Coronavirus. Il punto nelle carceri del Lazio e su scala nazionale

I dati della Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria – Area rete integrata del territorio: 40 casi nei 14 istituti di pena del Lazio
Una targa all'ingresso del vecchio carcere di Velletri, nel centro storico.

Si riduce ancora il numero di persone positive al coronavirus nelle carceri del Lazio. A fronte dei 52 casi del 26 aprile, il 3 maggio sono 40: 33 detenute positive al coronavirus nel carcere femminile di Rebibbia (la scorsa settimana erano 40), cinque casi a Civitavecchia Nuovo complesso, un caso a Frosinone, uno a Rieti. Sono questi i dati comunicati al Garante dei detenuti dalla Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria – Area rete integrata del territorio. Si attende il dato della campagna vaccinale con il vaccino Moderna.

Su scala nazionale, il dato disponibile è quello al 26 aprile (pubblicato nel sito del ministero della Giustizia il giorno dopo). Tra i 52.591 detenuti nelle carceri italiane, i vaccinati alla stessa data erano 15.684. Alla stessa data le persone positive al coronavirus erano 492 (in diminuzione rispetto al dato della settimana precedente quando erano 655): 467 gli asintomatici, due sintomatici curati all’interno degli istituti, 23 ricoverati.

Tra le 36.939 unità di personale della polizia penitenziaria, 19.451 unità di personale avviate alla vaccinazione, 424 positivi al virus, dieci ricoverati. Tra le 4021 unità di personale amministrativo e dirigenziale, 47 risultavano positive al virus, 1990, avviate alla vaccinazione.

La diffusione del Covid-19 nei 14 istituti di pena del Lazio. Elaborazione grafica su dati della Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria – Area rete integrata del territorio.

La diffusione del Covid-19 nei 14 istituti di pena del Lazio. Elaborazione grafica su dati della Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria – Area rete integrata del territorio.

 

L’ex carcere pontificio nel centro storico di Velletri, da anni in stato di abbandono.