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IRBA (Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione)

L'imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA), istituita con l'art. 3 della L.R. 19-2011, è entrata in vigore il 1° gennaio 2012. L'IRBA si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato.

Chi paga

L'imposta è dovuta dal concessionario o titolare dell'autorizzazione dell'impianto di distribuzione del carburante o, per loro delega, dalla società petrolifera che sia unica fornitrice del suddetto impianto, in virtù della delega.

Quando e come si paga

Quando si paga

Si provvede al pagamento dell'IRBA mediante:
  1. il pagamento di rate mensili di acconto commisurate alla quantità di prodotto fatturata nel mese di riferimento di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d) del decreto ministeriale 30 luglio 1996 del Ministero delle Finanze. Il versamento dell'IRBA è effettuato entro il mese successivo a quello di riferimento. Qualora tale termine cada in un giorno festivo o di sabato, i termini si intendono prorogati al primo giorno lavorativo utile.
  2. eventuale versamento a conguaglio. Le operazioni di conguaglio sono effettuate dai soggetti obbligati, sulla base dei dati comunicati dall'Agenzia delle Dogane ai sensi dell'articolo 3, comma 6 della L.R. 19-2011, entro 30 giorni dalla comunicazione dei dati da parte della Regione Lazio ai medesimi soggetti obbligati, confrontando l'importo determinato ai sensi dell'articolo 4 della L.R. 19-2011 con le rate di acconto versate di cui al punto 1. Le somme eventualmente versate in eccedenza sono detratte dal versamento della prima rata di acconto utile e, ove necessario, dalle rate successive.

Come si paga

In conformità a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 4 della L.R. 19-2011, sono di seguito riportate le modalità attraverso le quali è possibile provvedere al versamento mensile dell'IRBA.

Bonifico bancario
C/c bancario n. 000400000292 intestato a "Regione Lazio"
IBAN: IT03M0200805255000400000292
presso Unicredit Spa, filiale 30151, via Rosa Raimondi Garibaldi 7 - 00145 Roma

Bollettino c/c postale
Bollettino c/c postale n. 1003924618 intestato a "Regione Lazio - Imposta Regionale
sulla Benzina per Autotrazione - Irba - Via Rosa Raimondi Garibaldi n.7, 00145 - Roma"
IBAN: IT88G0760103200001003924618

Nella causale è necessario riportare:
a) la dicitura "IRBA";
b) l'indicazione del periodo mensile di riferimento per il quale è effettuato il versamento dell'IRBA;
c) nel caso di soggetto titolare di un'unica autorizzazione di impianto di distribuzione, il codice ditta rilasciato dall'ufficio delle Dogane per l'impianto di distribuzione di carburante.

Quanto si paga

 L'IRBA si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato.

La base imponibile dell'IRBA è commisurata ai quantitativi di benzina erogati dagli impianti

di distribuzione di carburante ubicati nel territorio regionale che risultano dal registro di carico e scarico di cui all'articolo 3 del decreto legge 5 maggio 1957, n. 271 , convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 1957, n. 474, e successive modificazioni.

La misura dell'IRBA è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina.

Adempimenti comunicativi

I nuovi soggetti obbligati di cui all’art. 5, comma 1  L.R. 19-2011 sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Regione, anche in formato elettronico tramite il modello A allegato, i dati identificativi del concessionario o titolare dell’autorizzazione dell’impianto di distribuzione, i dati relativi all’ubicazione dell’impianto, il codice ditta rilasciato dall’ufficio delle Dogane per l’impianto di distribuzione di carburante nonché a trasmettere copia dell’eventuale atto di delega.
Sarà cura di tutti i soggetti obbligati comunicare tempestivamente alla Regione eventuali variazioni relative:

a. al soggetto concessionario o titolare dell’autorizzazione dell’impianto di distribuzione;
b. all’apertura o chiusura dell’attività da parte del soggetto concessionario o titolare dell’autorizzazione dell’impianto di distribuzione;
c. alla concessione o revoca delle eventuali deleghe.

Ravvedimento operoso

Ai sensi del D.Lgs. 472-1997 e s.m.i., il pagamento oltre il termine è consentito, entro un anno dalla violazione se viene effettuato volontariamente mediante il versamento contestuale del tributo, delle sanzioni e degli interessi, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

L'importo a titolo di sanzione è pari:
  • allo 0,2% del Tributo, moltiplicato per il numero dei giorni di ritardo, se il pagamento volontario del tributo viene effettuato entro il quattordicesimo giorno dalla scadenza del termine (modalità di ravvedimento valida a far data dal 06/07/2011, ai sensi dell'art. 23, comma 31 del D.L. 98-2011, convertito in L. 111-2011);
  • al 3,0% del Tributo, se il pagamento volontario del tributo viene effettuato dal quindicesimo giorno al trentesimo giorno dalla scadenza del termine ;
  • al 3,75% del Tributo, se il pagamento volontario del tributo viene effettuato oltre il trentesimo giorno ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale ricade la scadenza del termine di pagamento
Oltre alla sanzione ridotta, sono dovuti gli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente, cioè entro lo stesso limite temporale, alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza di quanto dovuto, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno. Se il contribuente non rispetta le modalità suindicate il ravvedimento operoso non può considerarsi valido, pertanto la Regione procederà all'accertamento della violazione applicando la sanzione nella misura intera (30%), oltre agli interessi moratori al tasso legale, tenendo conto di quanto già pagato.

L'art.13 del D.lgs. 472-1997, inoltre, prevede la possibilità di regolare l'omessa presentazione della dichiarazione, sempre che la violazione non sia già stata constatata, con il pagamento di € 25,82 pari a un decimo del minimo (1/10 di € 258,23) se la stessa viene presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni.

Il pagamento del ravvedimento operoso per mancato/tardato pagamento e per omessa dichiarazione deve essere effettuato con le modalità previste nella sezione come si paga.

Esempio di ravvedimento operoso

Gli interessi da applicare sono calcolati giorno per giorno al tasso legale, che dal 01/01/2011 è pari al 1,5% in ragione d'anno, in relazione ai giorni di effettivo ritardo (il tasso legale in vigore per l'anno 2010 è stato dell'1% in ragione d'anno; per gli anni 2009 e 2008 è stato del 3% in ragione d'anno; per gli anni dal 2004 al 2007 il tasso legale è stato del 2,5% in ragione d'anno).
N.B. Per sanare l'infrazione tributaria commessa, tramite il "ravvedimento operoso" è necessario pagare interamente gli importi dovuti (tributo dovuto + sanzione ridotta + interessi); l' omissione di uno solo di essi comporta la perdita del beneficio.
Prima di effettuare il calcolo del Ravvedimento Operoso controllare bene l'aliquota del tributo dovuto nella relativa sezione.
ESEMPIO - Versamento effettuato in data il 09/05/2011
(dal 01 giorno al 14 gg dalla data di scadenza 30/04/2011)*

Importo tributo
€ 50.000,00
Sanzione del 1,8 %(0,2*9 giorni)€ 900,00
Interessi (25 gg)=[50.000,00 x (1,5/100) x (25/365)]€ 51,37
Totale da pagare€ 50.951,37
ESEMPIO - Versamento effettuato in data 25/05/2011
(entro i 30 gg dalla data di scadenza 30/04/2011 per i conferimenti del 1° Trimestre 2011)

Importo tributo
€ 50.000,00
Sanzione del 3,00 %€ 1.500,00
Interessi (25 gg)=[50.000,00 x (1,5/100) x (25/365)]€ 51,37
Totale da pagare€ 51.551,37
ESEMPIO - Versamento effettuato in data 18/09/2011
(oltre i 30 gg, dalla data di scadenza 31/07/2011 per i conferimenti del 2° Trimestre 2011, ma entro il 31/01/2012, data ultima per la presentazione della Dichiarazione di Conferimento Annuale).

Importo tributo
€ 50.000,00
Sanzione del 3,75 %€ 1.875,00
Interessi (49 gg)=[50000,00 x (1,5/100) x (49/365)]€ 100,68
Totale da pagare€ 51.975,68
Oltre il termine massimo della presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (31 gennaio dell'anno successivo) il ravvedimento operoso non può essere più esercitato, pertanto la sanzione applicata sarà del 30% oltre gli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno
ESEMPIO - Versamento effettuato oltre il termine del Ravvedimento Operoso
Pagamento effettuato in data 21/05/2011, a fronte di un versamento inferiore al dovuto (versamento insufficiente) con data di scadenza del 31/01/2006

Importo tributo dovuto al 31/01/2006
€ 250.100,00
Importo versato parzialmente entro il 31/01/2006€ 200.000,00
Differenza ancora da Versare€ 50.100,00
Sanzione 30% della differenza
(50.100,00 X 30%)
€ 15.030,00
Interessi (1936 gg) dal 01/02/2006 al 21/05/2011
Metodo di calcolo: Nessuna capitalizzazione degli interessi
Anno Civile (365 gg.)
DAATassoGiorniCapitaleInteressi
01/02/200631/12/20062.5 %334€ 50.100,00€ 1.142,69
01/01/200731/12/20072.5 %365€ 50.100,00€ 1.252,50
01/01/200831/12/20083 %366€ 50.100,00€ 1.503,50
01/01/200931/12/20093 %365€ 50.100,00€ 1.503,00
01/01/201031/12/20101 %365€ 50.100,00€ 501,00
01/01/201121/05/20111,5 %141€ 50.100,00€ 290,31
Totale Interessi€ 6.192,50
Totale da Pagare€ 71.322,50

Sanzioni

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell'IRBA entro il termine previsto da parte del soggetto obbligato, la Regione applica la sanzione amministrativa pari al 100 per cento dell'imposta non versata, ai sensi dell'articolo 3, comma 13, della legge 549-1995, oltre agli interessi di mora.

Contenzioso

Autotutela

Memorie difensive avverso l’atto di accertamento

Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni, che la richiesta contenuta nell’atto di accertamento non sia dovuta, può presentare istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
Regione Lazio – Dipartimento Programmazione Economica e Sociale –
Direzione Bilancio, Ragioneria, Finanza e Tributi –
Area Tributi, Finanza e Federalismo
Via R.R. Garibaldi, 7
00145 RomaA seguito della presentazione dell’istanza di autotutela la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’annullamento totale o parziale della atto di accertamento, qualora sussista l'illegittimità o l'infondatezza nei presupposti costitutivi dell’atto medesimo (per es. errore di persona, errore di calcolo o errore materiale) riconoscibile dall'Amministrazione Regionale.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.

Nel caso in cui il tributo fosse stato versato prima della ricezione dell’atto di accertamento, è possibile:Memorie difensive avverso la cartella esattoriale
La Regione Lazio incarica Equitalia di riscuotere con cartella esattoriale le somme non riscosse a seguito dell’invio dell’atto di accertamento.
Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni,  che la richiesta contenuta nella cartella di pagamento non sia dovuta, può rivolgersi alla Regione Lazio per ottenere il cosiddetto sgravio, cioè il provvedimento che annulla, in tutto o in parte, l’ordine di riscuotere le somme iscritte a ruolo mediante istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio – Dipartimento Programmazione Economica e Sociale –
    Direzione Bilancio, Ragioneria, Finanza e Tributi –
    Area Tributi, Finanza e Federalismo
    Via R.R. Garibaldi, 7
    00145 Roma
A seguito della presentazione dell’istanza di autotutela, la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’adozione di un provvedimento di sgravio. La Regione, successivamente, comunicherà il provvedimento all'Agente della riscossione, che provvederà a sospendere le azioni esecutive/cautelari, eventualmente, intraprese nei confronti del contribuente.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.
 

Ricorso

Nei casi in cui il contribuente ritenga illegittima la pretesa tributaria avanzata dalla Regione Lazio può rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale, chiedendo l'annullamento totale o parziale dell'atto di accertamento o della cartella esattoriale notificata.
La norma di riferimento per il ricorso in Commissione Tributaria è il D.lgs. 546-1992 (di seguito indicato come d.lgs. 546). 
Ai sensi dell'art. 2 del D.lgs. 546, appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali.
Il ricorso deve essere proposto alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma (luogo in cui ha sede l’ente impositore), a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato (art. 21, comma 1, d.lgs. 546) mediante la notifica all'ente impositore secondo le modalità di cui agli artt. 16 e 20.
Entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso (e quindi nei trenta giorni successivi a quello della notifica all'ente impositore) il ricorrente deve costituirsi in giudizio depositando, nella segreteria della commissione tributaria adita, l'originale del ricorso notificato tramite l'ufficiale giudiziario o copia del ricorso spedito per posta, insieme alla fotocopia della ricevuta di deposito o della ricevuta della raccomandata.
Secondo quanto previsto dell'art. 37 del D.L. 98-2011, tutti i ricorsi notificati a far data dal 7 luglio 2011 sono soggetti al pagamento del contributo unificato (non più all’imposta di bollo), il cui importo è determinato in base al valore della controversia.
Unitamente al ricorso, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, che deve contenere l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e tutti i documenti che intende far conoscere alla commissione a sostegno delle proprie ragioni.
Ai sensi dell'art. 18 del d.lgs. cit., il ricorso deve contenere l'indicazione:
  • della commissione tributaria cui è diretto;
  • del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale;
  • dell'ufficio nei cui confronti il ricorso è proposto;
  • dell'atto impugnato e dell'oggetto della domanda;
  • dei motivi per cui si ricorre.
Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore del ricorrente e contenere l'indicazione dell'incarico, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente, nei casi in cui la legge lo consenta.
Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 2.582,28 euro è indispensabile l'assistenza di un difensore abilitato (avvocato, commercialista, ragioniere, perito commerciale). Per le controversie di valore inferiore, il ricorrente può stare in giudizio anche senza assistenza tecnica (art. 12 del d.lgs. 546). Per valore della controversia si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni. Se si tratta solo di sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste.
Fino a venti giorni liberi (vale a dire, non festivi) prima della data di trattazione, le parti (e quindi sia il ricorrente che l'ente impositore) possono depositare documenti in aggiunta a quelli già inseriti nel fascicolo. Fino a dieci giorni liberi prima della stessa data, le parti possono depositare memorie aggiuntive con le copie per le altre parti.
La segreteria della Commissione Tributaria dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.
Normalmente i ricorsi vengono trattati in camera di consiglio: in tal caso, non ci si deve presentare il giorno dell'udienza. Se si desidera che il ricorso venga trattato in pubblica udienza, occorre chiederlo o nel ricorso stesso o mediante apposita istanza da depositare presso la segreteria della commissione e notificare alle altre parti almeno dieci giorni liberi prima della data di trattazione. In tal caso ci si deve presentare per la discussione nel giorno e nell'ora indicati nell'avviso di trattazione.
La presentazione del ricorso non è motivo di sospensione automatica dell'atto impugnato; pertanto il contribuente, che ritenga che dall'atto impugnato possa derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere, ai sensi dell'art. 47 del d.lgs. 546, alla Commissione provinciale competente la sospensione dell'esecuzione dell'atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificato alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni di cui all'art. 22 del d.lgs. 546.
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma si trova in Via Labicana 123, 00184 - Roma.

Contatti

Per informazioni più dettagliate circa l’Imposta sulla Benzina per Autotrazione:
Tel. 06-51685696
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Indirizzi di posta elettronica:
vvelli@regione.lazio.it

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