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    LUCIA VALENTE
    Assessore Lavoro, Pari Opportunità, Personale
    Combattere la disoccupazione giovanile, agevolare il ricollocamento lavorativo di chi ha perso il posto, riequilibrare il rapporto tra politiche attive e passive. Questi gli obiettivi prioritari dell'assessorato al Lavoro nei prossimi anni.

    La crisi economica ha cambiato  in profondità il volto del mercato del lavoro in italia e nella nostra regione. Una crisi strutturale e non solo congiunturale, che ha investito il sistema produttivo, modificato la struttura dei consumi e degli investimenti con inevitabili riflessi sul tessuto economico, sociale e occupazionale del nostro territorio. Evidente che di fronte a questi mutamenti, la risposta non può essere solo il ricorso agli ammortizzatori sociali, utili nelle situazioni di emergenza a garantire il sostegno al reddito, ma scarsamente efficaci nel medio e lungo periodo e con pesanti contraccolpi sociali e finanziari.

    C'è bisogno di accompagnare i processi di trasformazione, cercando di attenuare gli effetti negativi e mettendo in atto tutti gli strumenti utili a creare nuove opportunità di lavoro stabile, qualificato, nei settori economici più promettenti per il mercato domestico e internazionale. Per questo, come Regione Lazio abbiamo elaborato una strategia in 10 punti che si propone di dare risposte immediate e efficaci a  rendere più dinamico il mercato del lavoro. Tra le iniziative che intendiamo intraprendere, l'istituzione sperimentale del Reddito minimo garantito, la staffetta generazionale, la riforma dei centri per l'impiego.

    I PRINCIPALI OBIETTIVI A MEDIO TERMINE 

    Riequilibrare il rapporto tra politiche attive e politiche passive. Il primo obiettivo da perseguire è assicurare che le politiche passive tornino ad essere uno strumento “emergenziale” che fornisca sostegno nelle situazioni di bisogno per un periodo di tempo limitato. In questo senso, appare indispensabile un’inversione di tendenza.

    Le politiche attive per il lavoro devono tornare ad essere l’ambito cui destinare le maggiori risorse e ove sperimentare soluzioni innovative per l’occupazione. Per far questo, è necessario un impegno congiunto di tutte le forze politiche e sociali e l’assunzione di un forte senso di responsabilità  con il quale affrontare le emergenze occupazionali che investono la nostra Regione.

    Nessuno deve rimanere disoccupato per più di un anno. L’impegno di questo Assessorato è mettere in campo politiche attive che garantiscano l’uscita dallo stato di disoccupazione nel più breve tempo possibile. Per far questo, è indispensabile agire su due fronti. Da un lato urge riformare l’attuale sistema dei centri per l’impiego, che da gennaio 2014 saranno gestiti dalle regioni se verrà confermata l’abolizione delle province, riassegnando loro la funzione propria di soggetti concretamente impegnati nel garantire, con risultati misurabili, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.  I centri per l’impiego dovranno garantire a tutti i cittadini i Livelli essenziali delle prestazioni in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. La legge n. 92/2012 prevede una serie di meccanismi finalizzati a rendere più immediato, conveniente e trasparente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. E per raggiungere questo obiettivo è necessario qualificare e armonizzare i servizi erogati dei CPI per evitare che perdere il lavoro non sia più un dramma per il lavoratore.

    Dall’altro lato, occorre con urgenza interrompere la spirale viziosa rappresentata dal prolungarsi eccessivo della cassa integrazione. Invero, troppo spesso l’utilizzo distorto di tale strumento, finisce col produrre un danno alla professionalità del lavoratore, costretto in uno stato di inattività prolungata che depaupera e mortifica la propria professionalità, trasformando uno strumento utile di sostegno temporaneo al reddito, in una “trappola” permanente per il lavoratore.  

    Sperimentazione nazionale del Reddito minimo garantito. E’ intenzione di questo Assessorato, riprendere la sperimentazione già avviata dalla Regione nel 2009 , migliorando la legge e correggendo i profili che non ne hanno consentito il positivo rendimento, anche alla luce di alcune best practices presenti sul territorio nazionale. In particolare, attraverso un’intesa con il Governo, aggiornando le linee già tracciate dalla LR n. 4/2009, è possibile avviare la sperimentazione di un sostegno regionale alle famiglie in difficoltà, sia sul piano economico sia sul piano dell’assistenza per l’inserimento scolastico dei bambini, sia per l’inserimento lavorativo dei genitori.

    Il sostegno del reddito a chi perde il posto deve essere sempre strettamente combinato con l’attivazione di un servizio di assistenza-sostegno intensivo per

    - la ricerca di una occupazione;

    - l’attivazione del servizio di formazione mirata all’occupazione effettivamente esistente.

    Nessun giovane che entra nel mercato del lavoro deve rimanere per più di quattro mesi senza lavoro e senza un’iniziativa di formazione, addestramento o accompagnamento al lavoro. La strategia elaborata dall’unione europea, la c.d. Youth Guarantee, si propone di raggiungere proprio questo obiettivo anche attraverso l’utilizzo dell’apprendistato e del tirocinio.

    Lotta alla disoccupazione attraverso la contrattazione decentrata: la Regione può favorire la contrattazione decentrata e proporsi come mediatore istituzionale delle istanze provenienti dalle parti sociali attraverso linee guida condivise finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione del lavoratori, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e all’avvio di nuove attività.

    Semplificazione e coordinamento normativo. Elaborare un testo unico delle leggi regionali sul lavoro, la formazione e l’istruzione di concerto con l’assessorato all’Istruzione Ricerca e Formazione.

    LE 10 PROPOSTE IN DETTAGLIO

    Al fine di perseguire gli obiettivi sopra indicati, questo Assessorato ha individuato 10 interventi su cui impegnare l’azione nel breve termine. E’ del tutto evidente che molti degli interventi descritti, hanno bisogno, anche per il loro positivo rendimento, del contributo attivo del Consiglio ed in particolare dei suggerimenti e delle proposte che la Commissione Lavoro intenderà proporre.   

    Reddito minimo garantito. D’intesa con il Governo nazionale, modificare la LR 4/2009 recependo le criticità che la sperimentazione ha evidenziato.

    Staffetta generazionale”. Recepire la normativa europea che ha proclamato il 2012 “Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni”, con l’obiettivo, di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro delle giovani generazioni, valorizzando il contributo dei lavoratori anziani alla società e all’economia. 

    Apprendistato. Disciplinare, d’intesa con l’assessorato alla formazione, l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e l’apprendistato di alta formazione e ricerca. Aggiornare la disciplina dell’apprendistato professionalizzante previo confronto con le parti sociali.

    Tirocini di orientamento e formativi. Recepire le linee guida della Commissione europea.

    Riforma dei centri per l’impiego. Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, semplificando le procedure e integrando, ove necessario, il pubblico con il privato (c.d. accreditamento).

    Certificazione delle competenze. Applicazione del D.lgs. n.13/2013 in merito alle competenze acquisite in contesti non formali (entro luglio 2014), aggiornando il Repertorio regionale dei profili professionali e  delle competenze alla luce di quello che sarà il Repertorio nazionale previsto dal suddetto decreto legislativo.

    FSE e Fondi Interprofessionali. Applicazione all’Accordo quadro del 2009 sull’integrazione delle risorse al fine di operare una programmazione integrata di tutte le risorse europee, nazionali e regionali per la formazione per l’occupabilità.

    Piano per l’occupazione Femminile e per la Tutela e la Sicurezza sul lavoro.  

    Disabili. Dare applicazione e aggiornare la L.R n.19/2003 sull’inserimento lavorativo dei disabili e approvare il Piano operativo Disabili (POD) scaduto nel 2009 e mai riprogrammato e finanziato.

    Testo Unico delle leggi regionali sul lavoro. 

     GLI STRUMENTI OPERATIVI

    La Regione attiva entro un anno in seno alla propria struttura e con le risorse di cui già dispone un Osservatorio regionale del mercato del lavoro, con il compito di:

    rilevare tutti i dati di stock e di flusso, aggregati e disaggregati, inerenti agli ingressi e uscite dal tessuto produttivo nel Lazio, suddivise per tipo;

    rilevare gli skillshortages, ovvero i posti di lavoro che restano permanentemente scoperti per mancanza di manodopera dotata delle attitudini necessarie;

    rilevare l’indice di performance dei servizi di collocamento e i tassi di coerenza tra formazione e sbocchi occupazionali.

    Il servizio di assistenza intensiva per la ricerca dell’occupazione viene garantito attraverso una stretta cooperazione tra le strutture pubbliche e alcune grandi imprese del settore, preventivamente accreditate. Di ogni servizio pubblico di collocamento, e di ogni servizio privato funzionante con finanziamento pubblico, viene rilevato e pubblicato l’indice di performance, con riguardo aisuccesfulplacings e alla classe di difficoltà della ricollocazione.

    Di ogni iniziativa di formazione professionale pubblica o finanziata con denaro pubblico viene rilevato e pubblicato il tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi a sei mesi dal conseguimento del diploma o comunque dal completamento del corso.

    La Regione realizza entro tre anni in seno alla propria struttura e con le risorse di cui già dispone un Servizio di orientamento scolastico e professionale che raggiungerà capillarmente ogni adolescente all’uscita da un ciclo scolastico, per offrirgli/le un bilancio delle competenze, una discussione circa le sue aspirazioni riguardo al lavoro futuro e tutte le informazioni sugli sbocchi occupazionali cui può ragionevolmente aspirare e gli strumenti di formazione disponibili per raggiungerli.
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    LUCIA VALENTE
    Assessore Lavoro, Pari Opportunità, Personale
    E' nata a  Gaeta (LT) il 30 dicembre del 1966. 

    Laureata in Giurisprudenza, è dal 1997 avvocato del foro di Roma e dal 2009 docente di diritto del lavoro nella Scuola di Specializzazione per le professioni legali dell'Università di Roma Sapienza. 

    Nel 2012 diventa professore associato di diritto del Lavoro all'università "La Sapienza" di Roma. Da maggio 2016 ha l'abilitazione a professore ordinario.

    Nel 2011 ha ottenuto l'Idoneità al concorso per Professore universitario di II fascia. Nel 2012 viene nominata membro del comitato etico della Sapienza. Dal 2010 è consigliere di fiducia del Comitato Pari Opportunità della Sapienza. 

    E' redattrice e membro del consiglio direttivo della Rivista Giuridica del Lavoro. 

    E' autrice di tre libri pubblicati da Giuffrè: uno scritto con Pietro Ichino dal titolo “L'orario di lavoro e i riposi – Artt. 2097 - 2098”, 2012, nel Commentario del Codice civile diretto da D. Busnelli; la monografia “Consuetudini e usi nel rapporto di lavoro subordinato”, 2006, per la quale ha ricevuto il premio Marco Biagi 2005 e “La Riforma dei servizi per il mercato del lavoro - Il nuovo quadro della legislazione italiana dopo il d.lgs 14 settembre 2015, n. 150”, 2016.

    Ha scritto numerosi saggi e articoli.

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