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Addizionale regionale all'accisa sul gas naturale

L'Addizionale Regionale si applica sui consumi di gas naturale usato come combustibile.
L'Addizionale Regionale è stata istituita con D.Lgs 398-1990.
La Regione Lazio ha emanato la L.R. 7-1995, la L.R. 8-1995 e la L.R. n.11-1997.

Chi paga

I soggetti tenuti al pagamento dell'Addizionale Regionale, con diritto di rivalsa sui consumatori finali, sono:
  • i soggetti che procedono alla fatturazione del gas naturale ai consumatori finali, comprese le società aventi sede legale nel territorio nazionale e registrate presso la competente Direzione regionale dell'Agenzia delle dogane, designate da soggetti comunitari non aventi sede nel medesimo territorio che forniscono il prodotto direttamente a consumatori finali nazionali;
  • i soggetti che acquistano per uso proprio gas naturale da Paesi comunitari o da Paesi terzi, avvalendosi delle reti di gasdotti ovvero di infrastrutture per il vettoriamento del prodotto;
  • i soggetti che acquistano il gas naturale confezionato in bombole o in altro recipiente da altri Paesi comunitari o da Paesi terzi;
  • i soggetti che estraggono per uso proprio gas naturale in territorio nazionale.
Su richiesta possono essere riconosciuti come soggetti obbligati i gestori delle reti di gasdotti nazionali per il solo gas naturale impiegato per il vettoriamento del prodotto.

Quando e come si paga

Quando si paga

L'Addizionale Regionale deve essere pagata mediante:
  1. rate di acconto mensili, calcolate sulla base dei consumi dell'anno solare precedente, da versare entro la fine di ciascun mese. Nel primo anno di esercizio, l'ammontare delle rate di acconto mensili è calcolato in via presuntiva dal soggetto tenuto al pagamento. La rata di dicembre deve essere pagata entro il giorno 27 dello stesso mese (art. 28, comma 6 L. 388-2000). Nel caso in cui il termine di pagamento coincida con il sabato o giorno festivo, è considerato tempestivo il versamento, se effettuato il primo giorno lavorativo successivo. Ad inizio attività, qualora le rate di acconto da versare siano di modesta entità, il soggetto tenuto al pagamento può, previa autorizzazione dell'Amministrazione Regionale, provvedere a versare in un'unica soluzione l'importo totale dell'Addizionale Regionale o dell'imposta sostitutiva dovuta. Per gli anni successivi, qualora l'andamento dei consumi rimanga di modesta entità, comportando il versamento di rate di acconto di importo non rilevante, il soggetto, sempre previa autorizzazione dell'Amministrazione Regionale, può effettuare un versamento unico anticipato dell'addizionale regionale o dell'imposta sostitutiva dovuta, entro il mese di gennaio di ogni anno. L'autorizzazione viene concessa previa presentazione di apposita istanza con allegata la dichiarazione di consumo per l'anno precedente;
  2. versamento a conguaglio, calcolato sulla base della dichiarazione annuale, da effettuarsi entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello a cui si riferisce la dichiarazione. Nel caso in cui dalla dichiarazione annuale risulti un credito, questo può essere compensato con l'importo della rata di acconto di marzo, e nel caso di incapienza con i successivi versamenti di acconto.
 
 

Come si paga

Al pagamento delle somme dovute a titolo di Addizionale Regionale si provvede:
  1. Utilizzando il c/c postale n.      30732002 [Cod. IBAN: IT69S0760103200000030732002] intestato a Regione      Lazio, indicando nella causale: il codice accisa rilasciato dall’Agenzia      delle Dogane,  il mese cui il versamento si riferisce, la      ripartizione del versamento specificando gli importi delle singole      province;     
  2. Mediante bonifico      bancario sul c/c 400000292 Cod. IBAN "IT03M0200805255000400000292"      intestato a Regione Lazio indicando nella causale Add. Gas naturale, il      codice accisa rilasciato dall’Agenzia delle Dogane,  il mese cui il      versamento si riferisce, la ripartizione del versamento specificando gli      importi delle singole province.
I soggetti tenuti al pagamento dell'Addizionale Regionale provvedono ad inviare alla Regione Lazio, in forma cartacea ed ai sensi dell'art.3, comma 3 del D.Lgs. 26-2007 e all'Agenzia delle Dogane competente, in via telematica, la dichiarazione annuale di consumo, disponibile sul sito www.agenziadogane.it alla voce "Accise", entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui si riferisce il consumo.

Quanto si paga

Nella tabella, al link sottostante, sono riportate le aliquote dell’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale e dell’imposta sostitutiva per le utenze esenti in vigore nel Lazio.
Aliquote in vigore Addizionale regionale all'accisa sul gas naturale.

Deposito cauzionale

Ai sensi dell'art. 12, comma 1 D.Lgs. 398-1990, i soggetti tenuti al pagamento dell'Addizionale Regionale devono prestare alla Regione una cauzione, pari ad un dodicesimo dell'imposta annua dovuta.
Sono esonerati dall'obbligo di prestare cauzione:
  1. le Amministrazioni dello Stato e degli Enti Pubblici;
  2. i soggetti che sono stati esonerati dall'Agenzia delle Dogane a prestare cauzione per l'imposta erariale di consumo.
I soggetti di cui al punto 2 sono invitati a trasmettere  copia conforme all'originale della lettera di esonero rilasciata dall'Agenzia delle Dogane.

Al versamento del deposito cauzionale si provvede mediante:
  1. versamento sul c/c postale n° 46581054 [cod Iban IT57K0760103200000046581054] intestato a Tesoreria della Regione Lazio – Depositi cauzionali Via Rosa Raimondi Garibaldi 7 00145 ROMA;
  2. deposito presso la Tesoreria della Regione Lazio di titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa;
  3. fidejussione bancaria rilasciata da aziende di credito ai sensi del D.Lgs. 385-1993 e s.m.i.;
  4. polizza assicurativa rilasciata da impresa assicurativa debitamente autorizzata all'esercizio del ramo cauzioni, ai sensi del D.Lgs. 209-2005 e s.m.i..
        
Copia del deposito cauzionale, effettuato secondo le modalità previste dai punti 1 e 2 e l'originale del deposito cauzionale, effettuato con le modalità previste dai punti 3 e 4, deve essere inviata al seguente indirizzo:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio –
    Direzione Regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio
    Area Tributi, Finanza e Federalismo 
    Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7
    00145 ROMA

  • Oppure mediante Posta Elettronica Certificata (PEC):
    federalismofiscale@regione.lazio.legalmail.it

Rimborsi e sanzioni

RIMBORSI

Il contribuente che ha effettuato un pagamento in misura maggiore a quanto dovuto può presentare la richiesta di rimborso alla Regione. Ha altresì, facoltà, in alternativa, di chiedere l'autorizzazione a portare a compensazione il pagamento in eccesso a valere sulle successive rate di acconto.

Il diritto a richiedere il rimborso o la compensazione delle somme pagate in eccesso deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro il termine di due anni, a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione annuale (si veda circolare Agenzia delle Dogane n. 48/D del 26 luglio 2002)
Se il diritto di rimborso sorge specificatamente in ordine ad una determinata rata di acconto (ad esempio: duplicazione del pagamento), il predetto termine decorre dalla data di effettuazione del pagamento non dovuto.

La richiesta, in carta semplice, deve essere inviata al seguente indirizzo:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio
    Direzione Regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio
    Area Tributi, Finanza e Federalismo
    Via R.R. Garibaldi, 7
    00145 Roma

  • Oppure mediante Posta Elettronica Certificata (PEC):
    federalismofiscale@regione.lazio.legalmail.it

 
SANZIONI

Ai sensi dell'art.50 del D. Lgs. 504-1995 e dell'art. 13 del D.Lgs. 471-1997 sono sanzionate, con l'applicazione di una sanzione amministrativa, le seguenti fattispecie:
  1. omessa o tardiva presentazione della dichiarazione annuale: sanzione da € 500,00 a € 3.000,00.
  2. omesso, insufficiente o tardivo versamento delle rate di acconto o del versamento a conguaglio: sanzione pari al 30% del tributo non versato o versato in ritardo.
Oltre alla sanzione si é tenuti a versare un'indennità di mora del 2%, nel caso in cui il versamento sia stato effettuato entro cinque giorni dalla data di scadenza, oppure del 6% in tutti gli altri casi; sono, inoltre, dovuti gli interessi in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito di diritti doganali (art.3, comma 4 D.Lgs. 504-1995).

Ravvedimento operoso

L’istituto del ravvedimento operoso consente di regolarizzare le violazioni ed omissioni tributarie, prima che le stesse siano constatate o siano iniziate ispezioni o verifiche od altre attività amministrative di cui l’autore della violazione o gli obbligati in solido abbiano avuto formale conoscenza.
Le regole del ravvedimento operoso sono disciplinate dall’art.13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n.472 e s.m.i.. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

Se il contribuente non rispetta   le modalità suindicate, il ravvedimento operoso non può considerarsi valido; pertanto, la Regione procederà all'accertamento della violazione applicando la sanzione nella misura intera stabilita dalla normativa vigente, oltre all’indennità di mora e agli interessi per il pagamento differito dei diritti doganali, tenendo conto di quanto già pagato.

L’istituto del ravvedimento operoso è inoltre applicabile per regolare l'omessa presentazione della dichiarazione di cui all’art.50 D.Lgs.504/1995, sempre che la predetta violazione non sia già stata constatata.

Il pagamento del ravvedimento operoso per mancato/insufficiente/tardivo pagamento e per omessa dichiarazione deve essere effettuato con le modalità previste nella sezione come si paga.

Esempio di ravvedimento operoso

Gli interessi moratori da applicare sono calcolati al tasso legale in corso di vigenza, con maturazione giorno per giorno. N.B. Per sanare l'infrazione tributaria commessa, tramite il "ravvedimento operoso" è necessario pagare interamente gli importi dovuti (tributo dovuto + sanzione ridotta + interessi); l'omissione di uno solo di essi comporta la perdita del beneficio. Prima di effettuare il calcolo del Ravvedimento Operoso controllare la misura del tributo dovuto nella relativa sezione.

ESEMPIO - Acconto di febbraio 2018 pagato il 09/03/2018

(dal primo giorno al 14-esimo giorno dalla data di scadenza 28/02/2018)

 

 

Importo tributo

 

100.000,00

 

Sanzione 0,9% (0,1% *9 giorni)

 

900,00

 

Interessi (9 giorni)=[100.000,00 x (0,30/100) x (9/365)]

 

7,40

 

Totale da pagare

 

100.907,40



ESEMPIO - Acconto di febbraio 2018 pagato il 24/03/2018

(dal 15-esimo giorno al 30-esimo giorno dalla data di scadenza 28/02/2018) 

 

Importo tributo

 

100.000,00

 

Sanzione dell’1,5%

 

1.500,00

 

Interessi (24 giorni)=[100.000,00 x (0,30/100) x (24/365)]

 

19,73

 

Totale da pagare

 

101.519,73

 

 

ESEMPIO - Acconto di febbraio 2018 pagato il 30/04/2018 anziché il 28/02/2018

(dal 31-esimo giorno al 90-esimo giorno dalla data di scadenza 31/03/2018)

 

 

Importo tributo

 

100.000,00

 

Sanzione dell’1,67%

 

1.670,00

 

Interessi (61 giorni)=[100.000,00 x (0,30/100) x (61/365)]

 

50,14

 

Totale da pagare

 

101.720,14

 

 

ESEMPIO - Acconto di febbraio 2018 pagato il 31/08/2018 anziché il 28/02/2018

(dal 91-esimo giorno ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione)

 

 

Importo tributo

 

100.000,00

 

Sanzione del 3,75%

 

3.750,00

 

Interessi (184 giorni)=[100.000,00 x (0,30/100) x (184/365)]

 

151,23

 

Totale da pagare

 

103.901,23

 

 

ESEMPIO - Acconto di marzo 2017 pagato il 30/09/2018 anziché il 31/03/2017

(dal termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione)

 

 

Importo tributo

 

100.000,00

 

Sanzione del 4,29%

 

4.290,00

 

Interessi (548 giorni)

 

[100.000,00 x (0,10/100) x (275/365)] +[100.000,00 x (0,30/100) x (273/365)]

 

 

299,72

 

Totale da pagare

 

104.589,72

 



ESEMPIO – Acconto di marzo 2016 pagato il 30/09/2018 anziché il 31/03/2016

(oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione)

 

 

Importo tributo

100.000,00

 

Sanzione del 5%

5.000,00

 

Interessi (912 giorni)

 

[100.000,00 x (0,20/100) x (274/365) + [100.000,00 x (0,10/100)]

 

+[100.000,00 x (0,30/100) x (273/365)]

 

 

474,52

 

Totale da pagare

105.474,52

 

Contenzioso

Autotutela

Memorie difensive avverso l’atto di accertamento

Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni, che la richiesta contenuta nell’atto di accertamento non sia dovuta, può presentare istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio
    Direzione Regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio
    Area Tributi, Finanza e Federalismo
    Via R.R. Garibaldi, 7
    00145 Roma

  • Oppure tramite Posta Elettronica Certificata (PEC)
    federalismofiscale@regione.lazio.legalmail.it
A seguito della presentazione dell’istanza di autotutela la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’annullamento totale o parziale della atto di accertamento, qualora sussista l'illegittimità o l'infondatezza nei presupposti costitutivi dell’atto medesimo (per es. errore di persona, errore di calcolo o errore materiale) riconoscibile dall'Amministrazione Regionale.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.

Nel caso in cui il tributo fosse stato versato prima della ricezione dell’atto di accertamento, è possibile: Memorie difensive avverso la cartella esattoriale
La Regione Lazio incarica Equitalia di riscuotere con cartella esattoriale le somme non riscosse a seguito dell’invio dell’atto di accertamento.
Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni,  che la richiesta contenuta nella cartella di pagamento non sia dovuta, può rivolgersi alla Regione Lazio per ottenere il cosiddetto sgravio, cioè il provvedimento che annulla, in tutto o in parte, l’ordine di riscuotere le somme iscritte a ruolo mediante istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio
    Direzione Regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio
    Area Tributi, Finanza e Federalismo
    Via R.R. Garibaldi, 7
    00145 Roma
A seguito della presentazione dell’istanza di autotutela, la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’adozione di un provvedimento di sgravio. La Regione, successivamente, comunicherà il provvedimento all'Agente della riscossione, che provvederà a sospendere le azioni esecutive/cautelari, eventualmente, intraprese nei confronti del contribuente.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.
 

Ricorso

Nei casi in cui il contribuente ritenga illegittima la pretesa tributaria avanzata dalla Regione Lazio può rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale, chiedendo l'annullamento totale o parziale dell'atto di accertamento o della cartella esattoriale notificata.
La norma di riferimento per il ricorso in Commissione Tributaria è il D.lgs. 546-1992 (di seguito indicato come d.lgs. 546). 
Ai sensi dell'art. 2 del D.lgs. 546, appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali.
Il ricorso deve essere proposto alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma (luogo in cui ha sede l’ente impositore), a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato (art. 21, comma 1, d.lgs. 546) mediante la notifica all'ente impositore secondo le modalità di cui agli artt. 16 e 20.
Entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso (e quindi nei trenta giorni successivi a quello della notifica all'ente impositore) il ricorrente deve costituirsi in giudizio depositando, nella segreteria della commissione tributaria adita, l'originale del ricorso notificato tramite l'ufficiale giudiziario o copia del ricorso spedito per posta, insieme alla fotocopia della ricevuta di deposito o della ricevuta della raccomandata.
Secondo quanto previsto dell'art. 37 del D.L. 98-2011, tutti i ricorsi notificati a far data dal 7 luglio 2011 sono soggetti al pagamento del contributo unificato (non più all’imposta di bollo), il cui importo è determinato in base al valore della controversia.
Unitamente al ricorso, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, che deve contenere l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e tutti i documenti che intende far conoscere alla commissione a sostegno delle proprie ragioni.
Ai sensi dell'art. 18 del d.lgs. cit., il ricorso deve contenere l'indicazione:
  • della commissione tributaria cui è diretto;
  • del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale;
  • dell'ufficio nei cui confronti il ricorso è proposto;
  • dell'atto impugnato e dell'oggetto della domanda;
  • dei motivi per cui si ricorre.
Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore del ricorrente e contenere l'indicazione dell'incarico, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente, nei casi in cui la legge lo consenta.
Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 2.582,28 euro è indispensabile l'assistenza di un difensore abilitato (avvocato, commercialista, ragioniere, perito commerciale). Per le controversie di valore inferiore, il ricorrente può stare in giudizio anche senza assistenza tecnica (art. 12 del d.lgs. 546). Per valore della controversia si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni. Se si tratta solo di sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste.
Fino a venti giorni liberi (vale a dire, non festivi) prima della data di trattazione, le parti (e quindi sia il ricorrente che l'ente impositore) possono depositare documenti in aggiunta a quelli già inseriti nel fascicolo. Fino a dieci giorni liberi prima della stessa data, le parti possono depositare memorie aggiuntive con le copie per le altre parti.
La segreteria della Commissione Tributaria dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.
Normalmente i ricorsi vengono trattati in camera di consiglio: in tal caso, non ci si deve presentare il giorno dell'udienza. Se si desidera che il ricorso venga trattato in pubblica udienza, occorre chiederlo o nel ricorso stesso o mediante apposita istanza da depositare presso la segreteria della commissione e notificare alle altre parti almeno dieci giorni liberi prima della data di trattazione. In tal caso ci si deve presentare per la discussione nel giorno e nell'ora indicati nell'avviso di trattazione.
La presentazione del ricorso non è motivo di sospensione automatica dell'atto impugnato; pertanto il contribuente, che ritenga che dall'atto impugnato possa derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere, ai sensi dell'art. 47 del d.lgs. 546, alla Commissione provinciale competente la sospensione dell'esecuzione dell'atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificato alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni di cui all'art. 22 del d.lgs. 546.
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma si trova in Via Labicana 123, 00184 - Roma.

Contatti

Per informazioni più dettagliate circa l'Addizionale regionale all'accisa sul gas naturale:

Telefono: 06-51684421 (dal Lunedì al Venerdì, ore 9.00-13.00)

Indirizzo di posta elettronica: mcarlini@regione.lazio.it

Per informazioni più dettagliate sul procedimento di rimborso su istanza di parte:
Tel. 06-51684361 (dal Lunedì al Venerdì, ore 9.00-13.00)
Indirizzo di posta elettronica: vlazzaro@regione.lazio.it.

Indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC): federalismofiscale@regione.lazio.legalmail.it

Indirizzo: Regione Lazio
Direzione Regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio
Area Tributi, Finanza e Federalismo
Via R.R. Garibaldi, 7
00145 ROMA


 
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