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UN ANNO DI GRANDI TRASFORMAZIONI. COM’È CAMBIATO IL LAVORO NELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE


Pubblicati gli esiti del questionario promosso dal CUG sull’esperienza dello smart working in Regione Lazio

20/05/2021 - Il 2 marzo si è conclusa l’indagine online promossa dal C.U.G. in collaborazione con la Direzione regionale Affari Istituzionali e Personale per conoscere l’opinione dei dirigenti e dei dipendenti del comparto rispetto alla loro esperienza in modalità di lavoro agile. La Regione Lazio ha avviato a partire dal 2019 la sperimentazione dello smart working che ha coinvolto oltre 500 dipendenti; dal mese di marzo 2020 in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il personale regionale ha svolto la propria attività in “smart working straordinario”.

L’indagine ha avuto l’obiettivo di far emergere come questa nuova modalità “organizzativa”, che ha interessato oltre il 90% del personale in servizio, abbia inciso sui vari aspetti della vita del dipendente in relazione ai diversi ambiti (personale, familiare, lavorativo), facendo emergere punti di forza e criticità. La rilevazione è stata realizzata tra il 22 febbraio e il 2 marzo 2021, attraverso la somministrazione on line di un questionario anonimo a cui tutto il personale in servizio presso le strutture della Giunta regionale ha potuto rispondere.

L’indagine ha coinvolto oltre 4.000 colleghi e colleghe, di cui circa 3.000 hanno aderito alla survey raccontato la propria esperienza rispetto alla nuova modalità di organizzazione del lavoro.

La maggior parte dei partecipanti ha valutato positivamente lo Smart Working in particolare: il 92,9% dei dirigenti, il’84% delle P.O. e l’80,2% del personale del comparto (incluse le PO).Mediamente 4 dipendenti su 10 non hanno riscontrato alcun aspetto critico determinante durante l’attività lavorativa svolta in modalità agile; le criticità maggiori si sono rivelate l’isolamento dal contesto lavorativo e le difficoltà tecnologiche dovute alla inadeguatezza  delle attrezzature a disposizione.

Approfondendo l’analisi dei dati raccolti, emerge come lo Smart Working, seppur in via emergenziale, sia riconosciuto come un modello organizzativo “sostenibile” dal punto di vista economico, sociale e ambientale ed abbia rappresentato un importante fattore di traino per lo sviluppo e l’implementazione dei processi di digitalizzazione e delle competenze delle dipendenti e dei dipendenti; i dati ne evidenziano inoltre l’impatto positivo anche sulla performance dell’Amministrazione.

L’indagine ha rilevato anche alcune criticità del nuovo modello organizzativo soprattutto dal punto di vista della disparità di genere: dalle risposte emerge infatti che l’attività di cura tende ad impegnare maggiormente le donne (il 34,2% rispetto al 27,7% degli uomini). Legato a questo dato risulta quindi che complessivamente il 61,3% delle donne, rispetto al 54,1% degli uomini, valuta negativamente la disponibilità di maggiore tempo per sé stessi in modalità di lavoro agile. Il 31% delle donne dirigenti ritiene di non aver affatto aumentato il tempo a propria disposizione durante lo smart working a fronte del 26,5% degli uomini. Inoltre, una quota maggiore di donne, rispetto agli uomini, ritiene di impegnare più tempo nel lavoro quando è in smart working (il 61,5% donne rispetto al 54,9% degli uomini) Si evidenzia infine che nessuna donna dirigente ha segnalato una diminuzione del tempo dedicato al lavoro. Le donne in generale presentano una maggiore difficoltà a disconnettersi dal lavoro per dedicarsi agli impegni personali o familiari rispetto agli uomini, (il 32,4 al 22,6% degli uomini).

In circa 4 casi su 10 i partecipanti al sondaggio reputano di aver aumentato «poco» la quantità del tempo dedicato a sé stessi, le donne in percentuale maggiore rispetto agli uomini. A fronte di queste cifre in chiaro-scuro emerge comunque che in linea generale le donne valutano l’esperienza del lavoro agile in modo più positivo rispetto agli uomini.

L’analisi dei dati raccolti evidenzia infine la richiesta da parte del personale – anche dopo il superamento della fase emergenziale – di un’alternanza tra presenza in sede ed attività in Smart Working. Dai commenti dei partecipanti all’indagine emergono, infatti, lemolte opportunità offerte dalla nuova modalità lavorativa, come la migliore conciliazione tempi di vita e di lavoro, la netta riduzione dei tempi di viaggio per recarsi al lavoro, la maggiore concentrazione sul lavoro ed il cambiamento culturaleinteso come auspicabile passaggio da una logica gerarchico-funzionale caratterizzata maggiormente dal controllo e dalla presenza in servizio ad una logica di lavoro per obiettivi, in cui diventano centrali la fiducia, la collaborazione ed il lavoro di squadra.