Giuseppe è un volontario dell’Associazione Multietnica Nuovi Cittadini Ciociari onlus.Tra i diversi compiti che ricopre c’è anche quello di Operatore Locale di progetto per il Servizio Civile. “Nella mia vita ho viaggiato molto” – racconta - “sono stato in Inghilterra, in India, in Africa. A Roma ho conosciuto mia moglie che è originaria del Ghana, e da qualche tempo ci siamo stabiliti qui a Frosinone. Cercavo un’occasione per fare volontariato e Abdul con l’Associazione e il Centro me ne hanno dato l’occasione.”
Ilaria (27 anni, italiana in procinto di laurearsi in Lingue e letterature Europee e Americane) e Emna (24 anni, tunisina con il sogno di diventare, oltre che cittadina italiana, mediatrice culturale) sono in servizio presso l’Associazione Multietnica Nuovi Cittadini Ciociari onlus nel progetto “Sportello informativo ai nuovi cittadini immigrati”. Ilaria viene subito presentata dalle sue compagne come la “calma” del gruppo. “Sono un tipo pacifico” – conferma - “L’esperienza di Servizio Civile l’ho sognata per molto tempo e finalmente qui ho avuto la possibilità di realizzarla”.
Continuiamo la nostra conoscenza dei volontari al Centro Servizi “Nuovi cittadini immigrati” - gestito dall’Associazione Multietnica “Nuovi Cittadini Ciociari onlus” in collaborazione con il Comune di Frosinone - prestano il loro Servizio Civile. Incontriamo Mariem (26 anni, cittadina italiana di origine tunisina e studentessa di Biotecnologie) ed Anastassia (25 anni, anche lei cittadina italiana e laureata in Lingue e Relazioni Internazionali) che lavorano sotto l’attenta supervisione di Luana.
Quando si varca la soglia del Centro Servizi “Nuovi cittadini immigrati” - gestito dall’Associazione Multietnica “Nuovi Cittadini Ciociari onlus” in collaborazione con il Comune di Frosinone - ci si sente subito accolti: per il sorriso e la disponibilità dei volontari che qui, parlando lingue diverse, svolgono ogni giorno il loro servizio, per la loro capacità di mediazione e risoluzione dei conflitti, per le diverse culture che collaborano, dimostrazione pratica dell’integrazione possibile. Qui abbiamo incontrato Anastassia, Mariem, Ilaria e Emna, che dallo scorso novembre fanno qui Servizio Civile, accompagnati da Luana e Giuseppe (Operatori Locali di Progetto - OLP).
Maurizio Simoncelli è il vice-presidente e cofondatore dell'IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro che da trentacinque anni diffonde una conoscenza scientifica sui temi della sicurezza interna ed esterna, dei conflitti armati e del disarmo al fine di sensibilizzare su questi temi la cittadinanza e le istituzioni. Storico ed esperto di geopolitica è intervenuto all’ultimo corso di formazione formatori promosso dall’Asap, per raccontare la sua storia e la sua esperienza di obiezione di coscienza. Classe 1951, ha maturato la sua scelta non violenta in pieno '68, da studente del liceo “Virgilio” di Roma.
Francesca ha 25 anni e fino a novembre ogni giorno ha fatto la pendolare da Cassino a Roma per svolgere al Leonarda Vaccari il suo Servizio Civile.“Ho studiato a Roma Scienze dell’Educazione” - racconta - “così quando un’amica mi ha parlato della possibilità di fare Servizio Civile al Leonarda Vaccari, mi è sembrata una buona occasione per dare continuità al mio percorso di studi.” Una scommessa vinta, anche a costo dei sacrifici dovuti agli spostamenti. 
Giuseppe ha 28 anni, alle spalle una laurea in psicologia e davanti un master per diventare Psicologo dello sport. Lo scorso novembre ha concluso il suo Servizio Civile nell’istituto, anche se continua a tornare come volontario per dare continuità nell’assistenza alle terapie fino all’arrivo dei nuovi volontari. “Perché scegliere di fare qui il Servizio Civile?” - dice - “Prima di tutto è stata un’occasione per guardare oltre, uscire dal mio settore specifico, quello della psicologia.”
Denise e Ilaria, rispettivamente 21 e 22 anni hanno in comune il Diploma in tecnico dei Servizi Sociali. Hanno conosciuto l’Istituto Vaccari grazie all’alternanza scuola- lavoro e hanno approfittato del bando di Servizio Civile per tornare a impegnarsi qui. “Questa esperienza è stata molto utile” - interviene Denise - “ho confermato quello che avevo in mente fin da quando ho scelto il mio percorso di studi.” "Al termine del Servizio Civile mi si è aperto un mondo" - continua Ilaria - "vorrei che il mio futuro lavorativo fosse al fianco delle persone con disabilità, nell’aiuto verso l’altro”.
L’istituto Leonarda Vaccari rappresenta, fin dalla sua nascita, un esempio di accoglienza, integrazione e crescita. In che modo la presenza dei volontari contribuisce alle vostre attività?L’istituto, sin dalla sua costituzione, ha adottato una politica di apertura al territorio che potesse perpetrare l’obiettivo dell’integrazione delle persone con disabilità, da sempre fondamentale per il modo di lavorare della struttura. Le attività di volontariato hanno accompagnato la storia dell’Istituto, tanto che nel 1995 è stata costituita un’associazione di volontariato: V.A.I.L.V. Onlus (Volontari Amici del Leonarda Vaccari) attraverso la quale rendere più sistematica e visibile l’attività dei volontari. 
Prestare servizio civile all’Istituto Leonarda Vaccari di Roma, da sempre impegnato per l’integrazione delle persone con disabilità, è un’esperienza davvero speciale. Lo si legge negli occhi dei ragazzi che abbiamo incontrato e che ci hanno raccontato il loro anno di servizio per questo primo numero di Insight del 2017. “I volontari rappresentano un’inestimabile ricchezza per l’Istituto” - dice la Presidente Saveria Ghia Dandini de Sylva - “La motivazione, la sensibilità, la predisposizione a entrare in contatto con le persone in difficoltà, qualità che contraddistinguono l’impegno dei volontari, concorrono a migliorare la qualità dei servizi offerti e ad ampliare le iniziative che gli operatori riescono…
Matilde ha 26 anni e ha da poco concluso il suo Servizio Civile nell'ambito del progetto “La possibile cura: progetti di inclusione e integrazione sociale per i pazienti del DSM” della ASL Rm2. Un’esperienza iniziata con qualche fatica: “Al principio ho incontrato delle difficoltà con il personale della struttura nella definizione del mio ruolo - ci dice - ma la relazione con gli ospiti del Centro di Salute Mentale si è invece rivelata molto più semplice di quanto pensassi.”
Giordano ha 25 anni ed è in servizio presso Libera Cittadinanza Onlus. Una grande passione da quando era bambino: il calcio, che coltiva da quando ha 5 anni e mezzo, fino a quando un infortunio al ginocchio lo ha costretto ad un periodo di riposo forzato. In attesa di riprendere il suo ruolo in campo come portiere, grazie alla segnalazione di un amico ha trovato nel Servizio Civile un modo per non restare con le mani in mano.
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