Il nostro anno con il Centro Astalli - La storia di Giulia, Alessandra e Valentina

il Mio SC Giulia alessandra ValentinaNell’autunno 2016 è iniziata la nostra esperienza di servizio civile presso il Centro Astalli di Roma, sede italiana del Jesuit Refugee Service. I primi mesi sono stati altamente formativi, abbiamo avuto modo di approfondire molte tematiche, alcune vicine ai nostri percorsi di studi, come quelle riguardanti l’accoglienza, il sistema di asilo e il dialogo interreligioso, e altre del tutto nuove ma altrettanto interessanti. Tutto questo ci ha permesso di gettare alcune basi per il lavoro che avremmo dovuto svolgere da dicembre in poi, ovvero fare da facilitatrici nei progetti per le scuole.

Il Centro Astalli promuove da tanti anni due progetti indirizzati ai ragazzi delle scuole medie e superiori: il progetto Finestre, che mira all’approfondimento del tema del diritto d’asilo attraverso una testimonianza diretta delle storie di vita dei rifugiati, e il progetto Incontri, volto alla conoscenza e al dialogo tra le tante identità religiose presenti in Italia. Entrambi si basano sulla valorizzazione della diversità culturale come ricchezza per il nostro paese, sull’importanza della conoscenza e comprensione dei diversi fenomeni che ci circondano, per una lettura più chiara e l’eliminazione di pregiudizi infondati.
I rifugiati e testimoni con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare sono tutte persone entusiaste di condividere le proprie storie e di raccontare la propria fede con sensibilità e grande spirito di apertura, nonostante non sia sempre facile esporsi in prima persona.
Durante il servizio svolto abbiamo avuto modo di confrontarci con tantissimi ragazzi e ragazze, ascoltando le loro opinioni, i loro dubbi, le loro idee; sono spesso titubanti, e raramente conoscono le cause di determinati fenomeni. La testimonianza diretta cambia completamente le carte in tavola, non si parla più di un qualcosa che è lontano da loro, il testimone è lì per loro, con loro. E a quel punto il dialogo diventa reale, diretto e libero da pregiudizi. C’è uno scambio tra persone che possono essere diverse per età, cultura o religione ma che in ogni caso produce un incontro reale e genuino.
A breve si concluderà il nostro anno di servizio civile. Prima di iniziare questa esperienza eravamo consapevoli della realtà delle migrazioni e della complessità del nostro tempo; ma prendendone parte più da vicino ci siamo resi conto di quanto fosse importante “fare” oltre che “sapere".