Giovanni Bastianini è Responsabile nazionale per il Servizio Civile dell’Ente al Dipartimento della Protezione Civile e Presidente della Consulta Nazionale per il Servizio Civile. Quali sono i principali benefici attesi dopo la recente istituzione del Servizio Civile Universale?La prima cosa da dire è che tutti i cambiamenti sono un’occasione che può essere colta o venire sprecata. Abbiamo alle spalle la storia del Servizio Civile, che sin qui è stata molto ricca e positiva, ma che aveva alcuni limiti che andavano superati. Il primo, il numero delle persone coinvolte.
Tra gli interventi che la Regione Lazio ha attivato per non lasciare sole le persone colpite dagli eventi sismici del 2016, ci sono anche i progetti di Servizio Civile Nazionale. Un impegno partito fin da subito, che ha coinvolto istituzioni, associazioni, cittadini e volontari, per ricostruire le zone terremotate attraverso il coinvolgimento delle comunità che lo abitano.
Anna e Roberta sono Operatori Locali di Progetto nelle zone terremotate della Regione Lazio. Alla domanda sul perché si trovano a ricoprire il ruolo di OLP nei progetti di Servizio Civile Nazionale per le zone terremotate della Regione Lazio, hanno risposto: “Un modo per mettere a disposizione le proprie competenze in un momento così critico per questo territorio”.
Sono partiti lo scorso 5 luglio i 229 volontari selezionati attraverso Bando speciale di Servizio Civile Nazionale per le zone terremotate della Regione Lazio. Ad accoglierli, in oltre 70 sedi, hanno trovato gli Operatori Locali di Progetto (OLP). Persone diverse per età e provenienza (insegnanti, assistenti sociali, dipendenti pubblici, ma anche volontari, rappresentanti di associazioni e realtà del Terzo Settore) accomunati dalla voglia di dare il loro contributo alla ricostruzione dopo gli eventi sismici dello scorso anno.
"Il progetto "Spazio Famiglia" nasce dalla voglia e dalla necessità di costruire un'ampia rete di servizi che ruotini intorno alla famiglia e ad ogni suo singolo membro, partendo dall'accoglienza, l'ascolto, la socializzazione, l'inclusione, fino ad arrivare alla prevenzione e al fronteggiamento di forme di disagio…” - ci racconta Melody. Quando decisi di far richiesta per il Servizio Civile, con i miei studi universitari nell'ambito del sociale, la scelta fu facile: senza ombra di dubbio il progetto più adatto per me era questo!
Mauro Casinghini, già in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, è l’attuale Direttore Nazionale del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Tra gli enti di Servizio Civile della Regione Lazio quelli che si occupano direttamente di protezione civile sembrano essere sottorappresentati. Un ambito che, al contrario, ha dimostrato di poter essere un forte canale di coinvolgimento per i giovani.
Mi chiamo Giada e sono una studentessa di Scienze del Turismo. La motivazione che mi ha spinta a fare domanda, quasi un anno fa, per il Servizio Civile è semplice: la curiosità. Molti amici, che avevano fatto questa esperienza, me ne parlavano bene, come un’occasione di crescita anche professionale. Per questo ho scelto un progetto nell’ambito turistico, in continuità con i miei studi. Poi il colloquio, la graduatoria, la delusione per essere arrivata terza sui due posti disponibili.
Tra gli interventi che la Regione Lazio ha attivato per non lasciare sole le persone colpite dagli eventi sismici del 2016, ci sono anche i progetti di Servizio Civile Nazionale. Un impegno partito fin da subito, che ha coinvolto istituzioni, associazioni, cittadini e volontari, per ricostruire le zone terremotate attraverso il coinvolgimento delle comunità che lo abitano. Nelle prossime settimane vi racconteremo questa esperienza, attraverso le diverse voci degli operatori del Servizio Civile Nazionale. 
Emma Amiconi è direttore di FONDACA (Fondazione per la cittadinanza attiva), si occupa, in particolare, di programmi di responsabilità sociale di impresa, di stakeholder engagement e di attivismo civico.Esperta di sistemi formativi ed animazione territoriale, ha dato vita ad iniziative di inclusione sociale e mentoring dedicate ai giovani ed ha realizzato interventi di monitoraggio e valutazione di progetti innovativi nazionali ed interregionali, con particolare riferimento allo sviluppo locale e alla formazione del personale scolastico.
Mercoledì, 14 Giugno 2017 09:40

Solidarietà senza frontiere…

Proseguiamo la conoscenza di Claudia e Aulona, che insieme a Francesca e Alberta prestano il loro Servizio Civile nel progetto “Solidarietà senza frontiere” promosso da Medici Senza Frontiere. “La mia regione di origine è la Calabria, dove ho conseguito la laurea in Relazioni Internazionali.” - racconta Claudia, che dopo il Master in Diplomazia a Milano e un'esperienza formativa negli Stati Uniti, era alla ricerca di un posto di lavoro.
Se è vero che tutte le strade portano a Roma, le strade di Claudia, Aulona, Francesca e Alberta portano a Medici Senza Frontiere dove, grazie al canale del Servizio Civile Nazionale, dallo scorso ottobre offrono il loro impegno e il loro contributo a 360°.Il progetto di cui fanno parte “Solidarietà senza frontiere” ha come obiettivo quello di sviluppare un insieme d’interventi volti a promuovere la solidarietà internazionale, con particolare riguardo alle situazioni di crisi umanitarie e violazione dei diritti umani. 
Alessandra Morelli, romana, è Delegata per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dal 1992. La sua esperienza professionale matura principalmente in zone di conflitto ad alto rischio e di emergenza: ha lavorato in ex-Jugoslavia, Ruanda, Albania, Kossovo, Guatemala, Sri Lanka, Sahara Occidentale, Afghanistan, Indonesia, Georgia, Yemen, Birmania, Somalia. 
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