche-fisiche semplici (ad es. deferrizzazione), che non modifica la natura del rifiuto, la sua composizione chimica, merceologica e la sua codifica.

Autorizzazione impianto mobile

Per l’autorizzazione all'esercizio di impianti mobili di smaltimento o di recupero di rifiuti ai soggetti richiedenti che abbiano nel Lazio la sede legale o quella di rappresentanza in caso di società straniera proprietaria dell'impianto, i soggetti medesimi devono presentare apposita istanza completa della documentazione tecnica ed amministrativa prevista dall’Allegato A e dall’Allegato C della DGR 864/2014 e della ricevuta del pagamento degli oneri istruttori previsti dall’Allegato alla D.G.R. 865/2014. A seguito di istruttoria e di apposita procedura previsti dalla citata DGR 864/2014, la Regione provvederà al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di durata decennale, rinnovabile su richiesta almeno 180 gg prima della scadenza e valida su tutto il territorio nazionale. Per la sola autorizzazione all’esercizio, non sono previste garanzie fidejussorie.

Campagna di attività

Per campagna d’attività si intende l’effettuazione delle attività di trattamento rifiuti subordinata alla presentazione, 60 giorni prima dell’installazione, di apposita istanza da presentarsi alla competente Area Rifiuti della Regione secondo le modalità di cui all’Allegato B della DGR 864/2014.

La campagna di attività non può avere durata superiore a 120 giorni consecutivi e può essere eseguita esclusivamente nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti. Per luogo di produzione è inteso uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro, all’interno di un’area delimitata, in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti, ivi compresi i luoghi di produzione cosı` come definiti dall’art. 230 del d.lgs. 152/06, ad esclusione dei rifiuti finali od intermedi derivanti dalla gestione di rifiuti legittimata ai sensi degli artt. 208, 211, 214, 215 e 216 del d.lgs. 152/06.

Un impianto mobile non può effettuare campagne di attività all’interno di impianti di smaltimento e/o recupero rifiuti.

L’impianto mobile può effettuare operazioni di:

  • smaltimento: D8, D9, D10, D14 di cui all’allegato B alla parte IV del D.lgs. 152/06;
  • recupero: R1, R2, R3, R4, R5, R6, R7, R8, R9 di cui all’allegato C alla parte IV del D.lgs. 152/06.

L’impianto deve essere collettato e completato con tutte le strutture (nastri trasportatori, tubazioni, serbatoi di stoccaggio additivi, ecc.) necessarie al funzionamento. Le eventuali opere accessorie (vasche, platee, coperture, serbatoi, recinzioni, ecc.), devono già essere esistenti ed autorizzate in quanto le stesse non possono essere autorizzate con la campagna di attività, ma attraverso le ordinarie procedure di competenza comunale.

Nel caso l’impianto dia origine ad emissioni in atmosfera, nell’autorizzazione dell’impianto mobile possono essere individuati limiti e prescrizioni alle emissioni stesse, ferma restando la possibilità di subordinare l’esercizio della campagna a specifiche prescrizioni rilasciate dall’autorità territorialmente competente.

In particolare, in fase di valutazione di ogni singola campagna, la Regione, ex art. 208, comma 15, del d.lgs. 152/06, di concerto con Provincia, Comune, ASL e Arpa Lazio territorialmente competenti, provvederà a prescrivere opportuni accorgimenti atti a contenere le specifiche emissioni anche rispetto alle polveri ed alle sostanze organiche. Per permettere il collegamento alle utenze necessarie al funzionamento dell’impianto mobile dovranno preventivamente essere ottenuti tutti i permessi/nulla osta/autorizzazioni da parte degli Enti competenti. Può essere vietato l’esercizio delle attività previste qualora risulti pregiudizievole dell’ambiente e della salute pubblica. Nel caso in cui l’impianto mobile venga utilizzato in aree sottoposte a vincoli paesistici e ambientali, qualora dall’installazione ed esercizio dell’impianto derivi una modifica allo stato dei luoghi, l’attività necessita della preventiva autorizzazione paesaggistica, precisando che laddove i manufatti non debbano essere fissati stabilmente al suolo, non necessita la stessa autorizzazione. Qualora per tipologia di rifiuti ed operazioni nonché capacità di trattamento l’impianto rientri tra quelli di cui agli allegati III e IV della parte II del d.lgs. 152/06, dovranno preventivamente essere attivate le procedure di VIA o di verifica di assoggettabilità alla VIA solo al termine delle quali, potrà essere rilasciata l’apposita autorizzazione da parte della Regione. La medesima autorizzazione sarà efficace solo successivamente alla presentazione ed accettazione da parte della Regione, delle garanzie fidejussorie previste dal Punto 11 dell’Allegato A alla DGR 239/2009 e s.m.i.