Sei in: Home \ tributi \ farmacie

Farmacie



Chi paga

Il soggetto passivo della tassa è colui che richiede il rilascio di un atto di autorizzazione e/o concessione per l'apertura e l'esercizio di  farmacie.

Il presupposto impositivo della tassa è la titolarità del richiedente al rilascio di un atto di concessione, di autorizzazione o di licenza di esercizio.

Quando e come si paga

I soggetti passivi sono tenuti al pagamento di una tassa di rilascio,  connessa all'adozione dell'atto di autorizzazione e/o concessione cui la stessa si riferisce, entro il termine di rilascio dell’atto all’interessato.
I soggetti passivi sono altresì tenuti al pagamento di una tassa di rinnovo annuale. La tassa deve essere pagata entro il 31 Gennaio di ogni anno, a partire dall'anno successivo a quello di rilascio dell'atto di autorizzazione e/o concessione.
Il pagamento della tassa di rinnovo annuale può essere effettuato con le seguenti modalità:
  1. bollettino c/c postale n° 63101000 intestato a: “Regione Lazio - Tasse concessioni regionali, Servizio Tesoreria - Via R.R. Garibaldi, 7 - 00145”

    cod. IBAN “IT 75 C 07601 03200 0000 63101000”


    Nella causale è necessario riportare la dicitura ““tassa annuale (anno di riferimento)”, il codice fiscale o partita iva, il codice tariffa (01-1 farmacia urbana; 01-2 farmacia rurale 01-3 farmacia rurale sovvenzionata;
    01-4 farmacia succursale),  l’esatta denominazione e ubicazione della farmacia.
  2. bonifico c/c bancario n°  400000292 intestato a: “Regione Lazio”

    cod. IBAN " IT 03 M 02008 05255 000 400000292 "

    presso Unicredit  Spa, filiale 30151, via Rosa Raimondi Garibaldi 7 - 00145 Roma.
    Nella causale è necessario riportare la dicitura ““tassa annuale (anno di riferimento)”, il codice fiscale o partita iva,  il codice tariffa (01-1 farmacia urbana; 01-2 farmacia rurale 01-3 farmacia rurale sovvenzionata;
    01-4 farmacia succursale),  l’esatta denominazione e ubicazione della farmacia.
A partire dall'anno successivo a quello di rilascio dell'atto di autorizzazione e/o concessione, debitamente comunicato dal soggetto passivo, l'Area Tributi, Finanza e Federalismo provvede ad inviare prima della data di scadenza, a tutti i contribuenti iscritti nella banca dati, un bollettino premarcato per il versamento del tributo.

Per le farmacie oggetto di nuova assegnazione a seguito di procedure concorsuali, la cui tassa di rilascio è stata versata a fronte dell’attribuzione della sede da parte della Regione, la  tassa annuale è dovuta a far data dall’anno successivo a quello del rilascio dell’atto di assegnazione.

Qualora, per effetto di eventuali proroghe connesse all’autorizzazione all’apertura dell’attività, richieste e concesse dall’Amministrazione competente, l’avvio dell’attività risulti temporalmente differito, l’obbligo di assolvere alla tassa annua decorre a far data dall’atto di autorizzazione.

ESEMPIO 1

Assegnazione farmacia: 20/1/2018

Autorizzazione all’apertura: 20/6/2018

Obbligazioni tributarie per l’anno 2018: tassa di rilascio

Obbligazioni tributarie a decorrere dall’anno 2019: tassa annuale

ESEMPIO 2

Assegnazione farmacia: 20/1/2018

Richiesta di proroga: 20/6/2018

Autorizzazione all’apertura: 20/6/2019

Obbligazioni tributarie per l’anno 2018: tassa di rilascio

Obbligazioni tributarie a decorrere dall’anno 2019: tassa annuale

ESEMPIO 3

Assegnazione farmacia: 20/1/2018

Richiesta di proroga: 20/6/2018

Autorizzazione all’apertura: 20/6/2020

Obbligazioni tributarie per l’anno 2018: tassa di rilascio

Obbligazioni tributarie a decorrere dall’anno 2020: tassa annuale

È opportuno rilevare che il ricevimento del bollettino premarcato da parte del contribuente non deve essere considerato condizione necessaria per l’assolvimento dell’obbligo tributario.
L'invio da parte dell' Area Tributi, Finanza e Federalismo ai contribuenti ha lo scopo di rammentare la scadenza e facilitare l’adempimento fiscale.
La circostanza di non aver ricevuto il bollettino premarcato non esonera pertanto dal pagamento nei termini prescritti. Inoltre il contribuente è tenuto a controllare l'esattezza dei dati riportati sul bollettino premarcato.
Qualora siano intervenute variazioni di dati che incidano sull’individuazione del soggetto passivo o sulla determinazione del tributo, il contribuente è tenuto a comunicarle tempestivamente utilizzando l’apposita modulistica predisposta dalla Regione Lazio e disponibile nella sezione “modulistica e contatti”.

Quanto si paga

Per la corretta determinazione delle somme dovute, sia a titolo di tassa di rilascio che di tassa annuale, occorre considerare la Tipologia di Farmacia ed il numero di abitanti del Comune in cui risulta ubicata la farmacia (si fa riferimento alla popolazione residente al 31 dicembre del penultimo anno precedente a quello per il quale la tassa è dovuta, desunta dai dati ISTAT).
Gli importi dovuti sono pari a:

FARMACIE DI TIPO URBANO
  Tassa di rilascio Tassa annuale
1) Superiore di 500.001 5440,87 € 1348,15 €
2) da 200001 fino a 500.000 3400,67 € 939,71 €
3) da 100001 fino a 200.000 2176,85 € 668,31 €
4) da 40001 fino a 100.000 1632,26 € 437,23 €
5) da 15001 fino a 40.000 1088,68 € 273,03 €
6) da 10001 fino a 15.000 680,74 € 171,41 €
7) da 5001 fino a 10.000 340,62 € 93,64 €
8) Fino a 5.000 113,87 € 48,09 €
 
FARMACIE DI TIPO RURALE
  Tassa di rilascio Tassa annuale
1) Superiore di 500.001 5440,87 € 1184,42 €
2) da 200001 fino a 500.000 3400,67 € 775,98 €
3) da 100001 fino a 200.000 2176,85 € 504,58 €
4) da 40001 fino a 100.000 1632,26 € 355,21 €
5) da 15001 fino a 40.000 1088,68 € 232,17 €
6) da 10001 fino a 15.000 680,74 € 150,68 €
7) da 5001 fino a 10.000 340,62 € 76,87 €
8) Fino a 5.000 113,87 € 31,32 €

Le Farmacie di Tipo "Rurale Sovvenzionato" non sono soggette alla tassa di rilascio ma solo alla tassa annuale nella misura sotto indicata.

FARMACIE DI TIPO RURALE SOVVENZIONATO
  Tassa di rilascio Tassa annuale
1) Superiore di 500.001 0 € 95,74 €
2) da 200001 fino a 500.000 0 € 95,74 €
3) da 100001 fino a 200.000 0 € 68,30 €
4) da 40001 fino a 100.000 0 € 27,75 €
5) da 15001 fino a 40.000 0 € 14,03 €
6) da 10001 fino a 15.000 0 € 14,03 €
7) da 5001 fino a 10.000 0 € 8,54 €
8) Fino a 5.000 0 € 8,54 €

Ravvedimento operoso

Ai sensi del D.Lgs. 472-1997 e s.m.i., il pagamento oltre il termine è consentito, entro un anno dalla violazione se viene effettuato volontariamente mediante il versamento contestuale del tributo, delle sanzioni e degli interessi, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.
Per la determinazione delle sanzioni da applicare, tenendo conto anche del D.Lgs. n. 158/2015, si considera quanto esposto nella seguente tabella:

 
Sanzione in caso di Ravvedimento Operoso – si  può applicare, nel caso della TCR, ai pagamenti effettuati entro l’anno dalla scadenza

Sistema di calcolo valido fino al 31.12.2015

Sistema di calcolo valido a partire dal 01.01.2016

  • Ravvedimento “sprint” dello 0.20% per ogni giorno dal primo fino al 15_mo, nel quale arriva al 3.00% [per ogni giorno un quindicesimo di un decimo del minimo 30%]
  • 3.00% dal 16_mo al 30_mo giorno [un decimo del minimo 30%]
  • 3.75% dal 31_mo al 90_mo giorno [un ottavo del minimo 30%] (scende al 3.33% a partire 01.01.2015 [un nono del minimo 30%])
  • 3.75% dal 91_mo giorno all'anno (o termine scadenza presentazione dichiarazione) [un ottavo del minimo 30%]
  • Ravvedimento “sprint” dello 0.10% per ogni giorno dal primo fino al 15_mo, nel quale arriva al 1.50% [per ogni giorno un quindicesimo di un decimo del minimo 15%]
  • 1.50% dal 16_mo al 30_mo giorno [un decimo del minimo 15%]
  • 1.67% dal 31_mo al 90_mo giorno [un nono del minimo 15%]
  • 3.75% dal 91_mo giorno all'anno (o termine scadenza presentazione dichiarazione) [un ottavo del minimo 30%]
 

L’applicazione corretta del Ravvedimento operoso prevede che il versamento coincida esattamente con quanto determinato dal calcolo del Ravvedimento stesso

Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente, cioè entro lo stesso limite temporale, alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza di quanto dovuto, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno. Se il contribuente non rispetta le modalità suindicate il ravvedimento operoso non può considerarsi valido, pertanto la Regione procederà all'accertamento della violazione applicando la sanzione nella misura intera (30%), oltre agli interessi moratori al tasso legale, tenendo conto di quanto già pagato.

L'art.13 del D.lgs. 472-1997, inoltre, prevede la possibilità di regolare l'omessa presentazione della dichiarazione, sempre che la violazione non sia già stata constatata, con il pagamento di € 25,82 pari a un decimo del minimo (1/10 di € 258,23) se la stessa viene presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni.

Il pagamento del ravvedimento operoso per mancato/tardato pagamento e per omessa dichiarazione deve essere effettuato con le modalità previste nella sezione come si paga.

Rimborsi e sanzioni

Rimborsi.

Entro cinque anni dal pagamento effettuato in eccesso, doppio, o non dovuto, il contribuente può presentare domanda di rimborso, indirizzata a:
"Regione Lazio, Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio, Area Tributi, Finanza e Federalismo Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma".
La domanda di rimborso deve essere redatta su carta semplice e deve contenere tutti i dati del richiedente: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, comune, provincia e indirizzo di residenza (domicilio fiscale se diverso dalla residenza) e indirizzo e-mail.
Nel caso di soggetto diverso da persona fisica, indicare la denominazione o ragione sociale; in questo caso l'istanza di rimborso va presentata a firma del rappresentante legale.
Occorre, inoltre, indicare gli estremi del versamento o dei versamenti effettuati, l'importo richiesto a rimborso e la relativa motivazione (ad esempio: versamento non dovuto, doppio versamento, versamento effettuato in eccesso) e la modalità di accredito prescelta per il rimborso.
Alla domanda devono essere allegati:
  • Fotocopia della ricevuta del pagamento nel caso in cui si tratti di eccessivo pagamento;
  • Consegna dell'originale della ricevuta di pagamento (sia attestazione che ricevuta), in caso di pagamento non dovuto;
  • Nel caso di doppio pagamento: consegna dell'originale del pagamento da rimborsare (sia attestazione che ricevuta) e di copia del corretto versamento;
  • Fotocopia di documento di riconoscimento in corso di validità;
Per quanto concerne le modalità di accredito della somma da rimborsare, l'interessato dovrà comunicare il c/c Bancario, o Postale e il relativo codice IBAN, se il rimborso dovrà essere eseguito per accredito sul c/c. In caso di mancata indicazione del C/C, la Ragioneria Regionale provvederà, tramite ordine di mandato di pagamento, ad accreditare presso l'Istituto bancario (UNICREDIT EX BANCA DI ROMA) la somma dovuta, che potrà esser riscossa esclusivamente dal soggetto richiedente il rimborso, recandosi presso qualsiasi sportello UNICREDIT, in orario di apertura al pubblico, previa esibizione di un documento in corso di validità e del Codice Fiscale. Si precisa che per quest'ultima modalità di accredito, al fine di evitare decadenza del diritto alla immediata riscossione della somma dovuta, il contribuente, dovrà ritirare il rimborso spettante entro il secondo anno successivo al perfezionamento dell'impegno di spesa.
N.B. La modalità di accredito sul c/c è quella consigliata.
Non si procede al rimborso se l'importo da rimborsare, oneri compresi, non è superiore a € 16,53
( L. R. n. 22/2009, art. 5 - limite di rimborsabilità).



Sanzioni.


In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento della tassa entro il termine previsto da parte del soggetto obbligato, la Regione applica la sanzione amministrativa pari al 30 per cento dell'imposta non versata, ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. 471/1997, oltre agli interessi di mora.

Con l’entrata in vigore dal 01/01/2016 del D.Lgs. n. 158/2015 la sanzione, nel caso di tardivo pagamento, oltre a quanto previsto in tema di Ravvedimento Operoso, è ridotta quando il pagamento sia stato effettuato fino al novantesimo giorno dalla scadenza come dalla tabella seguente.

Tabella 1: Sanzione in caso di NON del Ravvedimento Operoso

Sistema di calcolo valido fino al 31.12.2015

Sistema di calcolo valido a partire dal 01.01.2016

  • Sanzione del 30% dell’importo
  • Sanzioni “sprint” di 1% dell’importo per ogni giorno a partire dal primo fino al 15_mo giorno, in cui arriva al 15%;
  • 15% dell’importo dal 16_mo al 90_mo giorno;
  • 30% dell’importo dal 91_mo giorno in poi.

Chi esercita un’attività per la quale è necessario un atto soggetto a TCR senza aver ottenuto l’atto stesso o assolta la relativa tassa è soggetto a sanzione amministrativa  pari ad un importo compreso tra il cento ed il duecento per cento della tassa medesima e, in ogni caso, non inferiore a 103,29 euro.

Contenzioso

Autotutela

Memorie difensive avverso l’atto di accertamento

Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni, che la richiesta contenuta nell’atto di accertamento non sia dovuta, può presentare istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
Regione Lazio – Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio  –
Area Tributi, Finanza e Federalismo
Via R.R. Garibaldi, 7
00145 Roma A seguito della presentazione dell’istanza di autotutela la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’annullamento totale o parziale dell’atto di accertamento, qualora sussista l'illegittimità o l'infondatezza nei presupposti costitutivi dell’atto medesimo (per es. errore di persona, errore di calcolo o errore materiale) riconoscibile dall'Amministrazione Regionale.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.

Nel caso in cui il tributo fosse stato versato prima della ricezione dell’atto di accertamento, è possibile: Memorie difensive avverso la cartella esattoriale
La Regione Lazio incarica l’Agente della Riscossione di riscuotere con cartella esattoriale le somme non riscosse a seguito dell’invio dell’atto di accertamento.
Nel caso in cui il soggetto passivo ritenga, per fondate ragioni,  che la richiesta contenuta nella cartella di pagamento non sia dovuta, può rivolgersi alla Regione Lazio per ottenere il cosiddetto sgravio, cioè il provvedimento che annulla, in tutto o in parte, l’ordine di riscuotere le somme iscritte a ruolo mediante istanza di autotutela  da trasmettersi:
  • a mezzo di plico postale al seguente recapito:
    Regione Lazio – Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio –
    Area Tributi, Finanza e Federalismo
    Via R.R. Garibaldi, 7
    00145 Roma
A seguito della presentazione dell’istanza di autotutela, la Regione Lazio potrà provvedere in via di autotutela, ai sensi dell'art. 2-quater del D.L. 564-1994 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), convertito con modificazioni nella L. 656-1994, all’adozione di un provvedimento di sgravio. La Regione, successivamente, comunicherà il provvedimento all'Agente della riscossione, che provvederà a sospendere le azioni esecutive/cautelari, eventualmente, intraprese nei confronti del contribuente.
La presentazione dell’istanza di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione dell'eventuale ricorso in Commissione Tributaria né quelli per il pagamento.

 

Ricorso

Nei casi in cui il contribuente ritenga illegittima la pretesa tributaria avanzata dalla Regione Lazio può rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale, chiedendo l'annullamento totale o parziale dell'atto di accertamento o della cartella esattoriale notificata.
La norma di riferimento per il ricorso in Commissione Tributaria è il D.lgs. 546-1992 (di seguito indicato come d.lgs. 546). 
Ai sensi dell'art. 2 del D.lgs. 546, appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali.
Il ricorso deve essere proposto alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma (luogo in cui ha sede l’ente impositore), a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato (art. 21, comma 1, d.lgs. 546) mediante la notifica all'ente impositore secondo le modalità di cui agli artt. 16 e 20.
Entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso (e quindi nei trenta giorni successivi a quello della notifica all'ente impositore) il ricorrente deve costituirsi in giudizio depositando, nella segreteria della commissione tributaria adita, l'originale del ricorso notificato tramite l'ufficiale giudiziario o copia del ricorso spedito per posta, insieme alla fotocopia della ricevuta di deposito o della ricevuta della raccomandata.
Secondo quanto previsto dell'art. 37 del D.L. 98-2011, tutti i ricorsi notificati a far data dal 7 luglio 2011 sono soggetti al pagamento del contributo unificato (non più all’imposta di bollo), il cui importo è determinato in base al valore della controversia.
Unitamente al ricorso, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, che deve contenere l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e tutti i documenti che intende far conoscere alla commissione a sostegno delle proprie ragioni.
Ai sensi dell'art. 18 del d.lgs. cit., il ricorso deve contenere l'indicazione:
  • della commissione tributaria cui è diretto;
  • del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale;
  • dell'ufficio nei cui confronti il ricorso è proposto;
  • dell'atto impugnato e dell'oggetto della domanda;
  • dei motivi per cui si ricorre.
Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore del ricorrente e contenere l'indicazione dell'incarico, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente, nei casi in cui la legge lo consenta.

Ai sensi dell’art. 17 bis del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, per le controversie di valore non superiore a cinquantamila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di reclamo e mediazione. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.


Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 2.582,28 euro è indispensabile l'assistenza di un difensore abilitato (avvocato, commercialista, ragioniere, perito commerciale). Per le controversie di valore inferiore, il ricorrente può stare in giudizio anche senza assistenza tecnica (art. 12 del d.lgs. 546). Per valore della controversia si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni. Se si tratta solo di sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste.
Fino a venti giorni liberi (vale a dire, non festivi) prima della data di trattazione, le parti (e quindi sia il ricorrente che l'ente impositore) possono depositare documenti in aggiunta a quelli già inseriti nel fascicolo. Fino a dieci giorni liberi prima della stessa data, le parti possono depositare memorie aggiuntive con le copie per le altre parti.
La segreteria della Commissione Tributaria dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.
Normalmente i ricorsi vengono trattati in camera di consiglio: in tal caso, non ci si deve presentare il giorno dell'udienza. Se si desidera che il ricorso venga trattato in pubblica udienza, occorre chiederlo o nel ricorso stesso o mediante apposita istanza da depositare presso la segreteria della commissione e notificare alle altre parti almeno dieci giorni liberi prima della data di trattazione. In tal caso ci si deve presentare per la discussione nel giorno e nell'ora indicati nell'avviso di trattazione.
La presentazione del ricorso non è motivo di sospensione automatica dell'atto impugnato; pertanto il contribuente, che ritenga che dall'atto impugnato possa derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere, ai sensi dell'art. 47 del d.lgs. 546, alla Commissione provinciale competente la sospensione dell'esecuzione dell'atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificato alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni di cui all'art. 22 del d.lgs. 546.
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma si trova in Via Labicana 123, 00184 - Roma.

Modulistica e contatti

In questa sezione è possibile scaricare i moduli per eventuali comunicazioni agli uffici competenti e, precisamente: CONTATTI:
Per informazioni più dettagliate circa le tasse di concessione regionale è possibile scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica, oppure, solo martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, telefonare ai seguenti numeri:

bmelchiorri@regione.lazio.it0651684422
lcesini@regione.lazio.it - 0651684349
ramete@regione.lazio.it - 0651684107

Per informazioni più dettagliate sul procedimento di rimborso su istanza di parte:
Tel. 06-51684361
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Indirizzo di posta elettronica:
vlazzaro@regione.lazio.it.

Indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC): federalismofiscale@regione.lazio.legalmail.it
Indirizzo: Regione Lazio - Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio
Area Tributi, Finanza e Federalismo
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma
esprimi un giudizio sul contenuto della pagina clicca per esprimere la tua valutazione: contenuto pessimo clicca per esprimere la tua valutazione: contenuto insufficiente clicca per esprimere la tua valutazione: contenuto sufficiente clicca per esprimere la tua valutazione: contenuto buono clicca per esprimere la tua valutazione: contenuto ottimo