Nel Lazio la campagna di vaccinazione antinfluenzale va avanti fino a dicembre.

L’Obiettivo principale della vaccinazione antinfluenzale è la prevenzione delle complicazioni possibili nei soggetti maggiormente a rischio di malattia grave, soprattutto per le fasce più esposte della popolazione.

Una prevenzione adeguata permette alle strutture sanitarie di operare in maniera più adeguata.

L’influenza è una malattia provocata da un virus che si trasmette per via respiratoria generalmente nel periodo invernale, come molte altre malattie respiratorie. E’ una malattia che però in persone anziane o con malattie già presenti, può far e insorgere complicazioni anche gravi.

Non ci sono farmaci per curare l’influenza una volta sopraggiunta, se non per alleviare o anticipare la risoluzione dei sintomi e soprattutto non servono gli antibiotici, per cui la vaccinazione rimane il caposaldo per combatterla.

 

COSA C’È NEL VACCINO

I vaccini antinfluenzali sono farmaci costituiti da frammenti inattivati di virus che agiscono semplicemente aumentando la capacità fisiologica di risposta di ognuno alla malattia. Il virus si modifica continuamente e questo obbliga ogni anno a studiare un vaccino diverso.

Il vaccino antinfluenzale è diretto solo verso il virus dell’influenza per cui non protegge da altre malattie respiratorie. La vaccinazione può causare lievi reazioni locali, arrossare o gonfiare un po’ il braccio, si può avere la febbre o qualche dolore, che comunque passano al massimo in 48 ore. Solo raramente si presentano reazioni allergiche, in genere anche esse lievi, e in casi rarissimi si può avere una reazione anafilattica, ciò può accadere nei soggetti allergici alle proteine dell’uovo in quanto i vaccini sono prodotti coltivando il virus in uova.

Pertanto le uniche controindicazioni alla vaccinazione sono rappresentate da:

  • età inferiore ai 6 mesi
  • pregresse reazioni di tipo anafilattico alle proteine dell’uovo o ad altre componenti del vaccino
  • aver sviluppato in precedenza severe reazioni al vaccino antinfluenzale.

 

CHI DEVE VACCINARSI

  • tutta la popolazione dai 65 anni in poi
  • la popolazione di età dai 6 mesi a 65 anni, se affetta da specifiche patologie croniche, tra cui quelle dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio, il diabete, l’insufficienza renale, i tumori e immunodepressione causata da Hiv
  • bambini e adolescenti a rischio di sindrome di Reye
  • donne che si trovano al secondo e terzo trimestre di gravidanza
  • familiari e contatti di persone ad alto rischio
  • medici e personale sanitario, personale che lavora a contatto con animali, personale delle forze dell’ordine, vigili del fuoco e della protezione civile e altri addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.

Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato insieme ad altri vaccini e in particolare con il vaccino antipneumococcico contro le malattie invasive e le polmoniti, spesso complicanza dell’influenza, che da quest’anno viene introdotto dalla Regione Lazio per alcune fasce di età o per malattie croniche.

Per effettuare la vaccinazione o per avere ulteriori informazioni ci si può rivolgere al proprio medico di medicina generale il pediatra o ai servizi delle ASL.

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