Siamo tre ragazze della stessa età, provenienti da diversi percorsi di studio e di vita, ma l’esperienza del Servizio Civile ci ha fatto incontrare e, durante questo percorso, ci siamo unite in obiettivi e interessi comuni.In realtà tutte noi già condividevamo lo stesso desiderio di intraprendere questo percorso, mosse dalla volontà di metterci in gioco e renderci utili socialmente, nonché di entrare a far parte di una realtà lavorativa a tutti gli effetti.
Inizialmente ho scelto di fare il Servizio Civile per rendermi utile e pulire la Valle della Caffarella, che rientra nel Parco dell'Appia Antica. Abitando, infatti, vicino ai parchi ho sviluppato una sensibilità e un rispetto per la natura. Una volta "dentro", però, si sono aperte molte altre opportunità per continuare l'operato iniziato presso l'Ente anche sotto altre forme di collaborazione, una volta terminato l'anno di Servizio Civile.
Continuiamo a raccontare le storie dei giovani volontari che con i Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio e dell’Aquila, si sono adoperati per riportare “alla vita e alla normalità” i territori colpiti dal sisma nell’agosto 2016 e raccolte nella pubblicazione “IL GUSTO DI COSTRUIRE COMUNITÀ. Diario dei giovani in servizio civile nei territori del terremoto del Centro Italia”. “Il mio nome è Elisabetta. Sono barese, studentessa in psicologia. Ho passato la vita sui libri. Prima la scuola, poi l’università. Ho fatto qualche lavoro temporaneo e partecipato a qualche attività di volontariato, ma ero arrivata ad una fase della…
Dopo il terremoto che nell’agosto 2016 ha colpito il Centro Italia, è stato pubblicato un bando straordinario per il Servizio Civile per la ricostruzione e la ripresa della normalità nei territori colpiti dal sisma. Sono molti i giovani che, attraverso il Servizio Civile, si sono così attivati per la rinascita delle loro comunità. Molte testimonianze sono state raccolte nella pubblicazione “IL GUSTO DI COSTRUIRE COMUNITÀ. Diario dei giovani in servizio civile nei territori del terremoto del Centro Italia”, sono le storie dei giovani volontari che con i Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio e dell’Aquila, si sono adoperati…
Avevo sempre guardato con interesse al Servizio Civile, considerandolo un’opportunità di formazione alternativa, e alle montagne affascinanti che osservavo ogni giorno da casa ma che raramente frequentavo. Così, quando ho scoperto che il Parco al quale appartenevano quelle montagne, il Parco dei Monti Lucretili, aveva partecipato al bando per il Servizio Civile, mi è sembrato un connubio perfetto.
Parto con il dire che sono una volontaria "veterana", la mia esperienza di Servizio Civile è durata due anni. Ciò mi è stato permesso dal fatto che ho partecipato il primo anno da volontaria tramite Garanzia Giovani, il secondo tramite il Servizio Civile Nazionale.Se ho avuto l'ardire di ripetere questa esperienza è perchè evidentemente ho trovato del buono in questo percorso. Purtroppo faccio parte di una delle generazioni rimasta incastrata tra il concetto di "sei troppo vecchia per un contratto" e il "sei troppo giovane per avere abbastanza esperienza",
Flavia e Francesca, non si conoscevano ma si sono imbattute per caso a maggio del 2017 nell’Associazione Susan G. Komen Italia, in occasione dell’evento “Race for the Cure”. Il villaggio della salute, pieno di iniziative sulla prevenzione e ricco di attività, ha smosso nelle due ragazze la voglia di mettersi in gioco tanto che, come racconta Flavia “Il lancio dei palloncini a conclusione della manifestazione, mi ha molto emozionata per l’unione e la forza di tante donne. Allora decisi che avrei voluto incrociare il loro percorso e conoscerle da vicino.”
Questa è una storia, la storia di un gruppo di ragazzi che vuole dare voce alla loro esperienza. Siamo Gaia, Silvia, Ilaria e Samuele ed oggi per la prima volta, dopo qualche mese, ci ritroviamo davanti ad un tavolino non per lavorare ma per confrontarci e raccogliere le nostre considerazioni su un percorso che abbiamo intrapreso lo scorso settembre e che continuiamo a condividere in un impegno quotidiano, appassionato e costante. Stiamo infatti svolgendo il Servizio Civile come volontari nell’ambito del progetto “La bellezza di Acuto” promosso dal nostro Comune,
Mi chiamo Francesca e ho svolto il Servizio Civile presso il Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per i rifugiati, ed in particolare allo sportello di orientamento al lavoro e alla scuola di italiano.Se dovessi fare un bilancio della mia esperienza di Servizio Civile, non saprei proprio da dove cominciare. Una volta la mia Olp mi ha detto che in fondo i volontari sono degli egoisti. Lì per lì non avevo afferrato bene il senso di questa affermazione, ma poi ho capito in che modo andava interpretata: 
Al termine di un’esperienza di lavoro non soddisfacente, mi trovo a chiacchierare con un amico sui prossimi passi da affrontare nel futuro. Gli racconto il mio stato d’animo e della voglia di mettermi più in gioco, di fare un’esperienza che mi faccia sentire veramente parte attiva della comunità e che mi dia quella consapevolezza di tornare a casa la sera e sentire di aver fatto un passo avanti per migliorare qualcosa. Lui mi ascolta e alla fine mi consiglia di fare la domanda per il Servizio Civile, mi dice che secondo lui è esattamente ciò che cerco, che posso scegliere tra tantissimi…
Francesca ha svolto il Servizio Civile come volontaria nell’ambito del progetto “Giovani al servizio di collettività” previsto da Roma Capitale nell’Ufficio della Protezione Civile.“Noi ragazzi impegnati nella Protezione Civile di Roma Capitale collaboriamo con diversi uffici in funzione delle specifiche competenze di ciascuno. – ci ha raccontato Francesca, quando l’abbiamo incontrata - Alcuni di noi forniscono un supporto alla sala operativa, quindi sono di aiuto nella gestione degli interventi e nella risposta alle chiamate di soccorso da parte dei cittadini;
Sono Ramona e ho svolto il Servizio Civile Nazionale presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.Il mio progetto, Cultura per Tutti, è un progetto pilota, approvato per l’anno 2017. Ci siamo rivolti alle utenze fragili, come gli ospiti delle Case Famiglia, che accolgono bambini dai pochi mesi d’età a ragazzi fino ai 18 anni; gli Istituti di Detenzione e Pena, maschile e femminile; i Centri di Accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
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